Testo depositato
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. È disposto a promuovere e quindi a sgravare fiscalmente un comportamento consapevole della propria salute nel quadro della revisione della legge concernente l'imposta sul valore aggiunto, in particolare per quello che concerne l'alimentazione e l'attività fisica?
2. Quali ripercussioni avrebbe sull'aliquota unica l'esenzione fiscale di prodotti agricoli freschi non elaborati?
3. Il Consiglio federale è disposto a mantenere le disposizioni d'eccezione previste per lo sport e la promozione della salute attraverso l'attività fisica?
4. Quali sarebbero le ripercussioni sull'aliquota d'imposta, se nella variante "Sanità" del modulo "Aliquota unica", oltre alle prestazioni medico-terapeutiche, il Consiglio federale integrasse misure volte a promuovere la salute, in particolare un'alimentazione equilibrata e l'attività fisica?
5. Quali altre possibilità intravede il Consiglio federale per promuovere un comportamento consapevole della propria salute?
6. Quali provvedimenti fiscali relativi alla promozione di un comportamento consapevole della propria salute sono in discussione in altri Paesi?
Motivazione
La revisione della legge sull'IVA offre l'opportunità di creare incentivi positivi anche nel campo della sanità pubblica. Un comportamento dannoso per la salute ha ripercussioni economiche negative ed è anche una delle cause del costante aumento dei costi della salute. I costi dovuti a sovrappeso e obesità si situano in Svizzera tra i 2,5 e i 3,2 miliardi di franchi e tendono a salire in particolare a causa del crescente numero di bambini e giovani in sovrappeso. Essi sono finanziati attraverso imposte e premi. Più volte è stata ventilata l'idea di introdurre un'imposta sui grassi. Secondo la stampa, in Germania si sta esaminando l'eventualità di applicare un'aliquota d'imposta sul valore aggiunto del 19 per cento alle derrate alimentari nocive per la salute e di prevedere l'aliquota d'imposta ridotta del 7 per cento unicamente per le derrate alimentari sane. Le derrate alimentari sane sono di regola più costose di quelle ad alto tenore di grassi e zuccheri. In occasione della semplificazione del sistema dell'imposta sul valore aggiunto, bisognerebbe rendere finanziariamente più attrattive le abitudini relative all'alimentazione e all'attività fisica che giovano alla salute. A tale scopo si potrebbe ridefinire la variante "Sanità" del modulo "Aliquota unica" presentato dal Consiglio federale cosicché il concetto di "sanità pubblica" non includa unicamente prestazioni medico-terapeutiche. Tale concetto dovrebbe essere esteso anche a misure di promozione della salute, quali un'alimentazione equilibrata e uno stile di vita con sufficiente attività fisica, che sarebbero così escluse dall'imposta. L'esclusione generale dall'imposta potrebbe essere esaminata per i prodotti agricoli freschi non elaborati, per le prestazioni offerte dalle società sportive e per quelle nell'ambito della promozione della salute attraverso l'attività fisica.
La promozione dello sport come pure la tutela della salute è un mandato della Confederazione. Sinora lo sport di massa ha goduto di disposizioni d'eccezione. È pertanto importante mantenerle ed estendere l'esenzione fiscale alle derrate alimentari sane per renderle più accessibili ai consumatori.
Risposta del Consiglio federale
del
29.08.2007
1. Il Consiglio federale ritiene importante promuovere la salute e si impegna a sostenerla per quanto possibile. L'imposta sul valore aggiunto è un'imposta generale sul consumo. Ai fini del perseguimento degli obiettivi d'incentivazione essa è poco idonea e per lo più inefficiente. In particolare, secondo il principio della neutralità concorrenziale (art. 1 cpv. 2 della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto) le ripercussioni dell'IVA devono essere il più possibile neutre sui rapporti di concorrenza e il consumo di tutti i beni e di tutte le prestazioni di servizi deve essere tassato equamente.
Inoltre, l'articolo 7 lettera g della legge federale sugli aiuti finanziari e le indennità recita che di regola si deve prescindere da aiuti in forma di agevolazioni fiscali. Un atteggiamento di per sé auspicato non deve essere promosso con provvedimenti fiscali. Privilegiare, in base al diritto dell'imposta sul valore aggiunto, derrate alimentari sane e prestazioni nell'ambito dell'attività fisica rispetto ad altre derrate alimentari e prestazioni di servizi equivarrebbe a sovvenzionare indirettamente la promozione della salute.
Sarebbe inoltre problematico definire quali sono le derrate alimentari sane. Ad esempio, solo i prodotti biologici sono sani? Come bisogna valutare gli oli vegetali di qualità? A causa del loro elevato contenuto di grassi sono da considerare nocivi? Il pane integrale è dannoso alla salute perché ha subito un processo di lavorazione? Il Consiglio federale ritiene estremamente difficile suddividere le derrate alimentari. Per poter effettuare una classificazione dei prodotti, sarebbe necessario indicare i valori nutritivi e stabilire criteri chiari. Bisogna inoltre definire la portata delle agevolazioni fiscali nell'ambito dell'attività fisica. Dovrebbe essere esentata dall'imposta anche la vendita di scarpe da ginnastica, palloni, racchette da tennis o abiti per lo sport? La frequentazione di un centro wellness non dovrebbe altresì essere considerata un comportamento consapevole della salute? Uno sgravio fiscale di prestazioni nell'ambito della promozione della salute attraverso l'attività fisica renderebbe l'applicazione del sistema dell'imposta sul valore aggiunto molto meno trasparente e più complessa. Verrebbero sollevate ulteriori questioni riguardanti la delimitazione. Tale sgravio contrasterebbe con l'obiettivo della riforma dell'imposta sul valore aggiunto, la quale mira proprio a una semplificazione del sistema, a una maggiore sicurezza giuridica nonché a una maggiore trasparenza per i contribuenti.
Per questi motivi il Consiglio federale ritiene che l'imposta sul valore aggiunto sia il mezzo sbagliato per promuovere un comportamento consapevole della salute.
2. Se invece dell'aliquota unica del 6 per cento si applicasse l'aliquota dello 0 per cento a frutta e verdura, latte intero e uova freschi, le minori entrate fiscali si aggirerebbero sui 270 milioni di franchi. Un aumento di 0,1 punti percentuali dell'aliquota unica d'imposta produrrebbe a sua volta maggiori entrate pari a circa 320 milioni di franchi (calcolate sulla base del gettito dell'IVA del 2006).
3. Nel mese di febbraio del 2007 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione concernente la revisione della legge sull'IVA. Il progetto è composto di tre moduli e una variante. Nel modulo "Legge fiscale" le prestazioni sportive sono come sinora escluse dall'imposta. Nei moduli "Aliquota unica" e "Due aliquote" nonché nella variante "Sanità" è invece prevista l'abrogazione di tale esclusione. Attualmente l'Amministrazione federale delle contribuzioni sta valutando i pareri ricevuti, che presenterà in un rapporto all'attenzione del Consiglio federale. Su questa base, il governo deciderà le proposte di riforma concrete che sottoporrà il prossimo anno al Parlamento in forma di messaggio.
4. L'attuale grado di conoscenze riguardo all'entità dell'esclusione dall'imposta non permette di effettuare stime attendibili sulle ripercussioni finanziarie. Dovrebbe trattarsi di poche decine di milioni di franchi.
5. La promozione della salute è sostenuta dai cantoni, dai comuni, da attori privati e non da ultimo dalla Confederazione. All'interno dell'amministrazione federale, l'Ufficio federale dello sport (ad es. Gioventù e Sport, Allez Hop), l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ad es. attività per il promovimento di un traffico del tempo libero sostenibile) e l'Ufficio federale della sanità (ad es. elaborazione della strategia nazionale in materia di alimentazione e attività fisica 2008-2012, cinque al giorno, Suisse Balance, piano d'azione ambiente e salute, strategia migrazione e salute) si occupano dei temi concernenti l'alimentazione e l'attività fisica. Inoltre, il Consiglio federale deciderà prossimamente quali ulteriori passi intraprendere in merito alla nuova regolamentazione giuridica di prevenzione e promozione della salute a livello federale.
6. La cosiddetta imposta sui grassi è attualmente in discussione soprattutto in Germania e Austria. Le derrate alimentari nocive alla salute come le patatine e il cioccolato non devono essere tassate con l'aliquota ridotta, bensì con l'aliquota normale IVA. Tuttavia questo approccio è molto criticato, in quanto rende molto difficile la delimitazione. Dal mese di febbraio del 2007, in Francia vale la regola secondo cui la pubblicità per determinate derrate alimentari deve contenere uno dei quattro possibili avvertimenti per la salute. Gli inserzionisti o i committenti che non vogliono attenersi a questa regola devono versare all'INPES (Institut national de prévention et d'éducation pour la santé) un'imposta dell'1,5 per cento delle spese pubblicitarie sostenute, i cui ricavi sono destinati ai provvedimenti nell'ambito dell'educazione alimentare.