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Curia Vista - Atti parlamentari

08.3524 – Mozione

Legge per armonizzare il settore delle costruzioni. Costruire in modo più razionale e meno costoso

Depositato da
Data del deposito
25.09.2008
Depositato in
Consiglio nazionale
Stato delle deliberazioni
Liquidato
 

Testo depositato

Il Consiglio federale è sollecitato a creare le premesse per un'armonizzazione formale della legislazione nel settore delle costruzioni in Svizzera. Il progetto di legge e le necessarie modifiche costituzionali devono essere sottoposti al Parlamento.

1. Il testo di legge dovrà contemplare in particolare i seguenti punti da regolare in modo formale e unitario in tutta la Svizzera:

a. definizioni e procedure di misurazione utilizzate nel settore delle costruzioni;

b. standard minimi di isolamento termico;

c. standard minimi di isolamento acustico;

d. prescrizioni in materia di sicurezza nel settore delle installazioni elettriche;

e. standard minimi di protezione antincendio;

f. norme per i risanamenti paragonabili a quelle sancite per le nuove costruzioni.

2. Inoltre, va esaminato in quale misura è possibile armonizzare a livello svizzero il diritto sulle procedure in materia di costruzioni.

3. L'esecuzione continuerà ad essere di competenza dei cantoni.

Motivazione

Nel confronto europeo, in Svizzera i costi per le abitazioni e i locali commerciali sono elevati. Oltre ai prezzi del suolo molto alti contribuiscono ad elevare i costi anche la varietà di prescrizioni cantonali e comunali vigenti nel settore delle costruzioni. Tale situazione rende impossibile incrementare l'efficienza del settore. La molteplicità di prescrizioni non è vantaggiosa né per il privato né per l'economia nazionale. In seno al Parlamento sono stati intrapresi già diversi sforzi (cfr. gli interventi parlamentari dell'ex consigliere nazionale Hegetschweiler e degli attuali consiglieri nazionali Leutenegger Oberholzer e Müller Philipp) per armonizzare le prescrizioni nel settore delle costruzioni, tuttavia con scarso successo. Inoltre, la soluzione alternativa proposta, che prevede l'adesione al concordato intercantonale, si trova in una fase di stallo. D'altronde, una soluzione sostenuta soltanto da alcuni cantoni non sarebbe sufficiente per raggiungere il grado di efficienza voluto.

È auspicata un'armonizzazione formale delle norme nel campo dell'edilizia. L'emanazione di una legge per armonizzare il settore delle costruzioni, paragonabile all'armonizzazione formale del sistema fiscale, permetterebbe di fare grandi progressi e di incrementare l'efficienza sotto il profilo dell'economia nazionale. I cantoni continuerebbero ad essere responsabili dell'esecuzione. Nel quadro della ripartizione federalistica delle competenze in Svizzera, le questioni relative al settore edile competono ai cantoni; è perciò necessario presentare al Parlamento non solo il progetto di legge, ma contemporaneamente anche la relativa modifica costituzionale.

Parere del Consiglio federale del 13.03.2009

Viste le numerose prescrizioni cantonali e comunali in materia di pianificazione e di costruzione e le differenze a livello di organizzazione delle procedure legali nei due settori, risulta effettivamente sensato procedere ad un'armonizzazione delle prescrizioni nel settore delle costruzioni. Tuttavia, sulla base del diritto costituzionale vigente, non spetta alla Confederazione regolare la legislazione nel settore delle costruzioni. Per procedere in questo senso, come menzionato a giusto titolo nella presente mozione, sarebbe necessario modificare la Costituzione. La necessità di intervenire è indiscussa e provata. La questione di fondo è tuttavia in quale modo sia opportuno raggiungere tale armonizzazione.

Nel settore del diritto in materia di costruzioni i cantoni hanno deciso già da tempo di procedere stipulando un concordato intercantonale sulle definizioni e i metodi di misurazione nel settore (n. 1 lett. a della mozione). La Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell'ambiente, in occasione dell'assemblea generale del 22 settembre 2005, ha approvato il concordato intercantonale sull'armonizzazione delle definizioni edilizie (CIAE). Nel frattempo hanno aderito al CIAE tre cantoni (GR, BE e FR). Altri due Cantoni stanno per compiere il passo e in ulteriori dodici cantoni sono in corso lavori concreti per potere aderire al CIAE. Diversi cantoni si trovano confrontati con lo stesso ostacolo sulla via dell'adesione, ovvero con la necessità di eliminare l'indice di utilizzazione. Attualmente, si stanno cercando soluzioni per potere aderire al CIAE, mantenendo l'indice di utilizzazione. I feedback finora raccolti dimostrano che la maggior parte dei cantoni è favorevole a tale approccio. Se fosse possibile accordare tale flessibilità, aumenterebbe rapidamente il numero di cantoni aderente. Viste tali premesse, il Consiglio federale è convinto che in linea di massima è opportuno proseguire su questa strada. Incaricare il collegio di elaborare delle basi legali ad hoc non è inoltre molto sensato anche perché, nel frattempo, le Camere federali hanno dato seguito all'iniziativa parlamentare Müller Philipp 04.456, Nozioni e metodi di misurazione nelle prescrizioni di costruzione e di esercizio. Armonizzazione. Il Parlamento è dunque in condizione di prendere i provvedimenti che riterrà necessari.

Nel settore del diritto sull'energia le misure concernenti il consumo di energia negli edifici competono in primo luogo ai cantoni (art. 89 cpv. 4 Cost.). La legge sull'energia del 26 giugno 1998 (LEne; RS 730.0) e l'ordinanza sull'energia del 7 dicembre 1998 (OEn; RS 730.01) definiscono soltanto determinate condizioni quadro per la legislazione cantonale in materia energetica.

Nell'agosto 2000 la Conferenza dei direttori cantonali dell'energia (CDE) ha inoltre approvato le prescrizioni tipo cantonali nel settore energetico (MuKEn 2000). In seguito all'adozione quasi capillare dei moduli centrali 1 e 2 delle MuKEn da parte dei cantoni, il 4 aprile 2008 la CDE ha completato e inasprito gran parte delle prescrizioni tipo. In occasione dell'assemblea generale tutti i direttori cantonali dell'energia hanno sostenuto le nuove MuKEn 2008, raccomandando ai Cantoni di riprenderle il più possibile nell'ambito delle disposizioni cantonali. Tali prescrizioni tipo coprono i settori menzionati nella presente mozione al numero 1 lettere b e f.

L'isolamento acustico (n. 1 lett. c della presente mozione) è un requisito essenziale di una costruzione, ai sensi della direttiva europea concernente i prodotti da costruzione (direttiva del Consiglio 89/106/CEE) e della legislazione svizzera sui prodotti da costruzione (LProd; RS 933.0 e OProdC; RS 933.01). Il concordato intercantonale concernente l'eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio (CIOTC) prevede la possibilità di emanare prescrizioni vincolanti per tutti i cantoni, anche per quanto concerne l'isolamento acustico. Attualmente, non esistono (ancora) prescrizioni armonizzate per i cantoni in materia di isolamento acustico. A livello europeo a lungo termine saranno elaborate anche norme di isolamento acustico per costruzioni, che poi saranno riprese in Svizzera. In questo modo sarà possibile creare le premesse per un'armonizzazione a livello intercantonale anche in questo settore. Gli sforzi d'armonizzazione intrapresi sono inoltre sostenuti anche dall'integrazione dei prodotti da costruzione nell'accordo tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (RS 0.946.526.81).

Le prescrizioni in materia di sicurezza nel settore delle installazioni elettriche (n. 1 lett. d della presente mozione) sono già regolate a livello nazionale. Da un lato nell'ordinanza del 7 novembre 2001 concernente gli impianti elettrici a bassa tensione (ordinanza sugli impianti a bassa tensione, OIBT; RS 734.27) e, dall'altro, nelle norme tecniche per le installazioni a bassa tensione NIBT di electrosuisse.

Per quanto concerne la protezione antincendio (n. 1 lett. della presente mozione), essa è già completamente armonizzata attraverso il concordato intercantonale concernente l'eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio, al quale hanno aderito tutti i cantoni.

Infine, va sottolineato che le norme SIA, applicate nell'ambito della pianificazione e della costruzione di edifici, contribuiscono in modo essenziale all'armonizzazione del settore.

Quanto illustrato dimostra che in diversi settori sono già applicate regolamentazioni armonizzate. In altri ambiti, invece, sono in corso lavori per raggiungere un'uniformità a livello intercantonale. Il Consiglio federale è persuaso che la Confederazione, innanzitutto per ragioni federalistiche, debba interferire nelle competenze conferite dalla Costituzione federale ai cantoni soltanto in casi di emergenza. Esso sostiene perciò le iniziative volte a promuovere l'armonizzazione in questo settore dei cantoni. Tuttavia, se entro tempo ragionevole tali sforzi non dovessero fornire risultati concreti, il Consiglio federale si riserva il diritto di avviare i lavori per emanare una regolamentazione federale. Nel caso la mozione venisse accolta, il Consiglio federale chiederà alla seconda Camera di trasformare l'intervento in un mandato di esame.

Proposta del Consiglio federale del 13.03.2009

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

 
 

Cronologia / verbali

Data Consiglio  
22.09.2010CNAdozione.
21.12.2011CSReiezione.
 
 

Camera prioritaria

Consiglio nazionale

Cofirmatari (157)

 
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