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Curia Vista - Atti parlamentari

08.3333 – Interpellanza

Traffico aereo transfrontaliero e spazio Schengen

Depositato da
Data del deposito
11.06.2008
Depositato in
Consiglio nazionale
Stato attuale
Liquidato
 

Testo depositato

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. È del parere che tutti gli aerodromi svizzeri che ne fanno richiesta possono accogliere voli da/per aerodromi situati all'interno dello spazio Schengen?

2. È inoltre del parere che tutti gli aerodromi appositamente attrezzati possono accogliere voli da/per aerodromi situati in Paesi terzi al di fuori dello spazio Schengen?

Motivazione

A seguito dell'applicazione dell'accordo di Schengen in Svizzera e nel Liechtenstein, gli aerodromi svizzeri saranno le uniche strutture presso le quali sarà possibile varcare le frontiere esterne dello spazio Schengen, in quanto i Paesi vicini ne fanno già parte.

La classificazione degli aerodromi svizzeri non copre le esigenze di tutti gli aerodromi e preclude a molti di essi la possibilità di effettuare voli transfrontalieri verso lo spazio esterno a Schengen. L'aerodromo di Payerne, aperto ad esempio anche ai voli commerciali, fa parte della categoria limitata a voli transfrontalieri interni allo spazio Schengen. Ciò significa che i voli da/per la Gran Bretagna e numerosi Paesi dell'Est non sarebbero più possibili.

La Direzione generale delle dogane (DGD) intende revocare a una ventina di aerodromi svizzeri la possibilità di accogliere voli transfrontalieri, anche all'interno dello spazio Schengen. Un moderno sistema di dichiarazione anticipata dei voli transfrontalieri, creato in collaborazione con la DGD, permette alle autorità doganali e di polizia di essere informate a tal proposito e di svolgere i controlli eventualmente necessari. Lo stato di questi aerodromi "a traffico tollerato" vale per i voli senza merci soggette a dichiarazione, ha dato buoni risultati e consente di effettuare controlli efficaci come quelli applicati ai trasporti terrestri.

Nel suo rapporto del 10 dicembre 2004, il Consiglio federale menziona la vocazione dell'aviazione svizzera di garantire i migliori collegamenti possibili tra il nostro Paese e i principali centri europei e mondiali. Poiché le summenzionate misure restrittive sono contrarie a questo scopo, ci si sta avviando senza motivo verso un regime di voli transfrontalieri decisamente meno aperto.

Risposta del Consiglio federale del 10.09.2008

1. Di fatto l'autore dell'interpellanza chiede quali saranno le ripercussioni dell'applicazione dell'accordo di Schengen sul traffico aereo. Nel 2007, in vista dell'entrata in vigore dell'accordo di associazione Schengen/Dublino, un gruppo di lavoro interdipartimentale della Confederazione ha esaminato queste ripercussioni. In tale occasione è stato allestito un elenco degli aerodromi aperti al traffico transfrontaliero e questi ultimi sono stati classificati in categorie. Attraverso la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CCDGP) sono stati consultati gli uffici interessati. In seguito si è provveduto a informarli sulle regolamentazioni future consegnando loro un elenco definitivo.

Già da circa cinque anni l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) discute con le cerchie interessate sul tema relativo allo sdoganamento al confine nel traffico aereo privato. Le discussioni hanno permesso di introdurre il nuovo status di "aerodromo con traffico autorizzato", d'intesa con i rappresentanti dell'aviazione. A partire dall'entrata in vigore dell'accordo di associazione, questo status consentirà esclusivamente ai passeggeri che trasportano merci nei limiti di franchigia di effettuare voli in provenienza o a destinazione dell'area di Schengen.

Con l'entrata in vigore dell'accordo di Schengen, i compiti di controllo della polizia e del corpo delle guardie di confine si riducono per i voli intra Schengen (per i voli extra Schengen, vedi risposta b). Schengen crea infatti uno spazio di sicurezza comune. Fintanto che la Svizzera non aderisce all'UE o non costituisce un'unione doganale con quest'ultima, tutti i flussi transfrontalieri di merci soggiacciono alla legislazione doganale svizzera. Occorre pertanto continuare ad effettuare controlli a campione delle merci per tutti i voli transfrontalieri.

Una concentrazione di voli provenienti dall'estero è dunque indispensabile al fine di garantire l'efficacia dei suddetti controlli a campione. Nell'ambito dei programmi di sgravio della Confederazione, l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) ha soppresso circa 380 posti di lavoro, ragione per cui non è sempre possibile fornire un servizio a domicilio.

La Svizzera conta circa 45 aerodromi. Sulla scorta dei problemi summenzionati, nella primavera 2008 l'AFD ha ritirato l'autorizzazione per voli diretti in provenienza e a destinazione dell'estero a 16 piccoli aerodromi. A tal riguardo, le autorità federali sono in contatto con le persone interessate. Questi aerodromi rientrano ora nella categoria di quelli chiusi al traffico transfrontaliero. Rispetto al traffico aereo transfrontaliero nel suo complesso, le ripercussioni della revoca dell'autorizzazione interessano soltanto un numero molto esiguo di passeggeri. Secondo l'elenco, l'aviazione civile svizzera dispone ancora di circa 25 aerodromi aperti ai voli diretti transfrontalieri. L'AFD ha inoltre la possibilità, in casi particolari, di rilasciare autorizzazioni straordinarie (intra Schengen). Tale prassi funziona senza problemi.

Uno sguardo oltre confine mostra che la Germania, ad esempio, dispone di circa 75 aerodromi aperti ai voli transfrontalieri.

2. La classificazione di aerodromi aperti al traffico transfrontaliero consente di definire quali di essi possono offrire voli extra Schengen. Non si pone solo la questione dei controlli doganali, ma anche di quelli di sicurezza. Il Consiglio federale prevede di ordinare, a partire da fine 2008, l'effettuazione di severi controlli delle persone e dei documenti alle frontiere esterne di Schengen (ossia presso tutti gli aerodromi doganali). A tal proposito gli aeroporti dovranno farsi carico di importanti investimenti onde separare i flussi di passeggeri e ampliare l'infrastruttura informatica (allacciamento al sistema informazioni di Schengen - SIS - e al sistema di informazione visti - VIS). Le disposizioni di Schengen possono essere attuate correttamente soltanto se è possibile impiegare personale appositamente istruito per effettuare i controlli obbligatori di tutti i passeggeri in provenienza e a destinazione di Stati non facenti parte dello spazio Schengen. Per motivi di risorse (di personale e finanziarie), tali controlli non possono essere offerti in tutti gli aerodromi. A partire dall'entrata in vigore dell'accordo di associazione, i voli in provenienza e a destinazione di Stati non membri dello spazio Schengen saranno autorizzati solo negli aerodromi doganali (complessivamente dodici).

 
 

Cronologia / verbali

DataConsiglio 
03.10.2008 CN La discussione è differita.
18.06.2010 CN Tolto dal ruolo poiché pendente da più di due anni.
 
 

Competenza

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