Zum Inhalt
Versione stampa

Curia Vista - Atti parlamentari

06.3187 – Mozione

Aumento delle scorte obbligatorie di combustibili e carburanti fossili

Depositato da
Data del deposito
08.05.2006
Depositato in
Consiglio nazionale
Stato attuale
Liquidato
 

Testo depositato

Il Consiglio federale è invitato a introdurre scorte obbligatorie più elevate per la benzina, il diesel e l'olio da riscaldamento.

Motivazione

La penuria di petrolio a livello mondiale, seguita dai rispettivi rialzi dei prezzi, è diventata una realtà più rapidamente di quanto le compagnie petrolifere e il Consiglio federale volevano ammettere ancora di recente. Inoltre la situazione non migliorerà, ma peggiorerà ancora rapidamente. Di conseguenza è veramente giunto il momento di ridurre tempestivamente l'elevata dipendenza petrolifera della Svizzera nell'interesse della popolazione e dell'economia del nostro Paese. Allo scopo di ottenere successi considerevoli in tale settore, sarà necessario prendere tutta una serie di singoli provvedimenti.

Scorte obbligatorie più elevate aumentano la sicurezza dell'approvvigionamento. Eventuali difficoltà nelle forniture possono essere evitate e la dipendenza dalle zone di crisi può essere ridotta. Un aumento delle scorte obbligatorie offre una maggiore stabilità dei prezzi e garantisce lo sviluppo economico. Inoltre è possibile evitare inutili conflitti inerenti alla distribuzione a livello nazionale, ciò che tende piuttosto ad assicurare la quiete e la sicurezza all'interno del Paese.

Parere del Consiglio federale del 05.07.2006

È un dato di fatto che le riserve di petrolio esistenti non sono inesauribili e che da alcuni anni si registra un notevole aumento della domanda di petrolio, in particolare in Cina e in India, due grandi Paesi emergenti di recente industrializzazione. Attualmente si può tuttavia constatare che il mercato mondiale, in un prossimo futuro, viene ancora approvvigionato in misura sufficiente con petrolio greggio e prodotti derivati. L'elevato prezzo attuale del petrolio è essenzialmente un indizio della maggiore domanda e delle tensioni politiche, soprattutto nel Medio Oriente. Esso ha però poco a che fare con la situazione effettiva dell'approvvigionamento in questo settore. Per l'approvvigionamento del nostro Paese la situazione diventa critica non appena entrano in gioco altri fattori, come attentati terroristici a infrastrutture e a impianti di produzione importanti, guerre nei Paesi produttori di petrolio o altre tensioni dovute a eventi egemonici. A tale proposito occorre valutare criticamente non soltanto la dipendenza in relazione al petrolio greggio, proveniente da Paesi produttori caratterizzati da una situazione politica instabile in Africa e nel Medio Oriente, ma anche, soprattutto di recente e in misura crescente, dal punto di vista dei prodotti raffinati. Considerate le scarse capacità di raffinazione esistenti nei Paesi industriali occidentali, in particolare negli Stati Uniti, ma sempre di più anche in Europa, diversi Paesi produttori hanno optato per un'altra politica, cominciando a organizzare in proprio il procedimento di raffinazione del petrolio. Vista la crescente domanda in questo settore, si delinea quindi una maggiore dipendenza da tali Stati.

Se si verificassero situazioni di crisi, nel nostro Paese esistono comunque scorte obbligatorie di prodotti petroliferi. Per quanto concerne i carburanti e i combustibili, il volume delle scorte copre all'incirca il fabbisogno di quattro mesi e mezzo (nel caso del cherosene per aeromobili: tre mesi). Le scorte obbligatorie di prodotti petroliferi della Svizzera superano nettamente i 90 giorni previsti dall'Agenzia internazionale dell'energia. Con le scorte a disposizione possono essere compensate parziali perdite di produzione per un periodo molto più lungo di quattro mesi e mezzo. L'attuale volume delle scorte obbligatorie corrisponde a un livello adeguato alla situazione di rischio ed è sostenibile dal punto di vista economico. Di conseguenza il Consiglio federale ritiene che il volume delle scorte obbligatorie attualmente esistente debba essere mantenuto, allo scopo di poter disporre della possibilità di attuare i necessari provvedimenti di disciplinamento in caso di crisi.

La costituzione di scorte obbligatorie non è l'unico strumento dell'approvvigionamento economico del Paese che può migliorare la situazione dell'approvvigionamento in periodi di crisi. In caso di penuria di approvvigionamento, il DFE libererebbe dapprima le scorte obbligatorie per alimentare il mercato. Nel contempo verrebbero tuttavia intrapresi anche ulteriori sforzi per promuovere le importazioni e verrebbero rivolti alla popolazione appelli al risparmio e alla moderazione. Soltanto se il deficit dell'approvvigionamento assumesse dimensioni considerevoli e durasse a lungo, occorrerebbe prendere anche provvedimenti a livello della domanda, come ad esempio un contingentamento o un razionamento.

Ogni quattro anni la quantità disponibile e il fabbisogno di scorte obbligatorie sono oggetto di verifiche effettuate mediante opportune analisi dei rischi e con il contributo degli ambienti economici. Considerata la recente tendenza di raffinare sempre più di frequente i vari prodotti nei Paesi produttori dell'Africa settentrionale e occidentale come pure del Medio Oriente, attualmente si sta esaminando l'opportunità di adottare alcuni provvedimenti intesi a garantire adeguate capacità di trasporto sui mari per i prodotti petroliferi. Ciò consentirà di assicurare il successo degli sforzi di approvvigionamento del Paese nel caso in cui si verificasse una situazione di crisi prolungata o acuta a livello internazionale.

Proposta del Consiglio federale del 05.07.2006

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

 
 

Cronologia / verbali

DataConsiglio 
21.03.2007 CN Reiezione.
 

Camera prioritaria

Consiglio nazionale

Cofirmatari (2)

 
Vi trovate qui: Il Parlamento svizzero > Ricerca > Geschaefte