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Curia Vista - Atti parlamentari

11.3271 – Interpellanza

Inchiesta su eventuali attività criminali dell'UCK in Svizzera

Depositato da
Data del deposito
18.03.2011
Depositato in
Consiglio nazionale
Stato delle deliberazioni
Liquidato
 

Testo depositato

In un rapporto del Consiglio d'Europa del dicembre 2010, basato sui lavori del consigliere agli Stati Dick Marty, sono state formulate gravi accuse nei confronti di alti dirigenti del Kosovo. Per la Svizzera l'accertamento dei fatti è importante, poiché negli anni Novanta le persone coinvolte erano state da noi riconosciute come rifugiati politici ed è possibile che all'epoca il nostro Paese sia stato utilizzato come base da organizzazioni criminali. Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Che cosa intende fare per attuare la risoluzione del Consiglio d'Europa intesa a far luce su organizzazioni criminali eventualmente coinvolte nel presunto traffico di organi umani in Kosovo?

2. Su un conto dell'UCK presso la Banca alternativa di Olten sono stati apparentemente depositati (soprattutto nel 1998) fondi provenienti da tutto il mondo. Il Ministero pubblico della Confederazione ne ha ordinato il blocco? In caso affermativo, quali persone, istituzioni, organizzazioni e banche erano coinvolte? Quando e perché il blocco è stato revocato?

3. Negli anni 1991-2002 è stato esportato materiale bellico svizzero in Kosovo, rispettivamente in Serbia? In caso affermativo, chi erano gli esportatori, gli speditori e i destinatari finali? Esistono corrispondenti autorizzazioni per l'esportazione e il transito di materiale bellico nonché licenze doganali d'esportazione? In caso affermativo, chi le ha rilasciate?

4. Corrisponde al vero che nel 2001 a Tetovo in Kosovo, oltre ad armi cinesi, sono anche state trovate armi svizzere, segnatamente fucili di precisione? Che cosa sanno le autorità svizzere (per es. il DFGP, l'AFD, il SAP, il Ministero pubblico della Confederazione) in merito? I membri dell'UCK soggiornanti in Svizzera violarono la legislazione sul materiale bellico, sul controllo dei beni a duplice impiego, sulle armi o sul riciclaggio di denaro? In caso affermativo, quali misure furono adottate?

5. È esatto che nei rapporti sulla protezione dello Stato per il periodo 1997/98 l'UCK era ancora qualificato come gruppo estremista violento e criminale, mentre tale qualifica è stata soppressa un anno più tardi? In caso affermativo, quali sono stati i motivi di questo cambiamento? Perché in Svizzera non sono state avviate - perlomeno per il periodo 1997/98 - inchieste penali o in materia di diritto degli stranieri? Perché nel caso dei dirigenti dell'UCK non è stato ordinato un allontanamento per messa in pericolo della sicurezza pubblica?

6. In considerazione del fatto che parte dei dirigenti dell'UCK di allora sono diventati membri del successivo governo del Kosovo, il Consiglio federale rimane tuttora dell'idea che era giusto che la Svizzera riconoscesse tanto prematuramente la sovranità del Kosovo?

Risposta del Consiglio federale del 18.05.2011

1. Il Consiglio federale condivide pienamente le richieste di trasparenza e giustizia contenute nella risoluzione 1782 dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Per questo motivo il Consiglio federale ha proposto anche di accogliere la mozione 11.3005 della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale concernente l'attuazione della risoluzione 1782.

Tramite il DFAE il Consiglio federale ha chiesto agli Stati coinvolti, e in particolare al Kosovo, di contribuire a far luce su tali accuse. Esso esige che le autorità competenti, compresa la missione dell'Unione europea EULEX, intraprendano le necessarie azioni legali. Le autorità federali competenti comunicano coerentemente questo messaggio nei loro contatti di politica estera inerenti a questa tematica.

La missione di giustizia e polizia dell'Unione europea in Kosovo (EULEX) è stata incaricata di assumere un ruolo centrale nella lotta contro l'impunità e nella rilettura del passato. Già oggi vari specialisti svizzeri messi a disposizione della missione operano attivamente in seno al gruppo incaricato dell'inchiesta sui crimini di guerra. In quanto terzo Stato partecipante alla missione, la Svizzera mantiene un dialogo regolare con EULEX sulle modalità del proprio impiego. Tramite i contatti diretti, verrà ora chiarito in che modo la Svizzera possa sostenere EULEX in questo compito che essa stessa definisce prioritario.

2. Conformemente all'articolo 73 capoverso 1 del Codice di procedura penale (CPP; RS 312.0) il Ministero pubblico della Confederazione è tenuto al segreto sui fatti di cui viene a conoscenza e sui provvedimenti investigativi. Sulla base di questo obbligo di mantenere il segreto e del principio della separazione dei poteri il Consiglio federale può affermare soltanto quanto segue: dal 1998 il Ministero pubblico della Confederazione ha avviato un'indagine preliminare di polizia giudiziaria per infrazione della legge sul materiale bellico e della legge sul controllo dei beni a duplice impiego in relazione ad acquisti di armi da parte dell'UCK.

Le indagini preliminari contro parecchi accusati sono state alla fine interrotte. L'ordine di desistenza si è reso necessario soprattutto perché gli accusati si erano sottratti con la fuga alle autorità penali svizzere o perché erano stati chiamati a rendere conto alle autorità penali albanesi. Altre procedure penali sono state delegate ai cantoni per ulteriori indagini e valutazioni. Nel contempo sono però stati incamerati i valori patrimoniali sequestrati.

3. Tra il 1991 e il 2002 alla Repubblica federale di Jugoslavia è stato fornito materiale bellico per un valore complessivo di 127 992 franchi. Nello specifico, nel 1991 sono state fornite sostanze chimiche per uso civile del valore di 93 294 franchi e armi da fuoco destinate a persone private del valore di 17 311 franchi. Nel 1992 e nel 1997 sono state esportate sostanze chimiche per uso civile del valore di 16 000 franchi e di 1387 franchi.

Le autorizzazioni per l'esportazione del materiale sono state rilasciate dal DDPS, allora competente in materia.

Per ragioni di tutela dell'affidamento non possono essere indicati i dati relativi ai richiedenti. Le Commissioni della gestione delle Camere federali hanno ottenuto le relative informazioni dal Consiglio federale nel quadro del rapporto di gestione annuale.

4. Nel 1998 una cittadina svizzera sposata con un Kosovaro ha acquistato armi e munizioni per un valore di circa un milione di franchi svizzeri. Tra le armi figuravano 195 fucili, di cui 115 fucili di precisione SSG 3000 per tiratori scelti. Inoltre, furono acquistate 20 pistole e oltre 6 tonnellate di munizioni di differenti calibri e inviate a Durazzo in container via mare. Alla fine di ottobre 1998 proprio questi container vennero controllati dalla dogana albanese di Durazzo e la merce venne sequestrata. Non è stato tuttavia possibile fare chiarezza in merito alla destinazione definitiva delle armi, per cui si parte dal presupposto che le armi e le munizioni siano giunte nella regione attraverso canali sconosciuti.

Nel 2000 il trafficante di questi acquisti d'armi è stato condannato in ultima istanza a una pena detentiva con la condizionale.

Ulteriori spiegazioni con i dettagli riguardo alla procedura penale sono contenuti nei rapporti sulla protezione dello Stato 1998 (pag. 57 segg., in particolare pag. 69/70), 1999 (pag. 49 segg., in particolare pag. 54), 2000 (pag. 64 segg., in particolare pag. 69/70) e nel rapporto sulla sicurezza interna 2001 (pag. 29).

5. Nel rapporto del 1999 sulla protezione dello Stato l'UCK figura, come negli anni precedenti, nel capitolo riguardante il terrorismo e l'estremismo violento, in cui è indicato che l'UCK si è sciolto ufficialmente il 20 settembre 1999 ed è rinato in una nuova struttura, la Kosovo Protection Force. Anche nel rapporto del 2000 sulla protezione dello Stato si fa riferimento all'UCK e alle organizzazioni che ne derivano. Nel 2001 il rapporto sulla sicurezza interna della Svizzera, che dallo stesso anno subentra ai rapporti sulla protezione dello Stato, si occupa dell'UCK sia nel capitolo "Terrorismo ed estremismo violento" sia nel capitolo "Criminalità organizzata e criminalità economica". I rapporti citano anche le inchieste penali condotte dalle autorità di perseguimento penale contro gli attivisti kosovari nonché le misure disposte dal Consiglio federale nell'estate del 2001 contro i rappresentanti dell'UCK in Svizzera (divieti d'attività, divieto d'entrata in Svizzera e minacce d'espulsione).

6. Come già esposto nella risposta all'interpellanza Bättig 10.1119 e al postulato Graber 10.4066, il Consiglio federale non ritiene che il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo sia stato affrettato o che avrebbe meritato un maggiore approfondimento. Al contrario, è tuttora convinto che questa decisione sia stata giusta e che sia stata presa al momento opportuno. Il Consiglio federale ha riconosciuto il Kosovo perché era convinto che questa nuova tappa della ricostruzione politica dell'Europa sudorientale andasse anteposta a qualsiasi altra soluzione e che il chiarimento dello statuto del Kosovo costituisse un presupposto per la stabilità e lo sviluppo socio-economico e politico dell'intera regione.

Per tale motivo il Consiglio federale manterrà anche in futuro l'impegno della Svizzera in Kosovo, che persegue il potenziamento dello Stato di diritto, la promozione della democrazia e lo sviluppo socio-economico.

 
 

Cronologia / verbali

Data Consiglio  
17.06.2011CNLa discussione è differita.
22.03.2013Tolto dal ruolo poiché pendente da più di due anni.
 
 
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