Un Accordo di libero scambio tra la Svizzera e l'UE nel settore agroalimentare (ALSA) rappresenterebbe un'apertura del mercato per i prodotti agricoli e le derrate alimentari. Eliminerebbe gli ostacoli al commercio tariffari (dazi doganali e contingenti) nonché quelli non tariffari (diverse prescrizioni in materia di produzione e omologazione). Il libero scambio non riguarderebbe soltanto le materie prime agricole (latte, bestiame da macello), bensì anche i livelli a monte e a valle della filiera, ossia i mezzi di produzione (sementi, macchinari) e i prodotti dell'industria di trasformazione (formaggio, yogurt).
L'ALSA s’inserirebbe coerentemente nel contesto delle riforme della politica agricola attuate finora e finalizzate a migliorare la competitività dell'agricoltura svizzera sul piano internazionale. Un'apertura nei confronti dell'UE si tradurrebbe in una riduzione dei costi di produzione per gli agricoltori svizzeri e per l'industria elvetica di trasformazione, agevolando l’accesso di prodotti svizzeri al mercato comunitario. Per i consumatori elvetici comporterebbe un calo dei prezzi delle derrate alimentari. Le ricadute sul piano economico sarebbero positive con una crescita durevole del PIL dello 0,5 per cento, vale a dire di 2 miliardi di franchi.
L'apertura dei mercati rappresenta una notevole sfida per l'agricoltura. Onde approfittare dei nuovi sbocchi e sostenere le aziende interessate affinché possano far fronte al nuovo contesto di mercato, l'ALSA verrebbe introdotto gradualmente e contemplerebbe misure collaterali adeguate.