Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare il diritto federale in modo che gli importi massimi esenti da imposta per i versamenti nel pilastro 3a vengano sostanzialmente aumentati rispetto ad oggi.
Motivazione
Secondo il gruppo liberale-radicale l'autoresponsabilità nella previdenza per la vecchiaia deve essere rafforzata. Questo obiettivo deve essere raggiunto con una maggiore promozione della previdenza vincolata (pilastro 3a) tramite incentivi fiscali. Il gruppo liberale-radicale chiede pertanto un aumento sostanziale degli importi massimi esenti da imposta attualmente in vigore per i lavoratori dipendenti e indipendenti. Questo rafforza l'autoresponsabilità e crea i giusti incentivi per la previdenza individuale. La previdenza statale e professionale non sono toccate da questa misura. Al contrario: un pilastro per la previdenza privata più robusto rafforza l'intero sistema previdenziale.
Parere del Consiglio federale
del
13.05.2009
Secondo informazioni dell'Amministrazione federale delle contribuzioni, nell'anno fiscale 2005 solo il 28 per cento dei contribuenti ha detratto contributi per il pilastro 3a. Inoltre, unicamente il 10 per cento di tutti i contribuenti è in grado di far valere l'intera deduzione. In altre parole, pochi contribuenti possono attualmente dedurre l'importo massimo consentito dalla normativa applicabile. Oltre la metà di tutti i risparmi fiscali a seguito della deduzione a titolo di contributi al pilastro 3a è riconducibile alle economie domestiche con un reddito imponibile di oltre 75 000 franchi.
Un aumento della deduzione per il pilastro 3a permetterebbe in particolare a contribuenti con un reddito alto di far valere deduzioni ancora più elevate. Di solito queste persone dispongono però già di una buona previdenza. La misura proposta non comporterebbe pertanto un rafforzamento della previdenza a tutti i livelli sociali. Al contrario, ne beneficerebbe pienamente solo un gruppo molto ristretto di contribuenti, mentre quelli con redditi medi e bassi non sarebbero in grado di versare in futuro ulteriori contributi nel pilastro 3a per migliorare la loro previdenza. Pertanto, la misura proposta favorirebbe solo pochissimi contribuenti.
Occorre evidenziare che l'importo massimo consentito a titolo di deduzione per il pilastro 3a si calcola in percento del tetto del salario coordinato. Questo tetto è regolarmente adeguato all'evoluzione dei salari e dei prezzi (indice misto), vale a dire allo stesso ritmo e nella stessa misura delle rendite AVS/AI. Anche la deduzione massima consentita per il pilastro 3a viene regolarmente adeguata al rincaro, cosa che comporta già un aumento continuo della deduzione massima consentita per il pilastro 3a.
Il pilastro 3a può essere inteso come una forma di tassazione con deduzione del risparmio. Un suo potenziamento permetterebbe d'incentrare maggiormente il sistema fiscale sul consumo. Tuttavia, affinché il pilastro 3a possa essere considerato veramente come una deduzione del risparmio, non bisognerebbe limitare l'utilizzazione dei risparmi e il privilegio fiscale dei versamenti dovrebbe essere soppresso.
Il 1º gennaio 2008 la previdenza del pilastro 3a è stata estesa anche alle persone di età compresa fra quella ordinaria di pensionamento e i 70 anni compiuti che continuano a esercitare un'attività lucrativa. Ulteriori estensioni delle possibilità di previdenza per il pilastro 3a non sono attualmente previste.
Inoltre, con l'entrata in vigore dell'ordinanza sull'imposizione degli utili di liquidazione in caso di cessazione definitiva di attività lucrativa indipendente, a partire dal 1° gennaio 2011 i lavoratori indipendenti avranno la possibilità di operare un riscatto fittizio nel secondo pilastro.
Di conseguenza, la misura proposta non è idonea a rafforzare efficacemente la previdenza. Il Consiglio federale non può pertanto aderire alle richieste degli autori della presente mozione.
Proposta del Consiglio federale del 13.05.2009
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.