Testo depositato
La Svizzera ha riconosciuto velocemente lo Stato del Kosovo e fa parte del comitato di direzione internazionale incaricato di offrire un sostegno all'edificazione delle istituzioni del nuovo Stato e di provvedere all'applicazione del piano Ahtisaari. Il riconoscimento del nuovo Stato è da considerare giusto, ma tale atto comporta un deterioramento delle relazioni fra la Svizzera e la Serbia. Questa fase iniziale dell'edificazione del nuovo Stato pone alcuni interrogativi che desidero sottoporre al Consiglio federale:
1. Che significato ha la partecipazione della Svizzera ai lavori del comitato di direzione internazionale? Quali compiti e quali responsabilità comporta tale attività?
2. Il governo della Serbia ribadisce la propria sovranità sulle regioni del Kosovo abitate da minoranze serbe e continua a emanare istruzioni destinate alle autorità locali. Quale posizione assume il Consiglio federale nei confronti di tale comportamento?
3. In che modo il Consiglio federale intende rendere più distesi i rapporti con la Serbia? Pensa di proporre misure di sostegno complementari oppure intende attenersi alle iniziative assunte finora?
4. Attualmente la protezione delle minoranze non è garantita né in Serbia né nel Kosovo. Come pensa di agire il Consiglio federale per evitare un ulteriore processo di espulsione delle minoranze etniche da ambedue i Paesi?
Risposta del Consiglio federale
del
14.05.2008
1. Il gruppo di pilotaggio internazionale (International Steering Group) per il Kosovo è stato istituito a Vienna il 28 febbraio 2008. La sua istituzione e il mandato sono regolamentati nella "Proposta globale di regolamento recante statuto del Kosovo" indirizzata, il 26 marzo 2007, al presidente del Consiglio di sicurezza dal segretario generale delle Nazioni Unite. Il gruppo di pilotaggio internazionale nomina e sostiene un rappresentante civile internazionale per il Kosovo e gli impartisce direttive e consigli, affinché egli possa adempiere il suo compito di vegliare sulla messa in atto della proposta globale di regolamento. Il rappresentante civile internazionale è sostenuto dal personale dell'Ufficio civile internazionale. In ultima analisi, sarà compito del gruppo di pilotaggio internazionale di stendere il bilancio del mandato del rappresentante civile internazionale, al più tardi due anni dopo l'entrata in vigore del regolamento, e di determinare in che misura esso sia stato applicato. In assenza di una decisione del Consiglio di sicurezza, l'applicazione del regolamento è stata decisa dalle autorità del Kosovo, che l'hanno accettato senza riserve, con i poteri conferiti dal rappresentante civile internazionale, in occasione della dichiarazione d'indipendenza del 17 febbraio 2008. La Costituzione della Repubblica del Kosovo, che entrerà in vigore il 15 giugno 2008, stabilisce che il regolamento prevale su qualsiasi altra disposizione legale in vigore in Kosovo. Il gruppo di pilotaggio internazionale riunisce ogni due mesi i direttori regionali per i Balcani occidentali; nel frattempo, si svolgono incontri a livello locale a Pristina, ai quali partecipa anche l'ambasciatore svizzero a Pristina. I delegati svizzeri intervengono nelle decisioni, prese di comune accordo, che riguardano le attività del rappresentante civile internazionale e del suo ufficio; il rappresentante civile, da parte sua, rende conto di tali attività. La partecipazione al gruppo di pilotaggio internazionale permette alla Svizzera, tra le altre cose, uno scambio di opinioni sulla situazione in Kosovo con gli altri Stati partecipanti e le offre la possibilità di richiamare l'attenzione su fatti o evoluzioni che necessitano l'intervento del rappresentante civile e di proporre così dei provvedimenti adeguati. La partecipazione al gruppo di pilotaggio internazionale è dunque un mezzo molto utile per perseguire gli scopi prioritari della Svizzera in Kosovo, in particolare il mantenimento della stabilità e della sicurezza, la protezione e la promozione dei diritti dell'uomo e delle minoranze, la promozione del dialogo politico tra le differenti comunità, il consolidamento delle capacità locali e la promozione della buona gestione degli affari pubblici.
2. La Svizzera vuole continuare ad impegnarsi, perché tutti gli abitanti del Kosovo, indipendentemente dalla comunità di appartenenza, possano vivere in pace. Le autorità del Kosovo indipendente sono fermamente decise a rispettare gli impegni contratti. La partecipazione della popolazione serba alla vita politica del Kosovo indipendente è necessaria, affinché la buona rappresentanza degli interessi di tale popolazione nell'ambito delle garanzie del sopraccitato regolamento e della Costituzione della Repubblica del Kosovo sia garantita. Gran parte della popolazione serba teme tuttavia, soprattutto a causa della sua dipendenza finanziaria dalla Serbia, di avere troppo da perdere avvicinandosi all'amministrazione del Kosovo indipendente. È dunque importante che queste persone siano rassicurate riguardo al loro avvenire.
3. In seguito al riconoscimento del Kosovo, la Serbia ha richiamato il suo ambasciatore a Berna. Per il momento, contatti ufficiali bilaterali a livello ministeriale sembrano non essere graditi a Belgrado. La Serbia assume il medesimo atteggiamento nei confronti di tutti gli Stati che condividono la stessa posizione della Svizzera. La Svizzera, desiderosa di mantenere, come fatto finora, relazioni equilibrate con tutti gli Stati dei Balcani, si impegna malgrado tutto a rafforzare i rapporti con la Serbia, partendo dal presupposto che questa continuerà a perseguire un futuro in Europa. Sotto questo aspetto vengono portati avanti colloqui preliminari tecnici in considerazione della conclusione di nuovi accordi; inoltre, è prevista l'intensificazione della cooperazione in una serie di ambiti in cui la Svizzera dispone di un know-how di cui hanno già beneficiato numerosi Paesi europei in transizione. Infine, la buona collaborazione con la Serbia sarà perseguita anche in futuro nell'ambito del gruppo di voto delle istituzioni di Bretton Woods. L'evoluzione dell'impegno svizzero in Serbia dipenderà anche dallo sviluppo delle relazioni tra i due Stati.
4. In base agli impegni presi dalle autorità kosovare sotto la supervisione del rappresentante civile internazionale e alla presenza della KFOR, si può escludere un'espulsione forzata dal territorio di membri appartenenti alle minoranze. Uno degli scopi dell'impegno della Svizzera in Kosovo è appunto quello di rafforzare la possibilità, offerta a tutti gli abitanti, di una coesistenza pacifica. In quest'ottica, la Svizzera continua a concedere particolare attenzione a tali questioni anche in Serbia, dove i programmi svizzeri di cooperazione tecnica danno la massima importanza alla partecipazione delle comunità minoritarie alla gestione dei comuni di residenza.