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Curia Vista - Atti parlamentari

09.4189 – Interpellanza

Rimpatrio in Grecia di richiedenti l'asilo minorenni

Depositato da
Data del deposito
10.12.2009
Depositato in
Consiglio degli Stati
Stato attuale
Liquidato
 

Testo depositato

Il 10 febbraio 2009 la Svizzera ha deciso di non rimpatriare in Grecia determinati gruppi di persone particolarmente esposti del settore dell'asilo: si tratta di persone anziane, famiglie con figli minorenni, minori non accompagnati o persone malate. Tale decisione si è resa necessaria poiché le condizioni nel settore dell'asilo in Grecia stanno degenerando e le procedure condotte sono insufficienti. A quanto pare i richiedenti l'asilo vengono addirittura caricati su camion e trasportati oltre confine in Turchia in operazioni condotte in tutta segretezza.

1. Il modo di procedere della Grecia è compatibile con l'accordo di Dublino? Tale accordo non dovrebbe essere denunciato quando i rimpatri non possono più essere effettuati in Paesi aderenti come la Grecia?

2. In caso affermativo, perché la Svizzera in quanto Stato depositario della Convenzione di Ginevra non rammenta alla Grecia i suoi obblighi umanitari? La Svizzera o l'UE imporranno sanzioni contro la condotta della Grecia o intendono farlo?

3. In caso negativo, perché la Svizzera non adotta provvedimenti più incisivi nei confronti dei richiedenti l'asilo, considerati i problemi che sussistono nell'ambito dell'asilo anche nel nostro Paese?

4. Come si differenza l'esecuzione dell'accordo di Dublino nei singoli Stati aderenti?

5. L'accordo di Dublino produce i vantaggi promessi al popolo svizzero prima della votazione?

Risposta del Consiglio federale del 17.02.2010

1. La Grecia ha firmato sia la Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati sia altri accordi internazionali come la Convenzione europea sui diritti dell'uomo (CEDU). Il Consiglio federale non vede il motivo di rinunciare in linea generale a trasferire richiedenti l'asilo in Grecia. L'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha modificato la sua prassi soltanto decidendo di non rimpatriare fino a nuovo ordine le persone particolarmente vulnerabili, poiché nel corso della procedura d'asilo la Grecia non prevede misure adeguate per identificare e assistere in maniera appropriata tali persone, tra cui figurano anche richiedenti l'asilo minorenni. Questo modo di procedere corrisponde anche alla prassi adottata dalla maggior parte degli altri Stati Dublino.

2. Nel 2008 la Commissione europea ha avviato dinanzi alla Corte di Giustizia delle Comunità europee (CGCE) una procedura d'infrazione nei confronti della Grecia, che non aveva attuato determinate disposizioni legali. La Grecia ha proceduto agli adeguamenti del caso e ad ottobre 2008 la Commissione europea ha ritirato la propria denuncia. Il 3 novembre 2009 la Commissione europea ha annunciato alla Grecia, per lettera, l'avvio di una nuova procedura d'infrazione. Sono inoltre previste diverse misure tese a migliorare l'assistenza e l'alloggio dei richiedenti l'asilo, nonché a sgravare la Grecia. Attualmente il Consiglio federale non vede pertanto alcun motivo di rammentare alla Grecia i suoi obblighi.

3. Il Consiglio federale fa tutto il possibile per ridurre l'attrattiva della Svizzera quale Paese di destinazione per migranti irregolari non bisognosi di protezione, adottando provvedimenti concreti quali, in particolare, la designazione di Paesi sicuri, l'esecuzione coerente della procedura Dublino, l'evasione accelerata delle domande d'asilo, l'esclusione delle persone definitivamente respinte dall'aiuto sociale e il loro rimpatrio sistematico.

4./5. La procedura Dublino disciplina soltanto la competenza di un determinato Stato Dublino per l'esame di una domanda d'asilo. La cooperazione Dublino si propone di evitare domande multiple. L'esperienza maturata con gli Stati Dubino dimostra che questi Paesi, Grecia compresa, si attengono alle regole di competenza che costituiscono il contenuto fondamentale della cooperazione Dublino. Tuttavia Dublino non uniforma le procedure nazionali in materia di asilo e di allontanamento nell'area Dublino; il diritto e la prassi in materia di asilo possono pertanto differire nei singoli Stati Dublino.

Finora la Svizzera ha potuto trasferire in altri Stati Dublino molte più persone di quelle che ha dovuto riprendere in virtù dell'accordo di associazione a Dublino (AAD). Dall'attuazione dell'accordo, il 12 dicembre 2008, fino al 31 dicembre 2009 la Svizzera ha infatti chiesto il trasferimento di 6041 persone in un altro Stato Dublino che reputava competente per l'esecuzione della procedura d'asilo. La richiesta è stata accolta per 4590 persone ed è tuttora pendente per 586 persone. Soltanto in 865 casi non è stata applicata la procedura Dublino. Attualmente la Svizzera vanta pertanto una quota di richieste accolte superiore a quella registrata in media in tutti gli Stati Dublino. In complesso la cooperazione con i Paesi aderenti all'AAD si è ben sviluppata e le esperienze maturate sono positive. In tale contesto il Consiglio federale non vede alcun motivo di denunciare l'AAD.

 
 

Cronologia / verbali

DataConsiglio 
18.03.2010 CS Liquidato.
 

Camera prioritaria

Consiglio degli Stati

 
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