Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di sospendere la chiusura di nuovi uffici postali sino a che le Camere non avranno deliberato e adottato la revisione della legge sull'organizzazione delle poste (LOP).
Motivazione
La questione degli uffici postali costituisce un elemento importante della revisione della legge sull'organizzazione delle poste. È pertanto incomprensibile che si proceda alla loro chiusura, specie nelle regioni rurali, prima ancora che le Camere federali abbiano deliberato in merito.
Parere del Consiglio federale
del
19.08.2009
Nel 2003, con la revisione della legge sulle poste (LPO; RS 783.0), è stato conferito alla Posta il mandato legale di gestire una rete capillare di uffici postali in tutto il Paese (art. 2 cpv. 3 LPO). Il Parlamento, infatti, aveva auspicato il continuo adeguamento della rete di uffici postali alle nuove esigenze. Nello stesso anno, nell'ambito della revisione dell'ordinanza sulle poste (OPO; RS 783.01), è stato concretizzato il mandato di infrastruttura che incarica la Posta di adoperarsi affinché, nei limiti delle sue possibilità economiche, la rete di uffici postali si sviluppi tenendo conto dei bisogni dell'utenza (art. 6 OPO). La Posta deve pertanto soddisfare le prescrizioni del Consiglio federale, secondo cui il 90 per cento della popolazione deve poter raggiungere il prossimo ufficio postale, a piedi o con i mezzi pubblici, in 20 minuti (cfr. commento alla revisione dell'ordinanza sulle poste).
Recentemente, la Posta ha comunicato di voler esaminare 420 ubicazioni di uffici postali entro il 2011 e ha pubblicato una lista degli uffici interessati. Tale modo di procedere si basa sull'evoluzione dei bisogni della clientela nonché sulla diminuzione del volume di pagamenti e d'invii di pacchi e lettere agli sportelli. Secondo la Posta il volume delle spedizioni di quest'ultime dovrebbe calare complessivamente di circa un terzo nei prossimi dieci anni.
Conformemente all'articolo 7 capoverso 1 dell'ordinanza sulle poste, prima di procedere alla chiusura o al trasferimento di un ufficio postale, la Posta è tenuta a consultare i comuni interessati, cercando di giungere a una soluzione consensuale. In caso di mancato accordo, i comuni interessati hanno la possibilità di rivolgersi alla Commissione indipendente Uffici postali, che, dopo aver valutato l'accesso al servizio universale da parte della popolazione dei comuni interessati tenendo conto delle specificità regionali, emana una raccomandazione (art. 7 cpv. 2 OPO). La Posta ha annunciato che si atterrà a tale parere nell'ambito dell'esame delle dette ubicazioni.
In questo modo, da un lato, i comuni possono partecipare all'esame della rete degli uffici postali e possono fare valere i propri interessi, dall'altro una commissione indipendente controlla il rispetto delle prescrizioni legislative.
Considerate queste premesse, non è opportuno sospendere la chiusura degli uffici postali sino a che la revisione della legge sulla Posta sarà approvata dalle Camere federali. A seconda dello svolgimento dei dibattiti parlamentari, in effetti, la moratoria potrebbe durare più di tre anni, limitando parecchio il margine di manovra della Posta, in un momento in cui quest'ultima deve prepararsi all'apertura completa del mercato. Oltre a ciò, la moratoria contraddirebbe la legislazione postale in vigore, che disciplina chiaramente la procedura di esame della rete di uffici postali.
Proposta del Consiglio federale del 19.08.2009
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.