L’iniziativa popolare «contro le retribuzioni abusive» intende porre un freno alle retribuzioni versate agli alti dirigenti delle società anonime quotate in borsa, ritenute eccessive dai suoi promotori. Questo obiettivo viene perseguito in primo luogo con il miglioramento della corporate governance. Gli azionisti devono inoltre poter influire maggiormente sulla politica di retribuzione dei quadri dirigenti.
A questo scopo l’iniziativa chiede quanto segue esclusivamente per le società anonime quotate in borsa:
- l’assemblea generale vota annualmente l’importo globale delle retribuzioni del consiglio di amministrazione, della direzione e dell’organo consultivo;
- la presidenza, i membri e il comitato di retribuzione del consiglio di amministrazione sono eletti annualmente e individualmente dall’assemblea generale;
- è ammessa solo la rappresentanza dei diritti di voto da parte di un mandatario indipendente. La rappresentanza da parte di un organo della società e della banca depositaria è vietata;
- nell’esercizio del loro diritto di voto e di elezione, le casse pensioni tengono conto dell’interesse delle persone da loro assicurate e rendono pubblico il loro voto;
- per non dover partecipare personalmente all’assemblea generale, gli azionisti possono votare elettronicamente a distanza;
- i membri degli organi non ricevono liquidazioni e retribuzioni anticipate. Gli acquisti e le vendite di aziende non devono essere retribuiti con ulteriori premi a favore dei membri degli organi;
- nei gruppi di imprese i membri degli organi non possono essere attivi in più imprese del gruppo contemporaneamente come dipendenti o consulenti;
- la direzione della società non può essere delegata una persona giuridica;
- gli statuti contengono disposizioni sull’ammontare dei crediti, dei mutui e delle rendite ai membri degli organi, come pure sul piano economico e sul piano di partecipazione. Anche la durata dei contratti di lavoro dei membri della direzione e il numero ammesso dei loro mandati esterni figurano negli statuti;
- le infrazioni alle prescrizioni delle iniziative sono punite con la pena detentiva fino a tre anni e la pena pecuniaria fino a sei retribuzioni annuali;
- i requisiti dell’iniziativa devono essere attuati a livello di legge entro un anno dalla sua accettazione da parte del Popolo e dei Cantoni.
L’iniziativa popolare «contro le retribuzioni abusive» chiede notevoli interventi nell’autonomia privata, regolamentazioni speciali, divieti e sanzioni penali per migliorare la corporate governance. Si persegue in tal modo una riduzione delle
retribuzioni dei quadri dirigenti.