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Curia Vista - Atti parlamentari

05.3423 – Interpellanza

Diminuiscono le risorse petrolifere. Misure adottate dal Consiglio federale

Depositato da
Data del deposito
17.06.2005
Depositato in
Consiglio nazionale
Stato attuale
Liquidato
 

Testo depositato

1. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la nostra economia e la nostra mobilità dipendono in larga misura dal petrolio?

2. È anch'esso dell'avviso che a causa dell'aumento mondiale del consumo di questa materia prima e della diminuzione costante delle riserve petrolifere, l'attuale penuria non costituisca un fenomeno temporaneo, ma una tendenza a lungo termine soggetta a ulteriori peggioramenti?

3. Quali effetti avranno la costante diminuzione delle risorse petrolifere e l'aumento dei prezzi del grezzo sull'economia e sullo sviluppo della mobilità?

4. Con quali strategie e misure intende rispondere a questa evoluzione a breve e medio termine?

5. Non sarebbe opportuno sensibilizzare maggiormente la popolazione e il settore dell'economia al problema, dando loro l'opportunità di reagire per tempo e di effettuare investimenti più importanti in modelli e tecnologie all'avanguardia?

6. Considerando la situazione, oltre a promuovere l'efficienza e il risparmio energetico, non dovrebbero essere privilegiati maggiormente tutti i tipi di energia indigena? Ciò non dovrebbe avvenire al più presto, in un momento in cui godiamo ancora di una certa libertà di manovra e il problema non è ancora acuto al punto da dover reagire a breve termine, adottando soluzioni di fortuna e a caro prezzo?

Motivazione

Negli ultimi tempi, il settore dell'elettricità ha rilanciato la discussione sull'opportunità di costruire una nuova centrale nucleare e/o a gas. Pare che senza questi nuovi impianti l'approvvigionamento elettrico a medio e a lungo termine in Svizzera sia compromesso.

È sorprendente constatare che non ci si preoccupi in ugual modo della situazione petrolifera, considerando che al momento il petrolio rappresenta una sorta di 'lubrificante' per l'economia. Se dovesse mancare questa materia prima nonché vettore energetico, non funzionerebbe più nulla. È perciò ancora più preoccupante il fatto che la nostra società non riconosca l'imminente pericolo: da un lato aumenta vertiginosamente il consumo di petrolio a livello mondiale, dall'altro, nonostante l'impiego di nuovi metodi di ricerca e di estrazione, non si ricava più petrolio. Molti campi petroliferi, in passato assai prosperi, sono esausti e non si riescono ad individuare nuovi giacimenti importanti. Da oltre due decenni la quantità di petrolio consumata a livello mondiale risulta superiore a quella individuata e messa a disposizione.

Il divario tra la domanda e l'offerta si accentuerà sempre più. Il raddoppio del prezzo del petrolio constatato negli ultimi 24 mesi è solo l'inizio di ciò che ci aspetta (cfr. articolo pubblicato nel quotidiano "NZZ" il 15 giugno 2005: "Knappe Kapazitäten treiben den Erdölpreis").

Risposta del Consiglio federale del 26.10.2005

1. Dal 1973 l'intensità petrolifera dell'economia nazionale svizzera (quantità di petrolio necessaria per unità del prodotto interno lordo) è diminuita di un terzo circa. Inoltre, la dipendenza della Svizzera dal petrolio è inferiore rispetto alla maggior parte dei Paesi OCSE. Tuttavia, i vettori energetici fossili e soprattutto il petrolio continuano a costituire la base dell'approvvigionamento energetico svizzero. Nel complesso, essi coprono il 70 per cento circa del consumo energetico finale. Circa il 65 per cento della domanda di petrolio in Svizzera viene soddisfatto attraverso l'importazione di prodotti provenienti da diversi Paesi europei, i quali attingono a numerose fonti di petrolio grezzo. Come dimostrano le esperienze raccolte in passato, i fornitori di vettori fossili sono interessati a garantire un approvvigionamento sicuro sui propri mercati. Flessibilità e diversificazione contribuiscono in larga misura a garantire una certa sicurezza di approvvigionamento.

Se i prezzi del petrolio e, di conseguenza, anche degli altri vettori energetici continuano a rimanere alti per un lungo periodo, la situazione creerebbe un incentivo per un uso efficiente dell'energia e un maggiore impiego di energie rinnovabili. In questo contesto va osservato che soprattutto l'aumento improvviso dei prezzi si ripercuote in modo negativo sull'economia nazionale. Per questo motivo, la Confederazione e i cantoni continuano a rafforzare la loro politica energetica nei settori relativi all'efficienza e ai vettori rinnovabili.

2./3. L'attuale aumento del prezzo del petrolio è dovuto in primo luogo al fatto che gli operatori del mercato non hanno previsto per tempo l'aumento della domanda in Paesi quali la Cina e l'India. Di conseguenza, non è stato possibile adeguare l'offerta in tempo utile alla domanda. Si registrano prevalentemente problemi strutturali, in particolare negli USA nei settori del trasporto e del raffinamento. I prezzi del petrolio, relativamente bassi tra il 1986 e il 1999, per molto tempo non hanno invogliato ad investire sufficientemente nelle tecniche di esplorazione e di estrazione. Va inoltre aggiunto che anche le incertezze politiche hanno periodicamente contribuito all'aumento dei prezzi, senza tuttavia mai compromettere fisicamente l'approvvigionamento. Anche eventi naturali quali l'uragano Katrina possono, ad esempio, fare salire i prezzi alle stelle. Tuttavia, va rilevato che grazie al rapido intervento dell'AIE, la situazione sul mercato petrolifero dopo la catastrofe naturale menzionata si è stabilizzata rapidamente.

Nelle sue prospettive mondiali 2004, l'AIE indica che entro il 2030 il volume di petrolio grezzo estratto dovrebbe aumentare del 40 per cento circa (circa 121 milioni di barili al giorno), quantità in grado di coprire un aumento annuo globale costante dell'1,6 per cento fino al 2030. Anche la Commissione europea non prevede nei prossimi 20-30 anni una penuria drastica nel settore energetico o petrolifero.

Se i prezzi del petrolio aumentano oltre il margine previsto, saranno allacciati giacimenti convenzionali, finora non utilizzati per motivi economici. Inoltre, si applicheranno nuovi metodi di estrazione sofisticati ai campi petroliferi maturi. Se il prezzo del petrolio dovesse continuare ad aumentare, si potrebbero sfruttare anche importanti risorse non convenzionali, quali le sabbie e lo scisto petroliferi in Canada o l'olio pesante nel Venezuela. In questo modo, e intensificando lo sfruttamento dei giacimenti di carbone, si creerebbero tuttavia ulteriori problemi a livello ambientale e climatico.

È dunque improbabile che la minore disponibilità di petrolio faccia precipitare la situazione. A breve termine continueranno a verificarsi oscillazioni dei prezzi, dovute a situazioni politiche e conflitti bellici. A medio termine, visti i maggiori investimenti necessari nel settore petrolifero, non possono essere esclusi prezzi leggermente più elevati rispetto alla fine del secolo scorso. A lungo termine, di pari passo con la riduzione delle risorse petrolifere, è inoltre probabile che i prezzi aumentino costantemente. Tuttavia, se tale evoluzione è affiancata da una politica energetica e climatica efficiente e lungimirante, le ripercussioni negative sull'economia e sulla mobilità dovrebbero risultare minime.

Considerando la media annuale, il prezzo del petrolio grezzo nel 1998 ha raggiunto 11 dollari e nel 2004 38 dollari. Nel contempo, in questo lasso di tempo il consumo mondiale è aumentato del 10 per cento.

Nonostante la maggiore efficienza raggiunta nel campo dei veicoli a motore, dovuta in parte all'aumento dei prezzi, anche in Svizzera non è ancora possibile stabilizzare il consumo di carburante. Inoltre, va considerato che il prezzo reale del petrolio in Svizzera è ancora nettamente inferiore rispetto al 1981 (considerando il tenore dei prezzi del 2004, nel 1981 1 litro di benzina costava in media più di 2 franchi e 1 litro di olio da riscaldamento ultra-leggero quasi 100 franchi).

Le fluttuazioni dei prezzi del petrolio gravano tuttavia sulla congiuntura internazionale, in particolare sulle esportazioni svizzere nell'importante area dell'euro. Tra l'altro a causa dell'aumento del prezzo del petrolio e della fievole ripresa dello sviluppo economico nell'Ue, nel secondo semestre del 2005 il Segretariato di Stato dell'economia (SECO) ha ridimensionato le sue prospettive di crescita economica dall'1,5 per cento allo 0,9 per cento. Anche le prospettive per il 2006 sono state corrette leggermente al ribasso.

4.-6. Per raggiungere gli obiettivi a livello di politica energetica e climatica la Confederazione punta su una combinazione di misure volontarie, strumenti economici, norme, incentivi tecnologici e di innovazioni. Nel quadro del programma SvizzeraEnergia, la politica energetica si concentra soprattutto sull'efficienza energetica e sui vettori rinnovabili.

Oltre a promuovere una guida parsimoniosa (EcoDrive), per favorire una mobilità efficiente sotto il profilo energetico il programma SvizzeraEnergia si basa su un accordo settoriale tra il DATEC e auto-svizzera in merito alla riduzione del consumo di carburante specifico delle nuove automobili. Per sostenere questo sforzo e a scopo informativo è stata inoltre introdotta l'etichettaEnergia per le nuove autovetture.

Il Consiglio federale ha integrato negli obiettivi per il 2005 la modifica, senza incidenza sul budget, della legge federale sull'imposizione degli autoveicoli. L'esame sull'opportunità e sulle modalità di incentivare a livello finanziario i veicoli efficienti sotto il profilo energetico e ambientale è in corso. È tuttavia ancora in sospeso una decisione di massima al riguardo.

Gli obiettivi principali del promovimento tecnologico sono l'uso efficiente dell'energia e la riduzione delle emissioni di CO2. Il settore dell'economia e gli istituti di ricerca promuovono tecnologie energetiche nuove e sostenibili, nonché vettori rinnovabili con grandi potenziali a lungo termine. L'obiettivo a medio termine della ricerca energetica è quello di raddoppiare l'utilizzazione della biomassa (UFE, 2004, Strategia di ricerca energetica della Confederazione 2004-2007).

Le misure di SvizzeraEnergia producono risultati tangibili. Essi non sono tuttavia sufficienti per raggiungere gli obiettivi definiti nelle leggi sull'energia e sul CO2. Il Consiglio federale ha perciò deciso di introdurre una tassa d'incentivazione sui combustibili fossili. A partire dal 2006 sarà pertanto riscossa una tassa sul CO2 su questi combustibili. Per quanto concerne il settore dei carburanti, con l'introduzione volontaria del centesimo per il clima anche il settore dell'economia può contribuire in modo decisivo a ridurre le emissioni di CO2.

 
 

Cronologia / verbali

DataConsiglio 
16.12.2005 CN La discussione è differita.
21.03.2007 CN Liquidato.
 

Camera prioritaria

Consiglio nazionale

Cofirmatari (4)

 

Competenza

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