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Curia Vista - Atti parlamentari

08.508 – Iniziativa parlamentare

Punibilità di gravi violazioni dei doveri di diligenza nella gestione degli affari

Depositato da
Data del deposito
17.12.2008
Depositato in
Consiglio nazionale
Stato attuale
Liquidato
 

Testo depositato

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa parlamentare:

Il Codice penale svizzero (CP) dev'essere modificato inserendo la precisazione seguente:

1. Il reato di amministrazione infedele di cui all'articolo 158 numero 1 prima frase CP è punibile anche quando il colpevole non ha agito con intenzione, bensì per grave negligenza, ossia qualora, nella sua attività quale gestore del patrimonio altrui, abbia violato o trascurato in modo grave i propri doveri di diligenza. Eventualmente, la punibilità dell'amministrazione infedele per negligenza può limitarsi alle società con azioni quotate in borsa o alle società che presentano determinate dimensioni minime dell'azionariato (o della somma di bilancio).

2. Devono rientrare esplicitamente nel campo d'applicazione dell'amministrazione infedele ai sensi dell'articolo 158 numero 1 prima frase CP gli indennizzi versati a responsabili e a membri del consiglio d'amministrazione di una società con azioni quotate in borsa o di società che presentano determinate dimensioni minime dell'azionariato (o della somma di bilancio) sproporzionati rispetto al valore della prestazione lavorativa fornita o alla situazione economica della società.

Motivazione

1. In tempi recenti, vi sono stati diversi casi di gravi fallimenti economici in cui i responsabili delle aziende non hanno dovuto rispondere per il proprio operato (cfr. caso Swissair): il danno provocato all'azienda non poteva infatti essere giudicato intenzionale non avendo agito consapevolmente e volontariamente. Agli interessati viene piuttosto rimproverato di non aver osservato gli obblighi di diligenza, e quindi di aver agito per negligenza. È possibile rimediare a questa lacuna completando in modo corrispondente la fattispecie dell'amministrazione infedele (art. 158 n. 1 prima frase CP). Occorre tuttavia fare in modo di rendere punibile non ogni fallimento economico, bensì soltanto le gravi violazioni dei doveri di diligenza. Limitare l'applicazione alla grave negligenza corrisponde peraltro all'interpretazione dell'analogo articolo 165 CP (cattiva gestione). Anche qui vale il principio secondo cui costituiscono reato soltanto i casi gravi di comportamento illecito nella gestione e non ogni atto di negligenza nella gestione degli affari (cfr. A. Donatsch, Strafrecht III, 9a ed., 2008). Eventualmente, la punibilità dell'amministrazione infedele grave può essere limitata alle società con azioni quotate in borsa o a quelle con un ampio azionariato. Nelle piccole società, infatti, vige di regola una situazione trasparente e gli azionisti sono in grado di sorvegliare relativamente bene la gestione aziendale. Non è il caso delle società con azioni quotate in borsa o delle grosse società. Qui i responsabili hanno una responsabilità accresciuta nei confronti degli azionisti - non potendo questi ultimi esercitare nella pratica i loro obblighi di sorveglianza - poiché, direttamente o indirettamente, in caso di crisi potrebbero essere a rischio numerosi posti di lavoro e perché, in ragione dei fondi della casse pensioni e dei mancati introiti fiscali, la crisi di una grande azienda può avere ripercussioni sull'intera economia pubblica.

2. Finora, gli indennizzi sproporzionati (i cosiddetti bonus eccessivi) non potevano essere contemplati dall'articolo 158 CP o potevano esserlo soltanto in casi eccezionali. La modifica proposta consente di precisarlo. La disposizione corrispondente dev'essere limitata alle società con azioni quotate in borsa o alle grandi società, poiché nelle piccole e medie aziende sono sufficienti i meccanismi di controllo esistenti degli azionisti.

 
 

Cronologia / verbali

DataConsiglio 
23.09.2009 CN All'iniziativa non è dato seguito.
 
 

Tipo di trattazione CN

IV

 
 
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