Testo depositato
Il 22 settembre 2008, il Consiglio federale ha accolto all'unanimità la mozione 07.3280 della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET) "Per una politica degli agglomerati della Confederazione", che era stata già accettata dal Consiglio nazionale in qualità di Camera prioritaria. Tale mozione si proponeva di sancire i programmi d'agglomerato nella legge sulla pianificazione del territorio (LPT), legittimare il loro sostegno da parte della Confederazione e coordinare la politica degli agglomerati con le altre politiche settoriali. L'ottobre scorso, basandosi sui risultati della procedura di consultazione da esso lanciata, il Consiglio federale ha deciso di rinunciare a una revisione totale della LPT e di procedere a delle revisioni parziali. In particolare, il collegio intende presentare un controprogetto indiretto all'iniziativa per il paesaggio nella primavera del 2010 e pianificare una seconda tappa della revisione nel corso dello stesso anno. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. È disposto a tenere conto delle esigenze urbane rappresentate specificamente dalle aree industriali e a non limitarsi a elaborare disposizioni per la densificazione edilizia delle nuove zone edificabili?
2. È pronto ad applicare meglio l'articolo 50 della Costituzione federale e a coinvolgere le città nel processo di delimitazione e di coordinamento delle zone edificabili che spesso interessano il territorio di più comuni?
3. È in grado di rispettare lo scadenzario annunciato nell'ottobre del 2009 e di iscrivere i progetti d'agglomerato nella legge già nel 2010?
Risposta del Consiglio federale
del
24.02.2010
Il 21 ottobre 2009, come ha ricordato l'autore dell'interpellanza, il Consiglio federale ha deciso di procedere a una revisione in due tappe della legge federale del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio (LPT; RS 700). Nel corso della sua seduta del 20 gennaio 2010, il collegio ha avviato la prima revisione parziale della LPT proponendola come controprogetto indiretto all'iniziativa "Spazio per l'uomo e la natura", la cosiddetta iniziativa per il paesaggio. Come detto, questa prima tappa restringe il proprio campo d'azione alle tematiche sollevate dagli autori dell'iniziativa per il paesaggio; vale a dire, lo sviluppo degli insediamenti. Gli altri ambiti in cui è necessaria una revisione, ma che non sono in relazione con l'iniziativa popolare (come ad esempio una maggiore considerazione degli spazi funzionali e l'iscrizione nella legge sulla pianificazione del territorio dei programmi d'agglomerato), verranno trattati in una seconda fase. I relativi lavori preparatori sono previsti per il 2010.
Risposte alle singole domande:
1. Nel quadro della prima revisione parziale della LPT, i principi pianificatori di cui all'articolo 3 capoverso 3 vengono integrati con una nuova lettera abis. Questa aggiunta prevede misure per sfruttare meglio le superfici dismesse o le superfici non sufficientemente usate nelle zone edificabili. Il Consiglio federale si è già tuttavia attivato per promuovere la riqualificazione delle aree industriali e artigianali dismesse, adottando il 18 giugno 2008 un piano di misure ad hoc. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) sta attualmente elaborando una piattaforma nazionale per le aree industriali dismesse che presenta, tra l'altro, un inventario - stilato su base volontaria - delle aree più competitive sul mercato e un manuale pratico per tutti i gruppi target. Inoltre, l'UFAM esamina come ottimizzare le condizioni quadro economiche e giuridiche del settore. Dal canto suo, l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) ha sostenuto due progetti innovativi nei cantoni di Vaud e Lucerna - focalizzati esclusivamente sulla riqualificazione di aree industriali dismesse - al fine di raccogliere esperienze concrete e di metterle a disposizione per altri progetti. L'ARE intende promuovere anche nei prossimi anni progetti innovativi del genere.
2. La revisione parziale della LPT adottata dal Consiglio federale prevede un nuovo articolo 8a secondo il quale le espansioni delle superfici insediative dovranno essere armonizzate nel piano direttore regionale. Al riguardo, l'articolo 15 capoverso 2 disciplina ora esplicitamente, nell'ambito della definizione delle zone edificabili, che "l'ubicazione e le dimensioni delle zone edificabili devono essere coordinate al di là dei confini comunali". Queste disposizioni sottolineano chiaramente il fatto che la pianificazione non deve fermarsi alle frontiere politiche. Le città e i comuni, tramite le loro rispettive organizzazioni nazionali, sono stati coinvolti nell'elaborazione del disegno di legge. È inoltre previsto che essi siano sollecitati ulteriormente in vista della seconda fase di revisione, in particolare per la tematica relativa agli spazi funzionali e ai programmi d'agglomerato. Per quel che riguarda l'istituzione di zone edificabili in relazione agli spazi funzionali, va ricordato che quasi tutte le città collaborano attivamente alla preparazione dei progetti modello e dei programmi d'agglomerato nell'ambito della relativa politica settoriale della Confederazione.
3. Nell'ottobre 2009, come spiegato all'inizio della presente risposta, lo scadenzario prevedeva per il 2010 unicamente l'inizio dei lavori preparatori, ma non che la seconda fase della revisione della LPT assumesse già nello stesso anno la forma di un disegno di legge concreto. Per contro, è effettivamente previsto che i programmi d'agglomerato vengano inseriti nella legge.