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11.3398 nMo. Consiglio nazionale (von Siebenthal). Il potenziale esistente dei vettori energetici indigeni rinnovabili va promosso, non bloccato

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Rapporto della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del 30 agosto 2011
Riunitasi il 30 agosto 2011, la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati ha esaminato la mozione presentata il 14 aprile 2011 dal consigliere nazionale Erich von Siebenthal e accolta dal Consiglio nazionale il 9 giugno 2011.

La mozione incarica il Consiglio federale di sospendere tutti i progetti e le strategie federali che rischiano di compromettere il potenziale dei vettori energetici rinnovabili disponibili.


Proposta della Commissione

La Commissione propone, con 6 voti contro 5, di trasformare la mozione in un mandato d'esame conformemente al punto 4.

Relatore: Lombardi




In nome della Commissione:
Il presidente Rolf Schweiger

1. Testo e motivazione
1. 1. Testo
1. 2. Motivazione
2. Parere del Consiglio federale del 6 giugno 2011
3. Deliberazioni e decisione della Camera prioritaria
4. Considerazioni della Commissione

1. Testo e motivazione

1. 1. Testo

Il Consiglio federale è incaricato di sospendere tutti i progetti e le strategie federali che rischiano di compromettere il potenziale dei vettori energetici rinnovabili disponibili.


1. 2. Motivazione

Il nuovo orientamento dell'approvvigionamento energetico in Svizzera verso le materie prime rinnovabili impone dei cambiamenti a livello politico e giuridico. Tale operazione richiede tuttavia tempo. Per non ridurre nel frattempo il potenziale in energie rinnovabili disponibile, tutti i progetti che ne riducono la quantità devono essere immediatamente sospesi.
Ciò concerne in particolare tutti i progetti relativi alla produzione di energia idroelettrica e dal legno. Nella foresta, in particolare, la soppressione delle superfici da utilizzare è di regola fissata per decenni mediante iscrizione nel registro fondiario. Per mantenere aperte tutte le opzioni, i relativi progetti devono essere sospesi a tempo indeterminato. Ciò vale in particolare anche per la strategia sulla biodiversità.


2. Parere del Consiglio federale del 6 giugno 2011

Le strategie e i progetti della Confederazione sono elaborati e applicati in base al principio dello sviluppo sostenibile (cfr. art. 73 Cost.; Strategia del Consiglio federale per uno sviluppo sostenibile). Per la Confederazione, gli obiettivi sanciti dalla Costituzione quali un approvvigionamento energetico sufficiente, diversificato, sicuro, economico ed ecologico (art. 89 cpv. 1 Cost.), l'adempimento delle funzioni delle foreste (art. 77 Cost.) e la tutela della fauna e della flora (art. 78 Cost.) sono vincolanti in egual misura, senza alcun interesse gerarchicamente preponderante.
L'utilizzazione della risorsa rinnovabile legno migliora il bilancio del CO2 della Svizzera (immagazzinamento di carbonio nelle costruzioni in legno, sostituzione di vettori energetici fossili e materiali non rinnovabili), contribuisce a preservare l'ambiente nei circuiti economici regionali, può creare degli effetti sinergici con la politica di promozione della biodiversità e fornisce un importante contributo all'economia verde (green economy). Tale potenziale non è tuttavia sfruttato appieno in quanto da decenni cresce molto più legno di quanto non ne venga utilizzato (in particolare nel bosco privato e in quello di montagna). Nel confronto europeo, la Svizzera dispone quindi di una delle maggiori provvigioni forestali.
Sullo sfondo di questo scenario, uno degli obiettivi della politica forestale della Confederazione (sviluppo ulteriore del "Programma forestale Svizzera, PF-CH"), attualmente in fase di rielaborazione, è promuovere il più possibile lo sfruttamento del potenziale economico, ecologico e sociale di un'utilizzazione sostenibile del legno dei boschi svizzeri (tenendo conto delle condizioni locali). Il Consiglio federale si è già espresso in tal senso nel suo parere alla mozione Flückiger (10.3124). Per tale motivo sta analizzando se l'adeguamento mirato degli allacciamenti forestali al di fuori del bosco di protezione (contro i pericoli naturali) debba in futuro essere sostenuto al fine di consentire lo sfruttamento delle risorse di legno non ancora accessibili. Diversi sforzi che rispondono alle richieste dell'autore della mozione sono dunque già stati avviati.
In linea generale, le inchieste non evidenziano una contraddizione fra l'utilizzazione del legno e la biodiversità, se l'utilizzazione è sostenibile e prossima allo stato naturale. I boschi radi creati in seguito a un'utilizzazione più intensiva del legno sono ad esempio ricchi di specie che amano il caldo.
Elementi centrali della biodiversità sono una quota sufficiente di soprassuolo vecchio e di legno morto sull'intera superficie forestale come pure la designazione e la tutela delle riserve forestali, laddove i boschi non vengono utilizzati e sono sfruttati solo in un determinato modo (come p. es. il bosco ceduo o il ceduo composto). I valori obiettivo in vigore fino al 2030 per la delimitazione delle riserve forestali sono pari al 10 per cento della superficie boschiva svizzera. Su circa la metà di tale superficie vige un divieto assoluto di utilizzazione. Tale accordo è stato sottoscritto già nel 2001 tra la Confederazione e i Cantoni e viene da allora applicato.
Il principio di sviluppo sostenibile consente una maggiore utilizzazione, tanto nella produzione di energia dal legno quanto in quella dell'energia idroelettrica a condizione che in caso di applicazione concreta si proceda a una pianificazione interregionale e a una visione intersettoriale. Come giustamente sottolineato dall'autore della mozione, le sfide attuali interessano però anche il settore delle acque. Ciò impone diverse risposte a livello strategico. Per tale motivo, il Consiglio federale ha approvato il postulato Walter (10.3533), trasmessogli nel frattempo dal Parlamento, che chiede anche l'elaborazione di un rapporto in merito alla strategia di gestione sostenibile dell'acqua riferita ai diversi gruppi di utenti.
Per quanto riguarda infine la strategia sulla biodiversità, il 1 luglio 2009, il Consiglio federale ha deciso di incaricare il DATEC di elaborare una strategia in tal senso con l'obiettivo di conservare a lungo termine la diversità biologica degli ecosistemi, delle specie e dei geni. Il Consiglio federale resta fedele a questo mandato, in accordo alle esigenze del programma di legislatura 2007-2011 e alla Convenzione sulla diversità biologica (RS 0.451.43).
In conclusione, il Consiglio federale constata che il margine d'azione sufficiente per rispondere alle richieste dell'autore della mozione già esiste. Il Consiglio federale si oppone a un ampliamento di tale margine d'azione a scapito di altri obiettivi equivalenti del diritto costituzionale o a una sospensione generale degli sforzi profusi.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

3. Deliberazioni e decisione della Camera prioritaria

Il 9 giugno 2011 il Consiglio nazionale ha accolto la mozione con 113 voti contro 58.

4. Considerazioni della Commissione

La Commissione propone di modificare il testo della mozione come segue.

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che fornisca una panoramica generale dei possibili conflitti d'interesse tra i progetti di promozione delle energie rinnovabili e altri progetti e strategie federali.

La Commissione riferirà oralmente.


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