Zum Inhalt
Versione stampa

Curia Vista - Atti parlamentari

07.3447 – Interpellanza

Rustici in cantone Ticino

Depositato da
Data del deposito
21.06.2007
Depositato in
Consiglio nazionale
Stato delle deliberazioni
Liquidato
 

Testo depositato

Con riferimento al noto problema degli edifici rurali situati fuori zona edificabile nelle zone periferiche del cantone Ticino, ci permettiamo di porre le seguenti domande:

1. Qual'è l'opinione del Consiglio federale in merito ad un'eventuale modifica della legge federale sulla pianificazione del territorio, in modo tale da creare una base legale specifica che tenga in considerazione la particolarità dei manufatti rurali situati fuori zona edificabile in Ticino e negli altri cantoni alpini?

2. È pronto il Consiglio federale a riconoscere il rustico nella sua importanza storico-culturale?

3. Come è affrontato il problema nei cantoni Vallese e Grigioni?

4. Quante demolizioni di manufatti abusivi sono state eseguite nei suddetti cantoni?

5. Cosa risponde il Consiglio federale dinnanzi ai rimproveri di intransigenza e di accanimento nei confronti della situazione specifica del cantone Ticino?

Risposta del Consiglio federale del 05.09.2007

L'esecuzione delle disposizioni concernenti gli edifici tipici del paesaggio (art. 39 cpv. 2 OPT) in ottemperanza alla legislazione federale è già da diversi anni causa di problemi nel cantone Ticino. Il Consiglio federale è consapevole di questa situazione e risponde alle domande nel modo seguente:

1. Il collegio ritiene che con l'articolo 39 capoverso 2 OPT e con la scheda di coordinamento 8.5 del piano direttore del cantone Ticino, approvata dal Consiglio federale, sussistono le basi che consentono in principio di individuare una soluzione adatta ai rustici del cantone Ticino. Secondo il collegio, al riguardo manca ancora la relativa attuazione. Nel quadro della revisione della legislazione della pianificazione del territorio prevista dal programma legislativo 2003-2007, si ricercano anche soluzioni di miglioramento per gli edifici tipici del paesaggio.

2. Sì. Il cambiamento di destinazione si è peraltro di rado rivelato uno strumento adatto a preservare il valore storico-culturale dei rustici.

3. I cantoni Vallese e Grigioni dispongono entrambi di una base nei rispettivi piani direttori cantonali che consente di applicare l'articolo 39 capoverso 2 OPT. L'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) ha da poco intrapreso azioni che forniranno, nella misura del possibile, una panoramica della prassi seguita in questi due cantoni. Secondo quanto riferito dall'ufficio competente, il cantone Grigioni non ha ancora definito e approvato comprensori ai sensi dell'articolo 39 capoverso 2 OPT. Al riguardo il cantone Vallese non ha ancora fornito una risposta.

4. Da alcuni anni l'ARE si informa sistematicamente presso tutti i cantoni riguardo all'esecuzione di misure atte a ripristinare una situazione conforme al diritto al di fuori delle zone edificabili nella misura in cui le medesime sono state pronunciate o almeno confermate dal Tribunale federale. Oltre a questi dati, a livello federale manca una panoramica sistematica sul numero delle decisioni riguardanti il ripristino adottate dai cantoni e sulla loro esecuzione.

5. Alla luce degli eventi degli ultimi anni, il Consiglio federale non ritiene che sussistano ragioni che giustifichino le critiche formulate:

- Secondo i dati forniti dalle autorità cantonali, nel periodo compreso tra il 1993 e gli inizi del mese di settembre 1998 sono state rilasciate circa 600 autorizzazioni per il cambiamento di destinazione dei rustici. Queste autorizzazioni, rilasciate consapevolmente in modo non conforme al diritto federale, sono state concesse fino a oggi. Nessun elemento lascia ritenere che da allora ci sia stata una variazione importante nel numero delle autorizzazioni rilasciate.

- Nel 2001, il Dipartimento del territorio e il Consiglio di Stato hanno rifiutato di notificare all'ARE le autorizzazioni di cambiamento di destinazione rilasciate, il che avrebbe agevolato quest'ultimo nel ricorso a livello intercantonale. Il Tribunale amministrativo ha negato la legittimità dell'ARE e non è entrato nel merito del suo ricorso. All'epoca, l'ufficio federale aveva rinunciato a ricorrere dinanzi al Tribunale federale poiché la causa non si prestava.

- In una fattispecie riguardante il cambiamento di destinazione di un rustico, il Tribunale amministrativo del cantone Ticino nella sua decisione del 6 febbraio 2004 afferma: "L'attuale edificio non è altro che una nuova costruzione, costata quasi mezzo milione, realizzata sulla base di un permesso manifestamente lesivo del diritto, rilasciato grazie alla deprecabile compiacenza dell'autorità cantonale, che il ricorrente non ha nemmeno avuto l'accortezza di rispettare." Al riguardo, il presidente del Tribunale amministrativo del cantone Ticino scrive all'ARE in una breve lettera: "Richiamo espressamente la vostra attenzione su questa clamorosa violazione dell'ordinamento in materia di edificazione fuori delle zone edificabili." L'ARE ha trasmesso il dossier al Ministero pubblico affinché si chiarisca se la fattispecie abbia rilevanza penale o meno.

I fatti suesposti dimostrano che, dal punto di vista dell'osservanza dei principi dello stato di diritto, la situazione è preoccupante. Nell'ambito della sua responsabilità, la Confederazione dovrà intensificare i suoi sforzi migliorando le sue possibilità al fine di rendere possibile nel cantone Ticino un'esecuzione conforme al diritto federale.

 
 

Cronologia / verbali

Data Consiglio  
05.10.2007CNLiquidato.
 

Camera prioritaria

Consiglio nazionale

Cofirmatari (1)

 
Vi trovate qui: Il Parlamento svizzero > Ricerca > Geschaefte