Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di valutare l'attuazione delle seguenti misure in base alle disposizioni della LRTV, della LTC e dell'ORTV:
1. Secondo l'articolo 54 LRTV, il Consiglio federale incarica la Commissione federale delle comunicazioni (Comcom) di esaminare, in collaborazione con l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), le capacità di frequenze attuali considerando le frequenze rimanenti e inutilizzate disponibili in tutta la Svizzera e di redigere un rapporto in merito.
2. Una volta accertata la disponibilità di tali frequenze, in collaborazione con la Comcom e l'UFCOM, il Consiglio federale considera un eventuale adeguamento del piano nazionale d'attribuzione delle frequenze secondo l'articolo 25 LTC e redige un rapporto in merito.
Motivazione
Dagli esami condotti in ambito tecnico risulta la disponibilità di frequenze inutilizzate. In quest'ottica, scambiando e combinando le frequenze disponibili ad esempio nelle zone di copertura di Zurigo, Basilea e in altre zone, sarebbe possibile realizzare una terza o una quarta rete di trasmettitori. Soprattutto in vista dell'auspicato passaggio dalla diffusione analogica OUC alla trasmissione su piattaforme digitali e data la necessità di mantenere l'attività di diffusione durante la fase di transizione, risulta più che necessario utilizzare le poche frequenze ancora libere in modo ancora più efficiente. Alla luce di quanto precede il Consiglio federale, in collaborazione con la Comcom e l'UFCOM, è invitato a esaminare le capacità di frequenze attuali e a considerare un adeguamento del piano nazionale d'attribuzione delle frequenze.
Parere del Consiglio federale
del
22.04.2009
L'attribuzione di bande di frequenza a livello internazionale per determinati servizi avviene conformemente a trattati internazionali stipulati nel quadro dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT). Nel nostro Paese, è il piano nazionale di attribuzione delle frequenze (PNAF) a disciplinare l'utilizzo delle singole gamme di frequenze. L'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) gestisce lo spettro delle frequenze.
Alla luce della penuria di frequenze criticata da tempo, già nel 2001 l'UFCOM aveva incaricato un gruppo di esperti (gruppo di esperti OUC 2001) di esaminare i risultati della pianificazione ottenuti fino a quel momento dall'UFCOM. Il gruppo era composto da rappresentanti della SSR, di radio locali, dell'UFCOM e di altre cerchie interessate. In un rapporto pubblicato nel 2002 è giunto alla conclusione unanime che l'utilizzo dello spettro di frequenze OUC soffre di alcune inefficienze storiche, ma che una completa riorganizzazione delle frequenze non sarebbe realizzabile dal punto di vista economico. Essa infatti renderebbe necessaria una ristrutturazione della rete che costerebbe dai 50 ai 120 milioni di franchi, un onere ben troppo elevato rispetto all'effettivo guadagno in termini di frequenze. I membri del gruppo si sono trovati d'accordo anche sul fatto che nonostante l'ottimizzazione dello status quo, il numero di frequenze OUC non potrebbe essere aumentato in modo rilevante. Già allora, gli specialisti del gruppo avevano consigliato la digitalizzazione dello spettro delle frequenze, dato che consente un'elevata qualità di ricezione e la diffusione di numerosi nuovi programmi.
In occasione della ridefinizione delle zone di copertura OUC locali e regionali nel 2007, il Consiglio federale si è basato sui risultati del gruppo di esperti OUC 2001 optando per un adeguamento moderato dell'attuale paesaggio radiofonico. Le circa 120 associazioni e istituzioni che hanno partecipato all'indagine conoscitiva, hanno in maggioranza accolto favorevolmente la posizione del Consiglio federale. In particolare, non sono state avanzate richieste relative a zone di copertura o concessioni supplementari. La SSR, le emittenti locali e l'Associazione delle radio private svizzere (ARPS) hanno addirittura dichiarato esplicitamente che la banda di frequenze OUC è già sovrasfruttata e il mercato è saturo.
Nel 2008 il DATEC ha rilasciato le nuove concessioni radiofoniche OUC sulla base dei lavori di pianificazione delle frequenze stabiliti a livello internazionale e concretizzati dal Consiglio federale. Essendo l'emittente zurighese Radio Energy rimasta a mani vuote, si è costituito un gruppo di esperti volto ad esaminare la disponibilità di frequenze nell'agglomerato di Zurigo-Glarona. Il gruppo, formato da specialisti indipendenti in materia di frequenze, dal direttore di programma di Radio Energy e da esperti dell'UFCOM, ha rivelato che attualmente nella zona di copertura di Zurigo-Glarona non vi sono frequenze inutilizzate, ovvero immediatamente disponibili. Se si volessero liberare frequenze per la zona in questione, Radio DRS e numerose altre emittenti private dovrebbero cedere parte delle loro frequenze. Oltre a richiedere fino a due anni, i lavori sarebbero economicamente onerosi e dovrebbero essere approvati dai Paesi vicini.
In conclusione, il Consiglio federale fa notare che l'esame delle capacità di frequenze a livello nazionale e la redazione di un rapporto in merito, richiesti nel postulato, hanno già avuto luogo nel 2002. I risultati per l'agglomerato di Zurigo-Glarona sono stati confermati nel 2009. Pertanto, un terzo esame non aggiungerebbe nulla di nuovo.
Su consiglio del gruppo di esperti OUC 2001, il Consiglio federale ha inoltre creato le basi necessarie affinché determinati programmi, nuovi o già esistenti, possano essere diffusi a livello di regione linguistica via DAB. Sono state liberate le relative frequenze e rilasciate le concessioni necessarie affinché, oltre ai programmi della SSR, entro la fine di quest'anno in Svizzera tedesca possano andare in onda 18 programmi radiofonici privati. Anche nella Svizzera romanda sono in corso lavori analoghi.
Proposta del Consiglio federale del 22.04.2009
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.