Zum Inhalt
Versione stampa

Curia Vista - Atti parlamentari

10.3721 – Mozione

Aggiustare il tiro della politica migratoria

Depositato da
Data del deposito
29.09.2010
Depositato in
Consiglio degli Stati
Stato delle deliberazioni
Accolto
 

Testo depositato

Il Consiglio federale è incaricato di proporre misure atte a controllare l'immigrazione degli ultimi anni.

Motivazione

L'attività migratoria verso la Svizzera correlata alla libera circolazione delle persone non è stata così limitata come previsto, anzi si constata un'immigrazione massiccia, che a medio termine porrà il nostro Paese dinanzi a grandi problemi. Negli ultimi due anni la popolazione è aumentata di 200 000 abitanti. L'Ufficio federale di statistica prevede, in uno scenario a medio termine, che la popolazione toccherà quota nove milioni. Nuovi studi prevedono che tale numero potrebbe essere raggiunto già nel 2020. Uno studio internazionale ha definito la Svizzera il Paese d'immigrazione più attrattivo.

Già oggi vi sono nel nostro Paese 190 abitanti per chilometro quadrato, la pressione urbanistica è sempre maggiore. Nonostante numerose naturalizzazioni, la quota di stranieri raggiungerà in pochi anni il 30 per cento, senza tenere conto dei "sans papier" (100-300 000), dei numerosi richiedenti l'asilo e degli attuali oltre 200 000 frontalieri.

A breve termine, tale andamento può essere interessante sul piano economico: agevola il reclutamento del personale (mancante) e risulta anche in impulsi di crescita provocati dal maggior numero di consumatori. Osservando con maggior attenzione si constata tuttavia rapidamente che si tratta soprattutto di impulsi quantitativi di crescita. Tale andamento non supera un esame qualitativo.

Occorre considerare in particolare quanto segue:

- Più lavoratori sgravano soltanto a breve termine le assicurazioni sociali. Non appena gli immigrati raggiungono l'età della pensione è necessaria un'immigrazione ancora maggiore per garantire le rendite di tutti.

- La forte crescita della popolazione spinge i prezzi degli immobili alle stelle, costringendo le giovani famiglie a trasferirsi altrove per il semplice motivo che non possono più permettersi di abitare in determinate località.

- La maggiore domanda fa proliferare l'edificazione nel nostro Paese.

- Gli sviluppi illustrati gravano sempre più anche sulle nostre infrastrutture stradali e sui trasporti pubblici.

- Nell'ambito formativo sarebbe molto più saggio promuovere la formazione della nostra popolazione invece di importare lavoratori specializzati, sebbene ciò appaia finanziariamente più vantaggioso a breve termine.

- L'integrazione nelle nostre scuole pubbliche diventa sempre più difficile. Ciò comporta tensioni tra la popolazione indigena e quella straniera.

- La popolazione indigena perde sempre più la sua identità ed è sempre più scontenta.

- Gli sviluppi menzionati comportano notevoli problemi in materia di sicurezza.

Queste sono alcune delle ripercussioni dell'attuale immigrazione incontrollata. È importante che il Consiglio federale affronti approfonditamente la situazione, avanzando proposte tese a stabilizzare a un livello ragionevole la popolazione svizzera.

Parere del Consiglio federale del 24.11.2010

Dall'entrata in vigore dell'sccordo sulla libera circolazione delle persone (ALC), il 1° giugno 2002, il Consiglio federale osserva e analizza costantemente gli sviluppi e le ripercussioni dell'accordo. Grazie ad analisi empiriche regolari dispone di dati aggiornati relativi all'immigrazione e alla sua importanza per la Svizzera.

In seguito all'introduzione dell'ALC, l'immigrazione dai Paesi dell'UE/AELS ha acquisito grande importanza e attualmente supera quella dai Paesi non membri dell'UE/AELS. A fine agosto 2010 il numero di cittadini di Paesi terzi ammontava a 616 613 persone. L'aumento registrato in un anno (rispetto a fine agosto 2009) è stato pari ad appena lo 0,4 per cento. Tale evoluzione corrisponde alla politica migratoria del Consiglio federale e al sistema di ammissione, mediante il quale dai Paesi non membri dell'UE/AELS possono essere reclutati soltanto lavoratori particolarmente qualificati.

Il livello dell'immigrazione rispecchia l'andamento congiunturale e dipende alla domanda di lavoratori in Svizzera. Nel 2009 e nel primo semestre del 2010 si è registrata una diminuzione dei permessi di dimora (B) rilasciati a cittadini dell'UE-17/AELS: da gennaio a dicembre 2009 i permessi B rilasciati per cinque anni sono diminuiti del 32 per cento rispetto all'anno precedente. Da gennaio a fine agosto 2010 il numero di permessi B rilasciati è stato inferiore di circa il 7,5 per cento a quello registrato nel medesimo periodo del 2009.

L'83 per cento degli stranieri immigrati in Svizzera tra il 2002, ossia dopo l'entrata in vigore dell'ALC, e il 2008 disponevano di almeno un diploma di istruzione secondaria; il 53 per cento di un diploma di istruzione nel campo del settore terziario.

Il 1° giugno 2004 sono entrate in vigore le cosiddette misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone, tese a scongiurare il rischio di dumping salariale e sociale. Il 1° aprile 2006 è stata inoltre ulteriormente potenziata l'efficacia e l'esecuzione di tali misure in vista dell'estensione dell'ALC agli otto Stati membri. I rapporti finora redatti in merito all'attuazione delle misure accompagnatorie hanno mostrato che i controlli sono effettuati in tutti i settori su scala nazionale e che gli stipendi sono in gran parte rispettati. Il 1° gennaio 2010 sono state poste in vigore misure mirate, tese a migliorare ulteriormente l'esecuzione.

Inoltre, il 24 febbraio 2010 il Consiglio federale ha adottato un pacchetto di misure che include provvedimenti tesi a contrastare gli abusi e le irregolarità in materia di soggiorno e di prestazioni sociali (p. es. soltanto permessi di breve durata per i lavoratori temporanei, nessun ricongiungimento familiare senza un alloggio adeguato, scambio di informazioni tra le autorità d'esecuzione dell'AD, dell'aiuto sociale e le autorità competenti in materia di migrazione).

Nell'ambito della Conferenza tripartita sugli agglomerati, Confederazione, cantoni e comuni hanno emanato congiuntamente raccomandazioni per lo sviluppo della politica integrativa svizzera nel contesto dell'ALC in base alle quali il Consiglio federale avanzerà proposte tese ad adeguare le basi legali in materia di integrazione come pure la promozione dell'integrazione a livello federale (rapporto del 5 marzo 2010 concernente lo sviluppo della politica integrativa della Confederazione).

L'apertura del mercato del lavoro e la conseguente immigrazione di lavoratori provenienti dagli Stati membri dell'UE hanno avuto ripercussioni positive per le assicurazioni sociali finanziate secondo il principio della ridistribuzione, quali l'AVS o l'AI. Le statistiche mostrano che attualmente i contributi versati dai cittadini dell'UE-25 eccedono di gran lunga le prestazioni che essi percepiscono.

Nel quadro del rapporto dell'Osservatorio, pubblicato annualmente, la SECO esamina insieme all'UFM e all'UST le ripercussioni dell'ALC sull'immigrazione, il mercato del lavoro e le assicurazioni sociali. A complemento del rapporto dell'Osservatorio, il Consiglio federale elaborerà o commissionerà anche in futuro studi che analizzeranno più in dettaglio le conseguenze della libera circolazione delle persone per lo sviluppo della Svizzera sul piano economico, sociale, culturale e della pianificazione del territorio. In tale contesto saranno trattate anche le ripercussioni dell'ALC sull'infrastruttura dei trasporti, il mercato degli alloggi, la pianificazione del territorio, la formazione, l'integrazione e la sicurezza pubblica.

Infine, nell'ambito del postulato Bischof 09.4311 sarà elaborato un rapporto sul controllo della migrazione attualmente praticato e sull'ulteriore sviluppo della politica migratoria svizzera.

In base alle osservazioni finora effettuate si può pertanto affermare che l'immigrazione dipende dalle esigenze economiche e rappresenta un valore aggiunto qualitativo per la Svizzera. I vantaggi dell'ALC superano ampiamente i costi. Alla luce di tali considerazioni occorre respingere la mozione.

Proposta del Consiglio federale del 24.11.2010

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

 
 

Cronologia / verbali

Data Consiglio  
16.12.2010CSAdozione.
13.04.2011CNAdozione.
02.06.2014CNStralcio dal ruolo.
Nel contesto della trattazione dell'affare 14.006
10.06.2014CSStralcio dal ruolo.
Nel contesto della trattazione dell'affare 14.006
 
 
 
Vi trovate qui: Il Parlamento svizzero > Ricerca > Geschaefte