Testo depositato
Per le nuove decisioni finali nel caso Yukos, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha proceduto ad approfondite analisi finanziarie, che vanno ben oltre quanto usuale e sono una prima nella storia della giustizia. Esse hanno richiesto diverse centinaia di ore lavorative da parte di personale qualificato (analisti finanziari, procuratori). Considerato che i costi dell'assistenza giudiziaria sono assunti di principio dalla Svizzera, un tale modo di procedere è discutibile. Tanto più che le decisioni finali risultanti non addossano in nessun modo i costi di trattazione allo Stato richiedente. Infine, secondo la giurisprudenza consolidata spetterebbe allo Stato richiedente motivare e rendere accettabili le domande di assistenza giudiziaria. Non è compito del MPC completare e migliorare attivamente il lavoro dello Stato richiedente, affinché possa essere concessa l'assistenza giudiziaria.
1. La Svizzera vuole concedersi il lusso di fornire allo Stato richiedente servizi che vanno ben oltre quanto stabilito dai trattati di assistenza giudiziaria?
2. I costi di tali chiarimenti eccedenti gli obblighi previsti sono messi in conto allo Stato richiedente?
3. In caso negativo, come è possibile garantire che in futuro non saranno cagionati costi simili a carico del nostro Paese?
Risposta del Consiglio federale
del
16.05.2007
Il Ministero pubblico della Confederazione non ha svolto attività "che vanno ben oltre quanto usuale" per giungere alle nuove decisioni finali nella procedura di assistenza giudiziaria Yukos. La supposizione dell'autore dell'interpellanza, secondo cui per le nuove decisioni finali sarebbero state impiegate "diverse centinaia di ore lavorative" di analisti finanziari non corrisponde al vero. Per le nuove decisioni finali, infatti, il Ministero pubblico della Confederazione non ha fatto ricorso ad analisti finanziari, bensì ha adempiuto la richiesta di fornire un'illustrazione dettagliata dei fatti rilevanti, di cui nella decisione del tribunale federale del 4 gennaio 2006. Ha in particolare chiesto informazioni complementari allo Stato rogante, la Russia, e ha valutato le sentenze emanate da tribunali russi. Il dispendio del Ministero pubblico della Confederazione, quindi, è stato proporzionale alla complessità e all'importanza del caso Yukos.
Azione e dispendio del Ministero pubblico della Confederazione per l'elaborazione delle nuove decisioni finali rientrano nei limiti e sono in accordo con gli obblighi legali e internazionali in materia di assistenza giudiziaria. Secondo la legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP) e la convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale, gli Stati prestano reciproca assistenza giudiziaria a titolo gratuito. Il principio si applica anche al caso Yukos. Il principio della gratuità si fonda sulla reciprocità, sicché anche la Svizzera può ottenere, su richiesta, assistenza giudiziaria gratuita dalla Russia.
Dato che il Ministero pubblico della Confederazione non ha svolto attività che vanno oltre gli obblighi legali e internazionali, non sono stati occasionati costi.