In breve
La decisione della FINMA del 18 febbraio 2009
Nel settembre 2007, il Dipartimento di giustizia statunitense (US Department of Justice; “DoJ”) comunicò ad UBS SA di essere in possesso di uno scritto relativo all’inchiesta condotta internamente alla banca in merito al „Whistleblowing“ di Bradley Birkenfeld, un ex consulente alla clientela dell’UBS di Ginevra, che operava nel settore del Private Banking Nord America. Il DoJ richiese dapprima i documenti del caso, in seguito aprì un’inchiesta e cominciò ad esigere da UBS SA sempre più informazioni riguardo alle attività transfrontaliere („cross-border“) di Private Banking da questa condotte negli Stati Uniti e al rispetto del QIA (Qualified Intermediary Agreement).
Contemporaneamente all’avvio dell’inchiesta da parte del DoJ e in stretta collaborazione con quest’ultimo, anche l’autorità fiscale americana (US Internal Revenue Service; “IRS”) aprì un’inchiesta volta a fare luce sulle infrazioni alle norme fiscali da parte di clienti americani di UBS SA. Per questa ragione l’IRS chiese all’UBS di trasmetterle, in adempimento degli obblighi di Qualified Intermediary, le relative informazioni. Parallelamente al DoJ anche l‘US Securities and Exchange Commission (SEC) iniziò ad indagare, controllando soprattutto l’osservanza delle “restrizioni SEC” in relazione alla prestazione transfrontaliera di servizi finanziari negli Stati Uniti.
Per evitare l’avvio di un procedimento penale a carico della banca da parte del DoJ, il 18 febbraio 2009 l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) decise di consegnare alle autorità statunitensi i dati bancari relativi a circa 300 clienti di UBS SA. Grazie all’intervento della FINMA, l’indagine in corso da oltre un anno a cura del DoJ si concluse con un’intesa extragiudiziale che pose fine al procedimento della SEC. Non è stato per contro possibile comporre pienamente la vertenza con l’IRS.
Con sentenza del 5 gennaio 2010 il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha giudicato illecito il provvedimento preso il 18 febbraio 2009 dalla FINMA, in base al quale sono stati trasmessi alle autorità statunitensi i dati bancari relativi a circa 300 clienti di UBS SA. Contro la sentenza la FINMA ha presentato ricorso al Tribunale federale.
L’accordo concernente la domanda di assistenza amministrativa relativa ad UBS SA del 19 agosto 2009
Il 19 febbraio 2009 l’autorità fiscale americana IRS propose dinnanzi allo United States District for the Southern District of Florida un’azione civile, per ottenere in particolare informazioni su 52 000 detentori di conto di UBS SA.
La Confederazione Svizzera temeva che in caso di accoglimento dell’azione dell’IRS, sarebbe sorto un conflitto tra l’ordinamento giuridico svizzero e quello americano. Il procedimento è poi stato abbandonato a favore di una soluzione extragiudiziale. Il 19 agosto 2009 la Svizzera e gli Stati Uniti hanno firmato l’accordo concernente la domanda di assistenza amministrativa relativa ad UBS SA, nel quale la Svizzera si impegna a trattare - in base ai criteri definiti in allegato e al vigente Accordo di doppia imposizione (CDI-USA) - una domanda d’assistenza amministrativa degli Stati Uniti nell’ambito del caso UBS concernente circa 4'450 conti.
Nella decisione del 21 gennaio 2010 il TAF ha accolto il ricorso di una contribuente statunitense contro la trasmissione dei suoi dati bancari all’IRS nell'ambito della procedura d'assistenza amministrativa nel caso UBS. La sentenza del TAF non può essere impugnata con ricorso al Tribunale federale.
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