Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di aderire al Global Forum on Taxation dell'OCSE e di fornire una collaborazione costruttiva nell'ambito dei fori multilaterali che si occupano della lotta contro le pratiche fiscali dannose.
Motivazione
Inoltrata il 23 marzo 2007, la mozione 07.3196 che chiedeva l'adesione della Svizzera al Forum on Taxation dell'OCSE è stata respinta dal Consiglio federale e poi dal Consiglio nazionale nella sessione autunnale 2007. Alla luce dei recenti avvenimenti che hanno nuovamente attirato l'attenzione dell'UE sui paradisi fiscali, sembra opportuno, al fine di garantire a lungo termine gli interessi della Svizzera, riesaminare il rifiuto della suddetta mozione. È infatti nell'interesse della Svizzera che la lotta contro le pratiche fiscali dannose sia armonizzata sul piano internazionale. Anche il fisco svizzero trae vantaggi dall'eliminazione di queste scappatoie fiscali. Inoltre, il Consiglio federale, i rappresentanti dell'economia e la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze convengono che occorre fare quanto possibile per evitare che la Svizzera sia iscritta nella lista nera dei paradisi fiscali stilata dall'OCSE. Tale obiettivo è stato raggiunto nel 2003 con un pacchetto di misure volte a sopprimere le pratiche fiscali dannose in relazione all'articolo 28 LAID.
Per un'ulteriore motivazione si rinvia agli argomenti presentati a suo tempo nella mozione 07.3196. Negli ultimi anni l'OCSE ha portato avanti una linea politica che le ha consentito di lottare con successo contro i paradisi fiscali che non riscuotono imposte o riscuotono imposte esigue. Finora 33 paradisi fiscali hanno garantito all'OCSE di voler concludere accordi sullo scambio di informazioni in materia fiscale (TIEA) e rinunciare a pratiche fiscali dannose.
Occorre dare la priorità agli sforzi multilaterali finalizzati alla lotta contro le pratiche fiscali dannose piuttosto che ai tentativi di far pressione a livello bilaterale. Lo scambio di informazioni tra le autorità fiscali è disciplinato in maniera molto diversa nelle varie convenzioni di doppia imposizione concluse dalla Svizzera. Vi è dunque il rischio che i tentativi di far pressione a livello politico impediscano la definizione di norme unitarie.
In un primo tempo la Svizzera ha cercato di contrastare l'istituzione del Global Forum on exchange of information and transparency e ha minacciato il veto. Infine si è astenuta dal voto rimanendo in tal modo in disparte. Nell'estate del 2005 è nuovamente entrata a far parte del forum in qualità di osservatrice e nel novembre del 2005 ha partecipato al Global Forum di Melbourne con una delegazione composta di due persone. Oggi è opportuno aderire a pieno titolo al forum. In tal modo, il Consiglio federale dimostra anche che la Svizzera è disposta ad "offrire la propria collaborazione .... nei casi in cui si tratta di proteggere il substrato fiscale degli altri Paesi", come ha affermato nella sua risposta all'interpellanza 02.3283.
Parere del Consiglio federale
del
14.05.2008
1. In sostanza la richiesta della presente motivazione corrisponde a quella della mozione Leutenegger Oberholzer 07.3196depositata il 23 marzo 2007, che l'8 giugno 2007 il Consiglio federale ha proposto di respingere. Il 1° ottobre 2007 il Consiglio nazionale ha accolto la proposta e la mozione è stata stralciata.
2. Da allora la posizione di fondo del Consiglio federale è rimasta immutata. La Svizzera si è astenuta dall'approvare il rapporto OCSE del 1998 sulla concorrenza fiscale dannosa e le sue 19 raccomandazioni. L'astensione della Svizzera non la vincola alle dichiarazioni o raccomandazioni che potrebbe elaborare questo forum. La Svizzera ha però sempre partecipato attivamente ai lavori tecnici e a quelli relativi allo scambio di informazioni. Infatti, essa ha regolarmente fornito informazioni sul funzionamento del proprio sistema giuridico e fiscale, ma non ha accettato che le venisse imposta una linea per certi versi divergente da quella voluta dalle proprie autorità politiche. Del resto la Svizzera non è l'unico Paese a non aver aderito pienamente al rapporto sulla concorrenza fiscale dannosa.
3. Al punto 5 della suddetta mozione si legge che "una piena partecipazione al Global Forum on Taxation, ossia un 'impegno politico' a seguire i principi proposti, andrebbe oltre il quadro politico definito dal Consiglio federale e sostenuto dal Parlamento al momento dell'adozione, negli ultimi anni, di numerose convenzioni di doppia imposizione. Lo statuto attuale di 'invitato' consente per contro alla Svizzera di seguire attentamente l'evoluzione dei lavori del Global Forum on Taxation e di far valere la sua posizione senza essere vincolata alle conclusioni di questo organismo. Una partecipazione potrebbe essere presa in considerazione se il forum desse segnali di essere disposto a meglio tenere conto della posizione di tutti gli Stati nella ricerca del consenso e del 'Level Playing Field'".
4. Finora non vi sono stati segnali da parte del Global Forum finalizzati, nel senso precitato, all'ottenimento di un consenso. È tuttavia opportuno seguire i lavori dell'OCSE sulle pratiche fiscali dannose, in modo da anticipare per quanto possibile gli sviluppi in seno al Global Forum. Al momento non è tuttavia necessario che la Svizzera rivaluti la propria posizione nel senso proposto dalla mozione.
Proposta del Consiglio federale del 14.05.2008
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.