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Curia Vista - Atti parlamentari

09.3527 – Mozione

Freno all'indebitamento

Depositato da
Data del deposito
10.06.2009
Depositato in
Consiglio nazionale
Stato attuale
Liquidato
 

Testo depositato

Il Consiglio federale è incaricato di abrogare il freno all'indebitamento con effetto immediato e fino a quando la Svizzera non sarà uscita dalla fase di recessione dovuta alla crisi economica mondiale.

Motivazione

Il presidente Obama lo ha capito e sta mettendo in pratica quanto dicono rinomati economisti nazionali ed esteri come il premio Nobel Paul Krugman, ossia che alla luce dell'attuale crisi economica gli Stati devono confezionare programmi congiunturali voluminosi e quindi indebitarsi. Al fine di rilanciare l'economia reale, in una fase di profonda recessione sono necessarie svariate misure, in particolare anche finanziarie. A sostegno di questa richiesta non vi sono solo studi scientifici, ma anche esperienze ben concrete. Dopo la crisi che lo ha colpito nel 1990/91, il Giappone ha agito con la stessa logica del freno all'indebitamento. Il risultato di questa rigida politica del risparmio è distruttivo: una lunga recessione (fino al 2003!) e un'esplosione dell'indebitamento. Oggi, l'indebitamento del Giappone è del 170 per cento rispetto al PIL, mentre prima della crisi, alla fine degli anni Ottanta, era del 70 per cento. La recessione ci regalerà perdite fiscali, la crisi finanziaria pure. Se durante questa fase dobbiamo rispettare il freno all'indebitamento, il quale esige di mantenere le uscite sui livelli delle entrate, i pacchetti di risparmio saranno inevitabili. Questo impedisce un comportamento finanziario anticiclico della Confederazione, renderà impossibili investimenti in progetti concernenti i trasporti pubblici, la formazione, il settore delle energie rinnovabili, le opere di protezione contro i pericoli naturali e, attraverso le misure di risparmio, ridurrà il potere d'acquisto dei cittadini. Affinché tutto questo possa essere impedito, il freno all'indebitamento deve essere temporaneamente abrogato.

Parere del Consiglio federale del 26.08.2009

Il legislatore ha strutturato il freno all'indebitamento consapevolmente in maniera compatibile con la congiuntura. Le uscite massime ammesse si basano sulle entrate rettificate dell'influsso congiunturale. Attualmente ciò significa che la diminuzione delle entrate in seguito alla recessione non deve essere compensata con riduzioni delle uscite, ma è consentito un deficit congiunturale dello stesso ordine di grandezza (legato a un aumento corrispondente dell'indebitamento). Il deficit ammesso nel preventivo 2010 di 2,4 miliardi di franchi dimostra in maniera convincente che questo meccanismo funziona anche con un calo del PIL insolitamente forte - grazie al margine d'azione concesso dal freno all'indebitamento non sono state necessarie misure di risparmio nonostante la diminuzione delle entrate. Al contrario era ancora disponibile un margine di manovra per altre misure volte a stabilizzare attivamente la congiuntura.

Inoltre, va sottolineato che il freno all'indebitamento è dotato di una regola per le situazioni eccezionali che consente in caso di grave crisi di effettuare spese straordinarie. Si possono quindi sempre introdurre misure discrezionali a livello di politica finanziaria a complemento dell'effetto descritto degli stabilizzatori automatici - il freno all'indebitamento continua a consentire al Consiglio federale e al Parlamento la flessibilità necessaria nella politica finanziaria.

Il freno all'indebitamento svolge un ruolo decisivo nel concetto di stabilizzazione del Consiglio federale. In questa situazione delicata, esso consente di mantenere un equilibrio fra politica congiunturale a breve termine e contenimento del debito a medio termine. Solo se, con le finanze della Confederazione, si riesce a rimanere nelle prescrizioni del freno all'indebitamento, la Svizzera potrà mantenere il margine di manovra politico-finanziario necessario anche per la prossima crisi. In tal modo si rafforzerà altresì l'efficacia delle misure di politica congiunturale nelle crisi future. Gli attori economici non devono temere alcun aumento dell'indebitamento - né il pericolo connesso di aumenti delle imposte - e possono quindi prescindere da un maggior risparmio, che diminuirebbe l'effetto delle misure di stabilità politica.

Infine, si deve notare che il freno all'indebitamento è ancorato nella Costituzione federale (art. 126 della Costituzione; RS 101). Un'abrogazione richiede quindi un referendum obbligatorio (art. 140 cpv. 1 lett. a della Costituzione), per cui non è possibile agire rapidamente come richiesto dall'autrice della mozione.

Proposta del Consiglio federale del 26.08.2009

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

 
 

Cronologia / verbali

DataConsiglio 
15.09.2009 CN Reiezione.
 
 

Soggetti (in tedesco):

Aiuto

Ergänzende Erschliessung:

24

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