Testo depositato
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Qual è lo stato dei negoziati internazionali relativi al contributo dato dall'agricoltura alla riduzione di CO2?
2. A che punto siamo con la creazione di un sistema di inventariazione menzionato nel messaggio sulla revisione della legge sul CO2?
3. Le necessarie risorse finanziarie e umane sono disponibili?
4. Quando potremo disporre di affermazioni attendibili e complete sulle fonti di emissione e i pozzi di CO2 derivanti dai suoli utilizzati a scopi agricoli?
5. In che misura il Consiglio federale intende considerare nell'ulteriore sviluppo della politica agricola le conoscenze acquisite in merito alle prestazioni fornite dall'utilizzazione del suolo quale fonte di emissione e dai pozzi di CO2?
Motivazione
I suoli che a lungo termine assorbono più carbonio di quanto ne emettano fungono da cosiddetti pozzi. La formazione di humus o il mantenimento dei pozzi di carbonio nel suolo è positivo dal punto di vista della protezione del clima. Se il Paese lo richiede, le prestazioni fornite dai pozzi di CO2 possono essere computate nell'ambito del raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni. La condizione è che sia possibile fornire la prova. Vista l'importanza globale dei pozzi di carbonio, nei negoziati internazionali si discute se introdurre, in futuro, l'obbligo di allestire un rapporto sulle fonti di emissione e sui pozzi di CO2. A tal fine, i Paesi devono sviluppare un sistema di inventariazione adeguato.
I suoli al di fuori del bosco sono utilizzati soprattutto a scopi agricoli. In Svizzera si parte dal principio che con l'attuale gestione agricola i pozzi di carbonio derivanti dal suolo saranno ridotti piuttosto che aumentati. La quantità di dati disponibili relativi ai tenori e ai flussi di carbonio è tuttavia insoddisfacente. Secondo il messaggio relativo alla revisione della legge sul CO2 si vuole creare un inventario entro fine 2012.
Indipendentemente dai negoziati internazionali, la Svizzera fa bene a migliorare i dati di base, a sviluppare un sistema di inventariazione e a introdurre bilanci dell'humus. I suoli fertili ricchi di humus sono, nel contesto climatico, un'importante premessa per una produzione sicura di generi alimentari. Tali suoli hanno un'ottima capacità di ritenuta dell'acqua e sono meglio adattati agli eventi climatici estremi che si presumono molto più frequenti con il clima del futuro.
Risposta del Consiglio federale
del
24.11.2010
1. Nel quadro dei negoziati internazionali sul clima si discute in che misura le fonti di emissione e i pozzi di CO2 agroforestali debbano essere riportati nell'inventario nazionale dei gas serra a partire dal 2012. Si prevede che l'obbligo di includere le fonti e i pozzi agricoli sarà introdotto solo a medio termine a causa delle insicurezze metodiche e della disponibilità dei dati. Il computo delle fonti e dei pozzi derivanti dalle attività agroforestali dovrebbe in un primo tempo rimanere volontario, a meno che una determinata attività non sia già stata scelta per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione secondo il Protocollo di Kyoto. La Svizzera ha deciso di computare le fonti di emissione e i pozzi di CO2 dovuti alle attività forestali nell'obiettivo di Kyoto (riduzione dell'8 per cento entro il 2012 rispetto al 1990), ma di non considerare quelli agricoli riconducibili alla gestione dei seminativi e dei terreni da pascolo.
2./4. Se si tiene conto del fatto che, con molta probabilità, in futuro sarà obbligatorio presentare un rapporto sulle emissioni derivanti dallo sfruttamento agricolo del suolo è inevitabile per la Svizzera sviluppare una metodologia specifica e migliorare la base dei dati.
L'Ufficio federale dell'ambiente gestisce assieme all'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) la rete nazionale di osservazione dei suoli, che ogni cinque anni analizza campioni di suolo in oltre cento siti caratterizzati da forme di utilizzo diverse. Tuttavia, in considerazione del fatto che i suoli sono molto eterogenei, i dati rilevati non consentono per ora di trarre conclusioni generali sull'evoluzione dei tenori di carbonio nel suolo. Nei prossimi anni, la base dei dati sarà progressivamente migliorata in collaborazione con i cantoni e le istituzioni. Il potenziale del suolo quale fonte di emissione e di pozzo di CO2 potrà essere determinato solo tenendo conto di questi dati supplementari. Secondo le conoscenze attuali, il potenziale dell'agricoltura svizzera è comunque molto esiguo. I dati relativi al suolo necessari per la creazione di un sistema di inventariazione sarebbero disponibili al più presto fra cinque anni. Un simile sistema di inventariazione non consente tuttavia ancora di creare un vero e proprio sistema per la determinazione dei tenori di carbonio nei suoli agricoli sul territorio svizzero. Oltre all'elaborazione dei dati relativi al suolo dovrà essere sviluppato un sistema integrale per un'inventariazione continua che consenta di valutare il tenore di carbonio sull'intero territorio nazionale in base alle misurazioni puntuali. Questo sistema si dovrà in larga misura basare sui metodi esistenti, procedendo tuttavia a una differenziazione fra l'impatto antropico dovuto alle pratiche agricole e gli influssi naturali, a una quantificazione delle insicurezze della valutazione, a una rappresentazione trasparente dei risultati e a una verifica della qualità dei dati.
3. Con l'adozione del messaggio concernente la politica climatica della Svizzera dopo il 2012, il Consiglio federale ha preso atto del fabbisogno supplementare di personale, risultante in parte dalle maggiori esigenze relative ai rapporti internazionali sulle emissioni di gas serra, e ha previsto le risorse supplementari di personale nel preventivo 2011. All'UFAG è quindi stato attribuito un posto a metà tempo e all'Istituto di ricerca Agroscope un posto a tempo pieno per lo sviluppo e la gestione del sistema di inventariazione per il monitoraggio dei tenori di carbonio dei suoli. Per la determinazione del potenziale supplementare di riduzione e della necessità di adattamento nell'agricoltura con successiva integrazione nella politica agricola presso l'Istituto di ricerca Agroscope è previsto un ulteriore posto a metà tempo e presso l'UFAG un posto a tempo pieno. Il Parlamento deve ancora approvare il relativo aumento del credito del personale nell'ambito del dibattito sul preventivo.
5. L'UFAG sta attualmente elaborando una strategia sul clima nel settore agricolo. Tale strategia sarà pubblicata nel 2011 sotto forma di rapporto e dovrà rappresentare la base per un'ulteriore precisazione delle possibili misure di adattamento e di riduzione come pure per la loro attuazione nel quadro dell'ulteriore sviluppo della politica agricola. La base di dati per la valutazione del suolo quale fonte di emissione o di pozzo di CO2 sarà disponibile fra pochi anni. In tal modo saranno creati i presupposti per imperniare maggiormente la gestione sostenibile del suolo nel quadro della politica agricola da un lato sul miglioramento degli effetti dei pozzi di CO2 in ambito agricolo e, dall'altro, sulla riduzione delle emissioni provocate dallo sfruttamento agricolo del suolo. Tenuto conto dello scarso potenziale di riduzione atteso in futuro non è probabile che le misure di incentivazione dei pozzi di CO2 assumano una particolare importanza nell'ottica della politica agricola.