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Curia Vista - Atti parlamentari

07.3575 – Interpellanza urgente

Ministero pubblico della Confederazione. Fare immediatamente chiarezza e trarre gli insegnamenti

Depositato da
Gruppo liberale-radicale
Portavoce
Burkhalter Didier
Data del deposito
19.09.2007
Depositato in
Consiglio nazionale
Stato attuale
Liquidato
 

Testo depositato

Nel 2006 le autorità di perseguimento penale della Confederazione, e in particolare il Ministero pubblico della Confederazione, sono state sottoposte a quattro inchieste. Nel settembre 2007 la Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) ha analizzato la tematica, raccomandando tra l'altro al Consiglio federale di occuparsi attivamente e immediatamente della pratica concernente il Ministero pubblico della Confederazione. Vista questa situazione, preghiamo il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Come giudica sullo sfondo delle esperienze raccolte negli ultimi anni la regolamentazione attuale della vigilanza suddivisa?

2. Come giudica la situazione nel Ministero pubblico della Confederazione, soprattutto per quanto riguarda la conduzione, la gestione delle risorse e il numero delle accuse?

3. Condivide la valutazione da parte della CdG-N del ruolo delle autorità di vigilanza amministrativa e tecnica?

4. Condivide la valutazione della CdG-N, secondo cui le autorità di vigilanza avrebbero eluso la separazione tra vigilanza tecnica e amministrativa prevista dalla legge, intaccando in tal modo l'indipendenza del Ministero pubblico della Confederazione?

5. Condivide il parere della CdG-N, secondo cui lo scioglimento del contratto di lavoro con il procuratore generale della Confederazione spetta unicamente al Consiglio federale?

6. Quali provvedimenti vanno presi per garantire l'indipendenza del Ministero pubblico della Confederazione dal punto di vista personale e istituzionale e per arginare il rischio di abusi di potere?

7. Come valuta il rifiuto della Corte dei reclami penali di concedere l'esame di tutti gli atti alla CdG-N, visto il ruolo di massima autorità di vigilanza di quest'ultima?

Risposta del Consiglio federale del 28.09.2007

1. Le regole di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione, in vigore dal 2002, non hanno dato buoni risultati. Già il 3 dicembre 2004 e poi ancora il 26 aprile 2006 il Consiglio federale aveva pertanto deciso di sottoporre il Ministero pubblico della Confederazione a vigilanza unica da parte dell'esecutivo, ripristinando quindi la situazione che sussisteva dalla creazione del Ministero pubblico della Confederazione dal 1889 fino al 2001. Il Consiglio federale ha inoltre approvato tale vigilanza unica anche nell'avamprogetto, posto in consultazione il 21 settembre 2007, di una legge federale sull'organizzazione delle autorità penali della Confederazione. L'attuale vigilanza congiunta, sulla quale pesano conflitti di competenza e confusione tra gli organi di vigilanza, porta inevitabilmente a problemi di conduzione. I pareri divergono inoltre per quanto riguarda le competenze del Ministero pubblico della Confederazione in materia di cooperazione con le autorità di Stati terzi. Emergono infine problemi nell'ambito della collaborazione tra il Ministero pubblico della Confederazione e gli uffici federali coinvolti o cooperanti nei suoi procedimenti (Ufficio federale di polizia, Ufficio federale di giustizia).

Quando constata vizi o abusi, la Corte dei reclami penali ha - a suo stesso dire - poche possibilità di ordinare misure organizzative o disciplinari immediate, poiché la vigilanza amministrativa compete al Consiglio federale e al DFGP. Altrettanto ridotta si presenta la facoltà del DFGP di esaminare l'attività operativa del Ministero pubblico della Confederazione per verificarne il fabbisogno di risorse in termini di personale, di fondi e di materiale. Alla luce di tale situazione emergevano problemi ogni qualvolta la Delegazione della Commissione della gestione, le Commissioni degli affari giuridici o le Commissioni della politica estera chiedevano informazioni in materia di vigilanza. Il disciplinamento attuale non garantisce dunque una vigilanza efficace e coerente.

Con il progetto posto in consultazione il 21 settembre 2007, il Consiglio federale punta pertanto a concentrare la vigilanza nelle proprie mani. Il progetto in consultazione affida al Consiglio federale la vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione; gli interpellati sono comunque invitati a pronunciarsi in merito a un'eventuale vigilanza da parte del Tribunale federale o ad altre modalità di vigilanza (da parte del Tribunale penale federale o di un collegio parlamentare, oppure l'attuale vigilanza congiunta). Il Consiglio federale prenderà una decisione definitiva in materia di vigilanza non appena avrà espresso il proprio parere in merito al rapporto della CdG-N e preso atto dei risultati della consultazione.

La vigilanza continua e immediata esercitata da un tribunale su un organo statale che è parte in causa dinanzi al tribunale stesso appare altresì problematica in quanto potrebbe gettare un'ombra sull'imparzialità del tribunale nei confronti di tale parte.

2. Stando all'analisi della situazione commissionata dal DFGP nel febbraio del 2006 (rapporto Uster), il perseguimento penale federale riorganizzato nell'ambito del progetto EffVor (Ministero pubblico della Confederazione, Polizia giudiziaria federale, ufficio dei giudici istruttori) funziona, ma occorre comunque intervenire in un'ottica di ottimizzazione. Il Consiglio federale ha pertanto deciso di riorganizzare il perseguimento penale al 1° gennaio 2008, stabilendo la linea d'azione il 15 dicembre 2006 e definendo i contenuti il 4 luglio 2007.

Il Ministero pubblico della Confederazione sta attraversando una fase transitoria. Alcune questioni salienti sollevate nella presente interpellanza sono già state attuate o sono in fase di preparazione. Il fondamento per un Ministero pubblico della Confederazione indipendente, efficace e in sintonia con i cantoni sarà pronto non appena saranno definitive le nuove basi legali necessarie allo scopo, ossia il nuovo Codice di procedura penale, che andrà in votazione finale nella sessione in corso, e la legge federale sull'organizzazione delle autorità penali della Confederazione (LOAP), in consultazione fino al 31 dicembre 2007. L'entrata in vigore di entrambi i testi normativi è prevista per il 1° gennaio 2009.

La direzione del perseguimento penale a livello federale compete al nuovo procuratore generale, il dottor Erwin Beyeler, nominato dal Consiglio federale l'8 giugno 2007 e in carica dal 13 agosto 2007. Le organizzazioni coinvolte nel perseguimento penale vengono snellite per permettere una conduzione e una responsabilità tecnica immediata. La riorganizzazione si basa sulle risorse disponibili al momento. I procedimenti penali e le risorse necessarie sono gestiti alla stregua di progetti ed esaminati regolarmente da un comitato operativo del Ministero pubblico della Confederazione.

Gli atti d'accusa depositati presso il Tribunale penale federale sono saliti da 9 nel 2005 a 19 nel 2006; nel primo semestre del 2007 ce ne sono stati 7. Il Ministero pubblico della Confederazione è in attesa che l'ufficio dei giudici istruttori porti a termine oltre cinquanta procedimenti per poter promuovere l'accusa. All'entrata in vigore del nuovo Codice di procedura penale e della legge sull'organizzazione delle autorità penali della Confederazione, l'ufficio dei giudici istruttori verrà chiuso: di conseguenza, la durata complessiva dei procedimenti dovrebbe ridursi notevolmente. Dal momento che la complessità e la portata dei procedimenti a cura del Ministero pubblico della Confederazione sono destinate a crescere, in futuro il numero delle accuse promosse ogni anno dovrebbe ristagnare.

3./4. Il Consiglio federale esaminerà quanto riscontrato, concluso e raccomandato dalla CdG e licenzierà un parere in merito entro il 30 novembre 2007.

5. La risoluzione di un rapporto di servizio da parte della Confederazione compete al Consiglio federale. Il 5 luglio 2006 il signor Roschacher ha però presentato le dimissioni di propria iniziativa all'attenzione del Consiglio federale. Il capo del DFGP ne ha informato il Consiglio federale nello stesso giorno, adempiendo quindi ai suoi doveri nei confronti del collegio. Le dimissioni costituiscono un diritto potestativo, esercitato unilateralmente sotto il profilo giuridico. Il signor Roschacher si è avvalso di tale diritto. Se il licenziamento fosse stato pronunciato su iniziativa della Confederazione, allora la decisione sarebbe in effetti stata di competenza del Consiglio federale in base all'articolo 3 della legge sul personale federale (RS 172.220.1) in combinato disposto con l'articolo 2 capoverso 1 dell'ordinanza sul personale federale (RS 172.220.111.3).

Il Consiglio federale ha ribadito tale posizione a più riprese:

- Nella lettera del 15 dicembre 2006 all'indirizzo della Delegazione delle finanze (DelFin) specificava: "Per cominciare facciamo notare ancora una volta che il signor Roschacher ha presentato le dimissioni di sua iniziativa, per cui il capo del DFGP era semplicemente tenuto a informarne il Consiglio federale."

- Nella lettera del 14 febbraio 2007 all'indirizzo della DelFin scriveva: "Il collegio è stato informato esaurientemente in occasione della seduta del 14 febbraio 2007 e ritiene che non vi siano state ingerenze riguardo alle competenze."

- Nella lettera del 2 maggio 2007 all'indirizzo della DelFin il Consiglio federale, concludendo l'affare, illustrava il proprio parere giuridico come segue: "Innanzi tutto ribadiamo che i rapporti di lavoro dei signori Valentin Roschacher, procuratore generale, e F. S., direttore di S., sono stati disdetti nel pieno rispetto delle competenze legali."

6. La LOAP disciplina, per quanto necessario, l'organizzazione e le competenze del Ministero pubblico della Confederazione e prevede altresì alcune disposizioni riguardanti la sua subordinazione tecnica e amministrativa. Lo scopo della nuova legge è di definire chiaramente le responsabilità, affinché l'indipendenza delle autorità di perseguimento penale - e non soltanto quella del Ministero pubblico della Confederazione - poggi su solide basi e possa quindi essere garantita in modo duraturo. La procedura di consultazione in atto è tesa a esaminare la correttezza materiale, l'attuabilità e l'accettazione del progetto e di operare le modifiche del caso in base all'esito della consultazione.

7. Non spetta al Consiglio federale commentare il comportamento della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale nei confronti della CdG.

 
 

Cronologia / verbali

DataConsiglio 
03.10.2007 CN Liquidato.
 

Camera prioritaria

Consiglio nazionale

 
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