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Curia Vista - Atti parlamentari

05.3539 – Interpellanza

Parificazione fra ricerca universitaria e ricerca privata

Depositato da
Data del deposito
04.10.2005
Depositato in
Consiglio nazionale
Stato attuale
Liquidato
 

Testo depositato

1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui, in un contesto di globalizzazione della ricerca e dello sviluppo (R&S) privato, sia necessario da un lato prestare maggiore attenzione al potenziale d'innovazione della Svizzera e alla sua capacità di concorrere e, dall'altro lato, rendere più attraente il promovimento di R&S per le PMI?

2. Il Consiglio federale è pronto a indirizzare il promovimento di R&S verso l'economia privata e, al contempo, a tenere in considerazione le specifiche esigenze di settore degli imprenditori?

3. Il Consiglio federale è pronto, a partire dal 2008, a procurare maggiori mezzi alla CTI affinché anche i privati che partecipano al progetto possano essere sostenuti?

4. Il Consiglio federale può proporre altri stimoli e provvedimenti di pari efficacia per l'industria, grazie ai quali la CTI potrebbe essere resa più attraente? Concretamente, in cosa consisterebbero tali provvedimenti? In che misura e quando potrebbero essere attuati?

Motivazione

La ricerca svizzera è di altissima qualità: in termini di pubblicazioni e citazioni scientifiche, la Svizzera è, in questo campo, fra le prime nazioni al mondo. Per quanto riguarda però il settore dell'innovazione, la Confederazione deve cedere il passo ad altri Paesi.

Uno studio condotto su R&E della Finlandia raccomanda alla Svizzera, fra l'altro, di porre sullo stesso piano la ricerca privata e quella universitaria. Gli imprenditori che prendono parte a progetti di R&S insieme agli istituti universitari devono ricevere sovvenzioni statali. Questo sostegno diretto da parte dello Stato è già attuato con successo, da diversi anni, in numerosi Paesi europei, nel quadro di programmi di R&S dell'UE e negli USA. La nostra commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) non offre tale possibilità, e questo, secondo l'industria elettrica, delle macchine e dei metalli, costituisce per la Svizzera - intesa come sito d'innovazione - un grave svantaggio.

Uno studio del Centro di ricerche congiunturali del Politecnico di Zurigo (ETH), pubblicato nel mese di aprile 2005, dimostra che le aziende che prendono parte ai progetti della CTI sono molto più innovative delle stesse ditte che invece non vi prendono parte. Per questa ragione è importante che la Svizzera fornisca maggiori mezzi alla CTI, la gestisca in modo da renderla più competitiva e quindi in grado di contrastare il rischio di un'esportazione da parte delle ditte dei loro progetti R&S verso altri siti più convenienti. Il programma quadro R&S dell'UE non è una sostituzione alla CTI, bensì un ausilio; inoltre, i progetti dell'UE sono meno vicini alla realtà di mercato rispetto a quelli della CTI. A prescindere dai costi per la nostra partecipazione ai programmi quadro europei, abbiamo bisogno di una CTI più efficace!

Risposta del Consiglio federale del 23.11.2005

1. Come risposta alle sfide della società del sapere, il Consiglio federale ha posto in primo piano - nell'ambito della sua politica d'innovazione per gli anni 2004-2007 - il settore educazione, ricerca e tecnologia (ERT). Per far sì che il potenziale del sistema ERT venga effettivamente sfruttato, nel messaggio ERT 2004-2007 il Consiglio federale ha inoltre sottolineato la necessità di una migliore valorizzazione del sapere. Nel quadro della realizzazione del programma attraverso la CTI, un punto di particolare importanza è l'elaborazione e lo sviluppo dei cosiddetti processi pull: si tratta, concretamente, di fornire nuovi impulsi, specialmente alla piccole e medie imprese (PMI), per far aumentare il loro interesse nei confronti delle conoscenze e delle prestazioni nel campo della ricerca degli istituti universitari.

2. Nel settore della ricerca applicata e dello sviluppo, il principio del bottom-up utilizzato dalla CTI - principio secondo il quale le iniziative dei progetti di ricerca devono essere prese congiuntamente da imprese e istituti di ricerca - ha confermato l'opinione del Consiglio federale. Sono possibili rare eccezioni a questo principio nella costituzione di nuovi settori. Ad esempio, l'iniziativa della CTI MedTech ha rafforzato durevolmente la collaborazione fra imprenditori e istituti di ricerca grazie al sostegno del settore dell'ingegneria medica quale piattaforma per lo scambio di informazioni e il promovimento di progetti.

3. In Svizzera non vi sono precedenti di sostegno diretto, da parte della Confederazione, di R&S agli imprenditori. Il Consiglio federale è del parere che il carattere sussidiario della politica per il promovimento dell'innovazione, così come avviene nel quadro di specifici programmi tecnologici (ad es. partecipazione a programmi dell'UE, a programmi CIM e Microswiss negli anni novanta), oppure come sostegno finanziario ai partner degli istituti universitari nel quadro del normale promovimento della CTI, sia sostanzialmente da mantenere, e questo, a maggior ragione, nel momento in cui anche a livello internazionale si delinea una forte tendenza di passaggio dal promovimento diretto a quello indiretto.

4. Nel quadro della realizzazione della mozione Noser "Adeguare l'organizzazione della CTI" (04.3688), approvata dal Parlamento, il Consiglio federale verificherà se, l'indipendenza della CTI renda auspicabile e possibile un orientamento più imprenditoriale di almeno una parte delle attività di promozione della stessa, per permettere così misure di sostegno più flessibili e adeguate alle esigenze delle PMI. In questo modo il Consiglio federale chiarirà quali ulteriori possibilità concrete possano essere proposte per un potenziamento degli imprenditori, a livello concorrenziale, nell'ambito del messaggio ERT 2008-2011.

 
 

Cronologia / verbali

DataConsiglio 
24.03.2006 CN Liquidato.
 
 
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