Testo depositato
La Tunisia non ha bisogno "soltanto" di aiuti umanitari ed economici. Il movimento democratico in Tunisia è assolutamente primordiale per garantire un futuro di democrazia a tutto il mondo arabo e anche oltre. Perciò la Svizzera è tenuta ad adoperarsi in Tunisia con particolare impegno. In questo senso, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale condivide questo apprezzamento della situazione?
2. È pronto a mettere a disposizione mezzi speciali per sostenere il duraturo affermarsi del movimento di democratizzazione in Tunisia?
3. Ritiene concepibile che si possa elaborare, insieme alle persone e ai comitati responsabili in Tunisia della transizione e della trasformazione, un piano generale che definisca, coordini e accompagni gli sforzi particolari compiuti in tutti i possibili settori (democratizzazione delle forze di polizia, rafforzamento delle strutture comunali di autogestione, promozione del turismo dolce e delle energie rinnovabili, scambio di apprendisti, preparazione di libere ed eque elezioni per l'assemblea costituente e il supporto e l'accompagnamento della stessa e altro ancora)?
4. Il Consiglio federale è disposto non solo a informare regolarmente la popolazione svizzera a tale riguardo, ma anche a motivarla in modo particolare a sostenere la democratizzazione della Tunisia e a spiegare per quali ragioni il futuro della nostra democrazia dipende anche dalla riuscita del processo di democratizzazione in Tunisia?
Risposta del Consiglio federale
del
07.09.2011
1. La Tunisia ha un ruolo importante ed è una fonte d'ispirazione nel contesto degli eventi che si succedono in Nordafrica, poiché è il primo Paese in cui le manifestazioni della popolazione hanno provocato la caduta del regime autocratico. Tuttavia, a causa del loro diverso sviluppo, per i Paesi della regione non è sempre possibile rifarsi all'esperienza tunisina.
2. L'11 marzo 2011, il Consiglio federale ha fissato le priorità per la sua attività in Nordafrica volte a sostenere il passaggio alla democrazia e riforme strutturali. Tuttavia, l'obiettivo di una maggiore partecipazione dei tunisini alla vita politica ed economica può essere raggiunto solo attraverso un profondo mutamento sociale, politico ed economico. Poiché i suoi punti forti si situano nell'ambito della promozione della pace e dei cambiamenti democratici, la Svizzera s'impegna per sostenere questi processi e fornisce un aiuto tecnico e mirato ai partner interessati. In questo senso, nei prossimi anni la Svizzera intende realizzare in modo coordinato, coerente e complementare programmi e progetti volti a soddisfare le esigenze in loco e concentrarsi in particolare sul passaggio alla democrazia, sulla promozione economica e sulla gestione sostenibile della migrazione in Tunisia.
Grazie a un budget ammontante a circa 63 milioni di franchi per gli anni 2011 e 2012, l'impegno della Svizzera in Nordafrica è considerevole. Nell'ambito di questa strategia globale della Confederazione, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione, la Direzione politica del Dipartimento federale degli affari esteri, la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e l'Ufficio federale della migrazione coordinano le loro attività per attuare la strategia per il Nordafrica. Attualmente a Tunisi si sta creando un ufficio di programma della Svizzera per cooperare in stretto partenariato con le autorità tunisine. L'impegno svizzero deve rispondere alle esigenze della Tunisia, al fine di garantire che il nostro sostegno apporti un plusvalore agli sforzi delle autorità in loco.
3. Il passaggio alla democrazia non è un processo lineare. Si deve lasciare ai tunisini il tempo di riflettere su come intendono fondare un nuovo sistema politico e riorganizzare la società. Spetta a loro stabilire la tabella di marcia e la lista delle trattande. Una tappa importante di questo processo saranno le elezioni di un'assemblea costituente, previste per il 23 ottobre 2011, che per il popolo tunisino costituiscono l'opportunità di esprimersi sul futuro del proprio Paese. La Svizzera metterà a disposizione esperti nell'ambito delle missioni di osservazione elettorale dell'Unione europea e dell'Organizzazione internazionale della Francofonia. Già nel luglio del 2011 esperti svizzeri si sono recati in Tunisia per valutare le necessità delle autorità competenti nell'ambito del sostegno elettorale e per confermare la loro disponibilità a cooperare.
Per promuovere lo sviluppo di una società pluralistica e integrativa e la partecipazione attiva alle elezioni, la Svizzera sostiene in particolare un progetto volto a migliorare le competenze della società civile.
Attraverso la SECO, la Svizzera sostiene già programmi in vari settori in Tunisia. Vengono esaminati ulteriori progetti per promuovere il turismo sostenibile e in particolare progetti per utilizzare le energie rinnovabili in questo ambito.
La riforma delle forze di sicurezza costituisce un elemento fondamentale del sostegno svizzero alla transizione in Tunisia. In questo senso, la Svizzera collabora strettamente con il Centro ginevrino per il controllo democratico delle forze armate (DCAF), che gode di buona fama presso i partner tunisini. La prima fase di questa azione mira a elaborare un programma a lungo termine.
Nell'ambito del passaggio alla democrazia, la Svizzera vuole impegnarsi affinché i valori patrimoniali bloccati di origine illecita vengano restituiti alla popolazione tunisina il più presto possibile.
4. Dalla caduta del governo di Ben Ali il Dipartimento federale degli affari esteri ha ricevuto numerose domande e iniziative della società civile svizzera in relazione al sostegno della transizione democratica. Attraverso l'ambasciata di Svizzera in Tunisia e gli uffici federali interessati è stato possibile stabilire vari contatti tra i rappresentanti della società civile svizzera e tunisina. Grazie al sostegno di una casa editrice romanda, la comunità tunisina in Svizzera ha potuto, per esempio, raccogliere numerosi libri e consegnarli a incaricati culturali e biblioteche in varie regioni della Tunisia. Tali impegni sono graditi e rappresentano un sostegno importante per la transizione in Tunisia.