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Dal 1848 a oggi
Uno sguardo sulla storia del Bollettino ufficiale
di François Comment
Introduzione Introduzione
Cronologia Cronologia
1. Gli avvenimenti più importanti in sintesi
1848
Inizio della discussione sulla pubblicazione delle deliberazioni del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. Fino al 1891 circa 20 atti parlamentari in merito e 10 tentativi di pubblicazione.
1891
Creazione del Servizio stenografico e pubblicazione del «Bollettino stenografico ufficiale». Soltanto i dibattiti su atti legislativi soggetti a referendum sono trascritti parola per parola e pubblicati.
1921
Anche il resto delle deliberazioni viene trascritto, ma non pubblicato.
1960
Registrazione delle deliberazioni su nastro magnetico. 
Graduale sostituzione degli stenografi con i redattori.
1963
Cambiamento del nome in «Bollettino ufficiale».
1971
Pubblicazione completa dell'insieme delle deliberazioni.
1985
Introduzione dell'elaborazione elettronica dei testi.
1992
Passaggio a una rete informatica che estende il campo delle applicazioni possibili.
1993
Rivoluzionamento del modo di produrre il Bollettino ufficiale con la messa in funzione, per la prima volta al mondo in un parlamento, di un impianto di registrazione digitale del suono.
1995
Riduzione dei tempi di produzione e dei costi di stampa tramite misure di razionalizzazione nell'ambito della composizione tipografica. 
Utilizzo multimediale dei dati (testi immediatamente disponibili per uso interno; Internet).
1997
Versione del Bollettino su CD-ROM.
1999
Messa in funzione del nuovo sistema BULLETIN 2000, che integra in una stessa banca dati la registrazione del suono, l’elaborazione testi e la pubblicazione.
2000
Con BULLETIN 2000 il Bollettino online diventa realtà: le trascrizioni di tutte le deliberazioni vengono pubblicate su Internet, istantaneamente e integralmente.
A BULLETIN 2000 viene conferito il premio Speyer.
2001
Miniaturizzazione di BULLETIN 2000, in vista di un impiego mobile durante le sedute di commissione.
2. Introduzione

La trasparenza dell'attività parlamentare è un principio fondamentale dello Stato democratico. L'articolo 82 della Costituzione federale del 1848 (dal 2000 l'articolo 158) statuisce che «le sedute delle Camere sono pubbliche». Per il nuovo Stato federale l'applicazione di questo principio nella realtà si rivela però difficile. L'accesso alle tribune per visitatori non può da solo garantire la pubblicità dei dibattiti – tanto più che, fino all'inaugurazione del nuovo Palazzo del Parlamento nel 1902, le Camere federali mancano costantemente di spazio. Ovviamente esiste sin dall'inizio l'informazione tramite i giornali, ma la stampa partitica dell'epoca è molto lontana da criteri come quelli di oggettività e pluralismo. A ciò si aggiungono, nei Consigli stessi, evidenti barriere linguistiche e difficoltà di comprensione; non tutti i parlamentari hanno una buona conoscenza delle lingue nazionali e soltanto gli interventi dei presidenti vengono tradotti.
Non stupisce perciò che già sin dalle prime riunioni del Parlamento nel 1848 venga da più parti espresso il desiderio che le deliberazioni siano pubblicate integralmente e possibilmente tradotte. Ed è peraltro comprensibile che la maggior parte di tali interventi provengano da deputati romandi.
Il principio della pubblicazione regolare di un verbale delle deliberazioni non è contestato da nessuno. Il Legislativo è quindi pronto almeno per un tentativo, ma è il Consiglio federale che blocca l'operazione invocandone i costi. La sola «tecnologia» disponibile nel diciannovesimo secolo è la stenografia, che si trova ancora in fase di sviluppo. Ciò significa ricorrere a specialisti ben retribuiti, che non possono però essere assunti per mancanza di fondi. La pubblicazione di documenti scritti nel Foglio federale non costituisce un'alternativa valida, ancora meno un bollettino finanziato con fondi privati, poiché la sua qualità e la sua indipendenza non possono essere garantite.
Nel corso della seconda metà del diciannovesimo secolo la pubblicazione sperimentale del bollettino su questioni d'attualità controverse (p. es. la ferrovia del Gottardo) dimostra l'utilità pratica della verbalizzazione dei dibattiti. Contemporaneamente la legislazione diventa sempre più complessa. Per l'Assemblea federale cresce il pericolo di venir superata in questo ambito dai parlamenti degli altri paesi e dei grandi cantoni. Non da ultimo, dietro la richiesta di una pubblicazione, si cela l'interesse di un'intera categoria professionale sempre meglio organizzata: quella degli stenografi.
Così, per finire, dopo circa venti tentativi senza esito, sarà il Consiglio federale stesso a sollecitare la creazione di un bollettino stenografico. Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati lo seguono riluttanti: l'istituzione del Servizio stenografico nel 1891 si basa su un decreto federale che postula esattamente il contrario! Di fatto, con la pubblicazione regolare del bollettino, l'eccezione viene trasformata in regola. E sono ragioni di carattere finanziario a limitare la pubblicazione a deliberazioni su atti legislativi soggetti a referendum. È sintomatico che questa limitazione si protragga per più di cinquant'anni, finendo col diventare assurda, poiché deliberazioni su temi irrilevanti vengono pubblicate, mentre altre su questioni di scottante attualità no. Soltanto dal 1971 i dibattiti sono pubblicati integralmente.
Con l'introduzione della registrazione delle deliberazioni su nastro magnetico nel 1960, la stenografia, fino ad allora unico mezzo di conversione del discorso orale nello scritto, si trova confrontata con una concorrente. Utilizzata dapprima unicamente per controllare gli stenogrammi, la nuova tecnologia viene sviluppata a tal punto, da poter essere impiegata autonomamente proprio nel momento in cui cominciano a mancare stenografi. I metodi di lavoro rimangono però ancora a lungo i medesimi. Soltanto l'introduzione dell'elaborazione elettronica dei testi nel 1985 provoca un mutamento profondo. Il modo di confezionare il bollettino cambia ancor più nel 1992 con l'avvento del mondo del PC nel Palazzo del Parlamento e nel 1993 con la messa in funzione di un rivoluzionario impianto di registrazione digitale del suono che accelera considerevolmente le operazioni. La pubblicazione online sulla rete Internet, a partire dal 2000, dà al bollettino un orientamento completamente nuovo.
Il Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale è ad un tempo un'insostituibile fonte di informazioni, una componente dei materiali giuridici nel processo legislativo e un documento storico. Soltanto la sua sempre più veloce diffusione tramite i più diversi mezzi di comunicazione – dal libro fino ad Internet e al CD-ROM – ha reso possibile lo svolgimento simultaneo di queste tre funzioni. Sicuramente il Bollettino ufficiale saprà rispondere anche in futuro alle esigenze di alta qualità a cui soggiace questa importante pubblicazione dell'Assemblea federale.

3. Cronologia
1848
Già nella sua terza seduta dell'8 novembre – e prima ancora che Berna venisse scelta come sede delle autorità federali –, il Consiglio nazionale tratta la questione della pubblicazione delle deliberazioni. L'11 novembre il Consigliere agli Stati A. Carteret (GE) deposita una mozione in questo senso. La commissione competente accoglie positivamente l'istanza e chiede che i dibattiti vengano pubblicati almeno a titolo di prova. Tuttavia, con decreto federale del 27 novembre, i Consigli chiedono al Consiglio federale, per cominciare, una perizia e delle proposte concernenti un foglio pubblico sulle deliberazioni del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati.
1849
Il 29 marzo il Consiglio federale licenzia il messaggio richiesto, in cui chiede di non dare seguito all'oggetto invocando gli alti costi e l'assenza di un bisogno reale di tale pubblicazione. Come alternativa propone di pubblicare più testi nel Foglio federale, apparso per la prima volta il 24 febbraio. Entrambi i Consigli approvano questa richiesta.
1850
Su iniziativa privata viene pubblicato un «Bulletin des délibérations de l'Assemblée fédérale», oggi scomparso.
L'articolo 44 del nuovo regolamento del Consiglio nazionale del 9 luglio stabilisce che è proibito leggere un discorso (questa disposizione sarà abolita soltanto nel 1903)
.
1851
Una mozione A. Alméras (GE) che chiede la pubblicazione delle deliberazioni come avviene abitualmente nella maggior parte dei Gran Consigli cantonali, viene ancora respinta il 26 agosto. Il 6 dicembre, però, il Consiglio nazionale trasmette a una commissione una mozione L. Blanchenay (VD) che sollecita l'edizione di un bollettino in lingua tedesca e francese.
1852
Il Consiglio nazionale decide, su proposta della maggioranza della commissione, di non dare seguito alla mozione per il momento. La minoranza della commissione aveva chiesto la pubblicazione di un bollettino delle deliberazioni contenente il contenuto essenziale degli interventi.
1853/54
Di nuovo su base privata viene pubblicato un «Mémorial des séances de l'Assemblée fédérale».
1857
Pubblicazione di un bollettino stenografico delle deliberazioni concernenti la «questione di Neuchâtel» nel dicembre 1856 e nel gennaio 1857 (tiratura: 1000 copie).
1858
In luglio il Parlamento si riunisce per la prima volta nel nuovo «Palazzo del Consiglio federale» (oggi l'ala ovest del Palazzo federale). Nell'ambito dell'esame del preventivo del 1859 si svolge una discussione sulla questione della pubblicazione delle deliberazioni dei Consigli.
1859
Pubblicazione separata delle deliberazioni sulla situazione dei vescovadi in Svizzera.
1860
Mozione del Consigliere nazionale J.-J. Challet-Venel (GE) per un bollettino nelle tre lingue nazionali. Egli non pensa a degli stenografi, ma a dei semplici «memorialisti», che avrebbero dovuto annotare l'essenziale. Già il giorno seguente la mozione è chiaramente respinta dal Consiglio. Un nuovo impulso viene dato da una petizione di Karl Schärer, primo segretario della Direzione della giustizia del Canton Berna, sull'istituzione di un bollettino stenografico delle deliberazioni dei Consigli legislativi. Per ragioni finanziarie gli interventi non sarebbero tradotti, ma soltanto riprodotti nella lingua originale. Su proposta della Commissione delle petizioni, l'istanza viene trasmessa al Consiglio federale per esame approfondito e resoconto. I costi sono valutati attorno ai 30 000 franchi.
1861
Il 30 dicembre il Consiglio federale presenta un rapporto e un disegno di legge, raccomandando la creazione di uno speciale foglio stenografico delle deliberazioni. Esso è ritenuto importante soprattutto per la Romandia, che in tale pubblicazione vede la principale garanzia dei suoi diritti e interessi, ma è utile anche per le autorità cantonali. Inoltre analoghi fogli vengono pubblicati in paesi comparabili alla Svizzera come il Belgio o i piccoli stati tedeschi.
1862
Il 20 gennaio il Consiglio nazionale decide di non entrare in materia sul disegno, per motivi finanziari e perché la stampa soddisfa già il bisogno di informazione. Una settimana più tardi il Consiglio degli Stati rinvia il disegno al Consiglio federale con l'incarico di esaminare la possibilità di istituire un bollettino sostanziale, eventualmente anche su base privata.
1864
In un messaggio dell'11 giugno il Consiglio federale chiede un credito per una gazzetta dei Consigli legislativi. La deliberazione viene differita.
Sempre nello stesso anno esce a titolo di prova un Bollettino sulle deliberazioni in merito ai trattati commerciali e di altra natura conclusi con la Francia il 30 giugno 1864. Esso contiene le deliberazioni, registrate stenograficamente, dal 20 al 30 settembre 1864. Il Cancelliere federale giudica il tentativo un fallimento, a causa dell'insufficiente qualificazione professionale dei verbalisti.
1867
Una mozione Ch. M. Friederich (GE) per la pubblicazione dei verbali dei Consigli legislativi è trasmessa dal Consiglio nazionale.
1868
Il Dipartimento degli interni trasmette un rapporto al Consiglio federale con la richiesta di pubblicare le deliberazioni di tutte le sessioni di quell'anno. Il Consiglio federale chiede quindi un credito aggiuntivo per una pubblicazione sperimentale (stampa dei processi verbali dei Consigli legislativi) a partire dalla sessione invernale. Questo credito è rifiutato da entrambe le Camere. In cambio il Consiglio nazionale trasmette un postulato che chiede un messaggio sulle implicazioni materiali della pubblicazione dei verbali.
1870
In estate il Consiglio federale decide di pubblicare a titolo di prova un «Bollettino stenografico formale» sulle deliberazioni concernenti il contratto della ferrovia del S. Gottardo e la revisione della Costituzione. Per motivi finanziari gli interventi figureranno soltanto nella lingua originale. Il credito necessario viene accordato; successivamente, però, il Consiglio nazionale esige la traduzione degli interventi.
54 petizioni dal medesimo tenore (48 dalla Romandia e 6 dalla Svizzera tedesca), corredate da 3834 firme, sollecitano l'introduzione di un bollettino stenografico. La Commissione delle petizioni chiede che si attenda la pubblicazione sperimentale delle deliberazioni sulla questione del Gottardo e la «revisione federale».
Il bollettino delle deliberazioni sulla ferrovia del Gottardo, svoltesi in luglio, viene realizzato sotto la direzione dello stenografo del Gran Consiglio bernese Zuber. Benché la domanda sia ancora modesta, le Camere decidono il 23 dicembre di pubblicare anche le deliberazioni concernenti la revisione della Costituzione federale a mo' di verbali minuziosi, in forma di bollettino, che ne rispecchino il progresso.
1871
Dopo la sessione di luglio Elie Ducommun, traduttore al Consiglio nazionale e giornalista, pubblica le deliberazioni sulla «revisione federale» nella sua rivista «L'Helvétie». In settembre la Confederazione stipula un contratto con Ducommun, in base al quale quest'ultimo s'impegna a pubblicare privatamente, ma con una partecipazione della Confederazione ai costi, i rimanenti dibattiti sulla revisione costituzionale come bollettino completo delle deliberazioni,. Si tratterà di un bollettino sostanziale pubblicato in numeri successivi, di un'impresa privata sovvenzionata dal Consiglio federale. Gli interventi vengono riprodotti soltanto sommariamente.
1872
Dopo che il 12 maggio il popolo ha rifiutato di misura un primo progetto di Costituzione federale riveduta, un postulato della Commissione del bilancio del Consiglio nazionale chiede al Consiglio federale un rapporto sull'opportunità e la fattibilità di un memoriale sulle deliberazioni dei Consigli. Il Parlamento desidera evitare di rimanere arretrato nel confronto internazionale. Le deliberazioni devono essere riprodotte in modo conciso, ma esatto. Il postulato viene trasmesso in forma indebolita.
1873
In novembre il Consiglio nazionale decide di pubblicare, dopo la sessione, un processo verbale analitico delle deliberazioni sulla revisione della Costituzione (con traduzione in francese).
1874
In gennaio il Consiglio nazionale discute un progetto del Consiglio federale per la pubblicazione sperimentale di tutti i dibattiti di quell'anno sotto forma di un bollettino edito quotidianamente in lingua tedesca e francese in cui figura il contenuto essenziale degli interventi. Entrambe le Camere risolvono di non entrare in materia. Il 19 aprile, al secondo tentativo, la Costituzione federale riveduta è accettata in votazione popolare.
1876
Il Consigliere nazionale E. Frey (BL) inoltra il 24 giugno una mozione corredata da 43 firme per una pubblicazione sperimentale delle deliberazioni delle Camere durante la sessione a venire. Essa viene trasmessa come postulato dei due Consigli: il Consiglio federale è invitato a esaminare la possibilità di una pubblicazione ufficiale regolare delle deliberazioni delle due Camere.
In settembre viene depositato un «memoriale» della Società centrale per la stenografia gabelsbergica che sollecita l'istituzione di un bollettino stenografato. Il Consiglio federale respinge queste istanze per motivi finanziari e propone di pubblicare unicamente i verbali delle decisioni dell'Assemblea federale.
1877
Una petizione della Società stenografica di Berna chiede direttamente la creazione di un ufficio stenografico delle Camere federali. La stessa istanza viene reiterata tre mesi più tardi in una petizione della Società svizzera generale degli stenografi.
1878
In febbraio ambedue i Consigli risolvono di «soprassedere» a questa pendenza in ragione della situazione finanziaria attuale della Confederazione.
Il 20 giugno il Consiglio nazionale rifiuta pure una mozione Wirth (SG) per la pubblicazione di un bollettino sulle deliberazioni relative alla ferrovia del Gottardo. Ma già in estate le Camere si decidono a pubblicare un rapporto stenografico sulle deliberazioni dell'Assemblea federale concernenti la questione della ferrovia del Gottardo, luglio/agosto 1878. Dapprima si vuole addossare i costi ai cantoni interessati; per finire essi sono però assunti dalla Confederazione.
Redattore responsabile è C. Suter, stenografo gabelsbergico.
1880
Il Consiglio nazionale tratta un'istanza Delessert (Losanna) per un bollettino stenografico trilingue.
1885
Il 6 febbraio il Consiglio federale approva, per la prima volta, l’acquisto di due macchine da scrivere per la Cancelleria federale.
1888
Inoltro di una petizione della Società svizzera generale degli stenografi.
1889
Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati trasmettono un postulato G. Pictet (GE) per la pubblicazione dei verbali delle risoluzioni dei Consigli dal 1874.
Un'altra petizione della Società svizzera generale degli stenografi sollecita l'introduzione di un bollettino stenografico.
1890
Il 28 gennaio il Consiglio federale presenta un ampio messaggio con un progetto di decreto. Per la prima volta vengono avanzati nuovi argomenti in favore dell'introduzione di un bollettino: l'estensione del diritto di referendum implica il diritto a un'informazione dettagliata su ciò che avviene nei Consigli. La pubblicazione si prospetta di grande utilità per le autorità legislative, amministrative e giudiziarie della Confederazione e dei cantoni. A questo scopo non basta però un riassunto degli interventi; è necessario un foglio stenografico delle deliberazioni. Esso non deve tuttavia essere pubblicato in permanenza, ma fungere da fonte di informazioni e opera di consultazione per l'interpretazione del diritto. Il motto è: O niente del tutto, o qualcosa di giusto. Vengono pure elaborati un modello di calcolo dei costi e un confronto con il Gran Consiglio del canton Berna. La richiesta è di creare un foglio stenografico delle deliberazioni.
Ancora prima della discussione di questo messaggio, il quotidiano «Der Bund» fa verbalizzare allo stenografo del Gran Consiglio bernese Rudolf Schwarz le deliberazioni della sessione estiva e di quella autunnale. Fino alla prima guerra mondiale il bollettino è allegato al giornale, come supplemento gratuito.
1891
Dopo resistenze iniziali e l'eliminazione di numerose divergenze, si giunge con il decreto federale dell'11 aprile a un tipico compromesso svizzero: Secondo la cifra I si risolve di rinunciare all'istituzione di un bollettino stenografico; secondo la cifra II la registrazione stenografica delle deliberazioni su un determinato oggetto può essere decisa a titolo eccezionale da un Consiglio, e diviene allora obbligatoria anche nell'altra Camera. L'istituzione di un servizio stenografico permanente diventa in tal modo, nonostante tutto, necessaria. Il 4 giugno esce il primo numero del «Bollettino stenografico ufficiale dell'Assemblea federale svizzera», per le stampe della tipografia Jent & Co. di Berna. L'«Ufficio stenografico» comprende quattro svizzeri tedeschi (Rudolf Schwarz come responsabile; Eugen Hüeblin; il dott. Carl Jäger, sangallese, in seguito giudice federale; J. Schurter) e due romandi (Louis Mogeon; de Charrière). Responsabile della redazione è Rudolf Schwarz (1862–1903), dal 1886 stenografo del Gran Consiglio bernese e più tardi presidente centrale della Società svizzera generale degli stenografi.
1902
Inaugurazione del nuovo Palazzo del Parlamento. Secondo il piano originale, agli stenografi è destinato il locale al pianoterra rialzato esattamente sotto la «Sala dei giornali». Il piano prevede un ufficio suddiviso in quattro posti di lavoro da una parte e due dall'altra. Nella sala del Consiglio degli Stati il banco degli stenografi è ubicato al centro, in quella del Consiglio nazionale esso si trova davanti ai sei posti degli scrutatori. È completamente recintato e raggiungibile dal piano sottostante tramite una scala separata.
La riveduta legge sui rapporti tra i Consigli stabilisce espressamente per la prima volta che le deliberazioni su atti legislativi sottoposti a referendum (leggi federali e decreti federali di obbligatorietà generale) devono essere registrate stenograficamente.
1903
Da ottobre Friedrich Zimmermann è responsabile della redazione del Bollettino.
1907
Il Bollettino viene diviso in due serie di pubblicazioni: una per il Consiglio nazionale, l'altra per il Consiglio degli Stati. Fino ad allora le sedute delle Camere erano state pubblicate mescolate, in semplice ordine cronologico.
1920
Alla fine dell'anno il Consiglio nazionale decide di far stenografare l'insieme delle deliberazioni a partire dal 1921. Conformemente al regolamento interno continuano però ad essere pubblicati soltanto i dibattiti su atti legislativi sottoposti a referendum così come altre deliberazioni su decisione particolare del Consiglio. Lo stesso regolamento stabilisce espressamente che lo stenogramma deve essere messo a disposizione di ogni oratore per breve tempo, affinché vi possa apportare dei miglioramenti stilistici.
1921
Un tentativo del Cancelliere della Confederazione e degli stenografi di impedire che venga accolta la richiesta di una trascrizione di tutti gli interventi alla macchina per scrivere, fallisce a causa della posizione irremovibile dell'Ufficio del Consiglio nazionale: le trascrizioni stenografiche corrette dagli oratori non sono sufficienti come processi verbali poiché potrebbero andare perse.
L'Ufficio regola le questioni pratiche. Di tutti i testi, anche di quelli che non vengono stampati, deve essere redatta a macchina una bella copia in tre esemplari. Una è depositata presso la Segreteria generale, la seconda va alla Biblioteca parlamentare e la terza è destinata all'Archivio federale.
In seguito all'assunzione di dattilografe dovuta a questa decisione, il Servizio stenografico aumenta il numero dei suoi impiegati da 8 a 20 e si trova quindi confrontato con un problema di spazio. L'Ufficio del Consiglio nazionale chiede al Consiglio federale di mettere a disposizione i locali necessari. Probabilmente il servizio viene alloggiato in nuovi uffici al secondo piano del Palazzo del Parlamento (parte est), dove resterà per più di 70 anni. 
Da aprile il dott. Otto Vollenweider è responsabile della redazione del Bollettino.
1922
In seguito ai risultati del censimento della popolazione del 1920 il Consiglio nazionale aumenta di nove membri. Per motivi di spazio il banco recintato degli stenografi al centro della sala sparisce e viene rimpiazzato da piccoli tavoli situati più dietro, a sinistra e a destra. Da quella posizione, tuttavia, gli stenografi non possono più capire cosa dicono i Consiglieri nazionali, poiché questi ultimi si esprimono dal loro posto. Gli stenografi occupano così di volta in volta i posti liberi nelle vicinanze dell'oratore o addirittura le sedie riservate al Consiglio federale, ciò che non è visto di buon occhio.
1927
L'Ufficio del Consiglio nazionale discute per l'ennesima volta la questione dei posti per gli stenografi. Per l'occasione viene anche presa in considerazione l'installazione di una tribuna per oratori.
1930
I rapporti d'impiego degli stenografi sono regolati per la prima volta da un decreto del Consiglio federale. Gli stenografi ricevono una retribuzione annuale fissa, indipendente dal numero dei giorni di sessione, corrispondente alla metà dello stipendio annuale di un funzionario federale con diploma universitario, ma senza funzioni di capo.
Contemporaneamente il Cancelliere federale emana delle prescrizioni sui rapporti di servizio delle dattilografe impiegate presso il Servizio stenografico dell'Assemblea federale, che prevede un sistema di indennità giornaliere secondo l'anzianità di servizio.
In settembre, per la prima volta, un impianto di altoparlanti viene provvisoriamente installato nella sala del Consiglio nazionale.
1931
L'Ufficio del Consiglio nazionale decide l'installazione provvisoria di due tribune laterali per oratori. Esse sono in seguito soppresse, ciò che ripropone il problema dei posti per gli stenografi. Un membro dell'Ufficio si lamenta perfino che la sua sedia viene regolarmente occupata a lungo dagli stenografi. L'Ufficio decide di riservare in futuro agli stenografi i posti dei relatori commissionali nella misura in cui non siano utilizzati da questi ultimi.
1932
Per la prima volta gli stenografi ricevono in prova dei dittafoni. A causa degli elevati costi d’acquisto questa innovazione rimane però solo una prova, nonostante le impressioni positive suscitate negli interessati.
L'impianto di altoparlanti nella sala del Consiglio nazionale è installato definitivamente.
1938
Con un'istanza all'Ufficio del Consiglio nazionale H. Walder (U, ZH) chiede una tribuna per oratori. Viene allora installata un'infrastruttura che da provvisoria finisce manifestamente per diventare definitiva.
1939
Il presidente del Consiglio nazionale Henry Vallotton (R,VD) suggerisce una semplificazione del servizio stenografico e incarica la Cancelleria federale di chiarire la possibilità di sostituire progressivamente la stenografia con la stenotipia (stenografia meccanica). Una trasmissione elettrica del suono in un locale a parte dovrebbe rendere superflua la presenza degli stenografi in sala. Dopo un periodo di prova si rinuncia all'utilizzazione di altoparlanti per il servizio stenografico in ragione degli alti costi.
Il 14 giugno le Camere federali visitano l'esposizione nazionale a Zurigo. Il presidente del Consiglio nazionale Vallotton stabilisce il seguente ordine nel corteo dalla stazione centrale alla Bürkliplatz: «Musica, Consiglio federale, Consiglio nazionale, Consiglio degli Stati, stenografi, giornalisti».
1941
Il personale del servizio è aumentato e comprende ora 22 persone, tra le quali 6 stenografi di lingua tedesca, 4 di lingua francese e uno di lingua italiana, 4 dattilografe di lingua tedesca e 6 di lingua francese e un impiegato di cancelleria.
Per l’assunzione di nuovi stenografi diventa sempre più difficile trovare dei candidati che trascrivano alla velocità minima richiesta di 260 sillabe al minuto e che al contempo dispongano di un diploma universitario.
Vengono messi a disposizione 7 apparecchi di registrazione e 6 di trasmissione (dittafoni a cilindri di cera), che facilitano notevolmente il lavoro. Adesso, gli stenografi non devono più dettare direttamente le loro trascrizioni a una dattilografa.
Dalla metà degli anni cinquanta questi dittafoni sono sostituiti gradualmente da apparecchi a fogli magnetici.
1953
A partire da marzo Werner Bosshard è responsabile della redazione del Bollettino.
1960
Il Cancelliere federale asseconda il desiderio degli stenografi che le deliberazioni siano registrate su nastro magnetico. Viene installato un impianto con due registratori funzionanti in serie, comandati a distanza dalle sale dei Consigli. Esso permette di suddividere il flusso dei discorsi su supporti audio della durata di 10 minuti l'uno, che possono essere utilizzati separatamente. Il sistema, semplice e robusto, è copiato da diversi parlamenti stranieri. Resterà in servizio per 30 anni senza modifiche. Questa innovazione rende possibile la trascrizione continua delle deliberazioni anche senza stenografia. Dapprima l'impianto viene utilizzato soltanto per la verifica degli stenogrammi e per gli interventi in italiano.
1961
Dopo la morte di uno stenografo di lingua francese non si riesce più a trovare un successore idoneo. Come soluzione di ripiego viene impiegato ulteriormente uno stenografo pensionato.
1962
Data l'imminenza di altri pensionamenti di stenografi, il Cancelliere della Confederazione effettua degli esperimenti con redattori che effettuano le trascrizioni unicamente con l'aiuto delle registrazioni sonore. In seguito stenografi e redattori lavoreranno per anni fianco a fianco, i redattori con una paga di un quarto inferiore a quella degli stenografi.
In occasione di una revisione della legge sui rapporti tra i Consigli, il Servizio stenografico è staccato dalla Cancelleria federale e sottoposto formalmente alla Segreteria generale dell'Assemblea federale.
1963
Poiché le trascrizioni non si basano più esclusivamente sulla stenografia, nell'edizione di marzo il titolo del bollettino da «Bollettino stenografico ufficiale» diventa «Bollettino ufficiale».
1967/68
In seguito alla sempre più frequente contestazione dell'impiego di (costosi) stenografi, la Centrale per i problemi d'organizzazione dell'amministrazione federale (CPO) esamina, su incarico del Cancelliere federale, i metodi di lavoro del servizio: soltanto il 40 percento circa delle deliberazioni è ancora stenografato; il resto è disponibile sotto forma di manoscritti degli oratori.
1969
In febbraio la CPO presenta il suo rapporto sui metodi di verbalizzazione dei discorsi alle Camere federali. Essa constata che è avvenuto un mutamento a detrimento degli stenografi e che il lavoro di trascrizione non può più essere eseguito senza l'ausilio di mezzi tecnici. L'impiego contemporaneo di stenografi e redattori è considerato antieconomico. Il rapporto propone una ristrutturazione radicale con la rinuncia agli stenografi, ciò che si ritiene debba condurre a una riduzione dei costi salariali del 40 percento. Visibilmente il cambiamento radicale proposto non viene operato; gli stenografi continuano ad essere impiegati fino al loro pensionamento. I redattori restano sottoposti ai ritmi di lavoro degli stenografi (10 minuti di registrazione per volta) fino negli anni ottanta.
1970
La prassi in vigore dal 1921, consistente nel trascrivere l'insieme delle deliberazioni unicamente in forma dattilografica, pubblicando però soltanto quelle su atti legislativi soggetti a referendum, non riflette più l'importanza crescente di altri oggetti. Soltanto circa il 65 percento delle deliberazioni nel Consiglio nazionale e addirittura solo il 45 percento nel Consiglio degli Stati viene pubblicato. Inoltre la redazione delle belle copie dattilografiche giunge solo fino al 1966. Se ancora soltanto un anno prima il Consiglio federale aveva respinto, per ragioni di costo, una interrogazione ordinaria O. Fischer-Bern (R, BE) per la pubblicazione di tutte le deliberazioni nel Bollettino ufficiale, l'Ufficio del Consiglio nazionale decide adesso di procedere ad una pubblicazione integrale per un periodo di prova di un anno.
1971
Il 27 gennaio entrambi i Consigli approvano la richiesta degli Uffici di riprodurre tutte le deliberazioni nel Bollettino ufficiale a titolo sperimentale. L'edizione del 1971 è molto più voluminosa rispetto a quelle degli anni precedenti.
In seguito all’introduzione del diritto di voto e di eleggibilità della donna a livello federale, nella sessione invernale, per la prima volta, dodici donne s’insediano al Consiglio nazionale.
1972
Sulla base di un'iniziativa dell'Ufficio del Consiglio nazionale, la legge sui rapporti tra i Consigli viene modificata nel senso di una pubblicazione integrale delle deliberazioni. La modificazione è approvata all'unanimità dal Consiglio nazionale il 1 marzo e dal Consiglio degli Stati il 7 marzo – malgrado il raddoppio del volume e dei costi di stampa. Contemporaneamente l'«Ufficio degli stenografi» viene ribattezzato «Servizio dei processi verbali». Per desiderio del Consiglio federale anche le interrogazioni ordinarie sono integrate nel Bollettino.
1974
A poco a poco le macchine per scrivere meccaniche vengono sostituite da macchine a testina rotante.
Il riveduto regolamento del Consiglio nazionale stabilisce per la prima volta un termine di cinque giorni per la restituzione dei manoscritti da parte degli oratori, in sostituzione della precedente formulazione consegnare senza indugio per la stampa.
1977
Al termine di lavori preparatori pluriennali, il Consiglio federale disciplina i rapporti di servizio di stenografi, interpreti, redattori e dattilografe. Viene mantenuto il vecchio principio della retribuzione giornaliera, calcolata ora sulla base di una classe di stipendio e di un supplemento percentuale per l'irregolarità del lavoro dovuta alle sessioni.
Da settembre il dott. Ernst Frischknecht è responsabile della redazione del Bollettino.
1979
Un rapporto del caposervizio lamenta l'aumento del carico di lavoro come conseguenza del mutato modo di lavorare dei Consigli.
1981
Un gruppo di studio comincia ad esaminare la possibilità di introdurre l'elaborazione elettronica dei testi nei Servizi del Parlamento.
1985
Nella sessione invernale è introdotto il trattamento testi elettronico per le dattilografe. Due sistemi centrali servono 16 videoterminali e quattro stampanti a margherita. I testi possono ora essere corretti senza che si debba trascriverli più volte.
Il servizio è adesso in grado di effettuare l'assemblaggio di discorsi, rapporti e proposte e assicura pure la maggior parte dei lavori di correzione. I testi definitivi sono trasmessi alla tipografia su dischetti, ciò che comporta una riduzione consistente dei costi di stampa. Un notevole vantaggio è costituito dal fatto che su richiesta possono essere stampate le versioni provvisorie dei verbali del giorno completi. Il lavoro dei redattori non è toccato da questo cambiamento.
1987
I rapporti di servizio del personale impiegato a tempo parziale per le sessioni sono regolati in modo nuovo; il principio del salario giornaliero viene abbandonato in favore di una retribuzione a ore (con garanzia annuale).
Alla fine di settembre l'ultimo stenografo federale, Bernhard Luyten, va in pensione dopo 34 anni di servizio.
1988
Un postulato Frey Claude (R, NE), che chiede la pubblicazione di tutti i testi presentati ai Consigli in tedesco e in francese, è trasmesso all'Ufficio del Consiglio nazionale, il quale rinvia all'imminente riforma del Parlamento. Il 7 ottobre entra in vigore il decreto federale sui Servizi del Parlamento. Il «Servizio dei processi verbali» è soppresso e rimpiazzato dal «Servizio del Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale».
1990
Da settembre il dott. François Comment è responsabile della redazione del Bollettino.
Cominciano i lavori di progettazione di un nuovo impianto di registrazione sonora. In seguito ad una decisione di principio favorevole all'adozione di un sistema digitale, viene stilato un quaderno degli oneri dettagliato. Contemporaneamente cominciano i lavori di progettazione per sostituire l'apparecchiatura di trattamento testi divenuta nel frattempo obsoleta e insufficientemente performante.
Un postulato Ducret (C, GE) che chiede la pubblicazione di tutti i rapporti commissionali in lingua tedesca e francese, è trasmesso all'Ufficio del Consiglio nazionale. Sarà in seguito ampiamente soddisfatto.
1991
In occasione delle festività per il 700esimo anniversario della Confederazione viene pubblicata un’edizione speciale del bollettino, che comprende i dibattiti delle tre sessioni dell’anniversario e un saggio di François Comment sui cento anni della pubblicazione del Bollettino ufficiale.
1992
In primavera viene firmato un contratto con una ditta informatica specializzata israeliana per la realizzazione di un impianto di registrazione sonora digitale.
Durante la sessione invernale viene sperimentato per la prima volta, su scala ridotta, un nuovo trattamento testi su PC.
1993
Nella sessione primaverile il nuovo sistema di trattamento testi (del tipo client-server) è messo in servizio definitivamente. Poiché ogni collaboratore dispone di un PC, viene allargato il campo delle applicazioni possibili.
Durante la sessione speciale di aprile viene utilizzato sperimentalmente, per la prima volta, il nuovo impianto di registrazione sonora, che già a partire dalla sessione estiva sostituisce tutti gli altri. L'impiego di un tale sistema in un parlamento è una prima mondiale che suscita l'interesse di numerosi altri parlamenti all'estero.
A partire da metà dell'anno il personale occupato a tempo parziale per le sessioni è impiegato secondo il modello di lavoro annuale dell'Ufficio federale del personale. In tal modo sparisce una quantità inestricabile di condizioni di assunzione e di soluzioni ad hoc.
La sessione autunnale si svolge a Ginevra. Il Servizio del Bollettino ufficiale è il solo dei Servizi del Parlamento a restare in permanenza a Berna e lavora praticamente senza intoppi grazie alla trasmissione delle immagini e del suono, così come al nuovo sistema di registrazione sonora digitale.
1994
Il Servizio del Bollettino ufficiale trasloca nei locali rammodernati del secondo sottosuolo (situato sotto la Bundesterrasse), che prima ospitavano l'archivio dell'Assicurazione militare. Finalmente possono essere offerte condizioni di lavoro accettabili a tutti i collaboratori, anche ai numerosi impiegati a tempo parziale.
1995
Nella sessione speciale di gennaio i redattori elaborano per la prima volta i testi dei discorsi direttamente allo schermo, ciò che permette di consegnare ai membri dei Consigli delle copie rivedute. Questa misura rende molto più veloci le successive fasi di correzione.
A partire dalla sessione estiva un nuovo procedimento, basato su un programma informatico speciale, permette al servizio di realizzare autonomamente la composizione tipografica provvisoria su due colonne. I dati sono poi trasmessi alla stamperia a Soletta tramite le linee telefoniche.
Da settembre i testi provvisori, ma già completi e su due colonne, sono accessibili sulla rete informatica interna da uno a tre giorni dopo le sedute.
Pure da settembre la versione definitiva del Bollettino ufficiale della sessione estiva è disponibile su Internet.
Con l'inizio della sessione invernale viene adottato un logo specifico per il Parlamento. In questo contesto anche la copertina dei volumi del Bollettino ufficiale, immutata da più di un ventennio, viene rinnovata.
1996
Misure di carattere organizzativo (p. es. intensi lavori preparatori prima di ogni sessione) e mezzi tecnici (p. es. la generazione automatica degli indici) soddisfano le aspettative: il tempo di produzione viene dimezzato malgrado il volume crescente del Bollettino. Nel contempo anche i costi di stampa vengono ridotti dalla metà.
1997

Edizione del Bollettino ufficiale su CD-ROM. I testi di un'intera legislatura, a partire dalla sessione invernale 1995, sono contenuti in un CD.
Già qualche ora dopo un intervento tutta l'amministrazione federale ha accesso alla versione provvisoria dei testi tramite la rete informatica. Dopo quasi una settimana i testi sono disponibili sulla rete Internet, dalla quale possono essere liberamente scaricati.
Nel processo di redazione viene gradualmente inclusa alla stesura diretta degli interventi, da parte delle redattrici e dei redattori, la revisione parallela (correzione sistematica di ogni testo prima della sua pubblicazione). La qualità del testo pubblicato può così essere sensibilmente migliorata.
1998
Primi lavori in vista della sostituzione dell’impianto digitale della registrazione del suono con un sistema modulare, costruito su una banca dati nella quale sono integrate la registrazione del suono, l’elaborazione testi e la pubblicazione (BULLETIN 2000).
Vengono pubblicate due edizioni separate delle deliberazioni del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati a proposito della riforma della Costituzione federale.
1999
In estate i primi test pratici del nuovo sistema danno un risultato positivo.
Poco prima della fine della sessione autunnale un errore di software mette fuori servizio il vecchio sistema di registrazione del suono. La pubblicazione delle deliberazioni degli ultimi tre giorni della sessione è garantita da misure d’urgenza improvvisate.
Dopo la sessione autunnale viene pubblicato l’attuale CD-ROM, un’integrale «pubblicazione d’archivio»: esso contiene ormai i lavori di tutta la 45esima legislatura.
Con la sessione invernale entra in funzione BULLETIN 2000: la maggiore novità è rappresentata dalla pubblicazione online del bollettino sulle reti Intranet e Internet. I dibattiti acquistano così un aspetto grafico e sono ordinati secondo l’oggetto in discussione, tutte le sinergie sono inoltre sfruttate (p. es. la banca dati riguardante l’oggetto in discussione).
Il CD-ROM è nuovamente concepito e corrisponde ora ad una riproduzione della versione di Internet.
Le spese di pubblicazione possono essere ridotte. L’impiego sistematico degli iperlinks consente di pubblicare separatamente in un nuovo volume supplementare i testi scritti disponibili nei consigli (interventi parlamentari personali e rapporti).
2000
Dall’inizio della sessione estiva, ogni singolo intervento è immediatamente disponibile sulla rete Internet. Il poter seguire sullo schermo il bollettino online che prende progressivamente forma diventa così una realtà.
I nomi degli oratori sono inoltre elettronicamente evidenziati, diventano dei links che permettono, partendo dall’intervento del membro del consiglio, di accedere direttamente ad una sua breve biografia, correlata da una foto, e di comunicare in modo interattivo con lui tramite e-mail.
L’11 dicembre, a Speyer (D) nell’ambito del 5° «Concorso di qualità», viene conferito ai Servizi del Parlamento, in onore del progetto BULLETIN 2000, il premio dell'Università tedesca di amministrazione Speyer.
Nella categoria E-Government BULLETIN 2000 si distingue «come innovazione di grande rilevanza dalle conseguenze durevoli. Accelera i processi, riduce i tempi di pubblicazione e diminuisce i costi ricorrenti. Rappresenta altresì un’innovazione di grande e completa utilità per i cittadini, il Parlamento, il Governo, l’Amministrazione e i giornalisti. I processi democratici che si svolgono all’interno del Parlamento possono essere pubblicati più velocemente e in un modo complessivamente più trasparente», rileva la laudatio.
2001
A causa dell’interesse sempre crescente dei parlamenti cantonali per BULLETIN 2000, viene avviato lo sfruttamento commerciale del nuovo sistema.
S’iniziano i lavori per la miniaturizzazione di BULLETIN 2000, applicabile autonomamente su un computer portatile, che permette di integrare la registrazione digitale del suono ad una pubblicazione dei verbali delle sedute di commissione.
La sessione primaverile si svolge a Lugano. Il Servizio del Bollettino ufficiale è il solo dei Servizi del Parlamento a restare in permanenza a Berna e lavora grazie alla trasmissione delle immagini e del suono, così come al sistema BULLETIN 2000.
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