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Curia Vista - Atti parlamentari

11.3510 – Mozione

Collegare il necessario aiuto al Nordafrica alla politica dei rifugiati

Depositato da
Gruppo liberale radicale
Portavoce
Müller Philipp
Data del deposito
09.06.2011
Depositato in
Consiglio nazionale
Stato delle deliberazioni
Liquidato
 

Testo depositato

Si invita il Consiglio federale a garantire che il versamento degli aiuti finanziari e allo sviluppo accordati a Stati nordafricani in balía di rivolgimenti politici sia vincolato alla conclusione di accordi di riammissione dei richiedenti l'asilo respinti. Si chiede inoltre di insistere presso le organizzazioni multilarali, affinché gli aiuti finanziari, economici e allo sviluppo siano versati a questi Paesi solo a condizione che si impegnino a controllare le loro frontiere, a contenere i flussi di profughi e a riammettere i richiedenti l'asilo respinti.

Motivazione

Nel Nordafrica sono in corso rivolgimenti politici, fortemente segnati dalla mancanza di prospettive economiche per le giovani generazioni. Molte di queste persone fuggono in Europa in cerca di fortuna. Si tratta di rifugiati economici che la Svizzera non può e non deve accogliere. Il vertice del G8 ha promesso a questi Paesi ingenti aiuti finanziari. Anche la Svizzera sarà prima o poi confrontata con nuove richieste di aiuto. In tal caso, un eventuale aiuto dovrebbe essere collegato al rispetto di determinate condizioni. Questi Paesi dovrebbero stipulare accordi di riammissione con la Svizzera e tali accordi dovrebbero essere effettivamente applicati. Anche le organizzazioni multilaterali dovrebbero collegare l'aiuto al controllo delle frontiere per fermare i rifugiati in transito, alla lotta contro i passatori e alla rapida riammissione dei propri cittadini. La Svizzera deve insistere con forza presso le organizzazioni internazionali affinché impongano queste condizioni.

Parere del Consiglio federale del 07.09.2011

È nell'interesse della Svizzera che in Nordafrica e nel Medio Oriente vi sia una situazione stabile e democratica. Il Consiglio federale sostiene il processo di transizione nella regione con un programma che tiene conto delle richieste della Svizzera in materia di sicurezza, migrazione, politica economica ed energetica. Oltre che sull'aiuto umanitario, le misure si concentrano su tre ambiti: (1) transizione democratica, (2) sviluppo economico e posti di lavoro nonché (3) protezione e migrazione. Con il programma in Nordafrica il Consiglio federale adempie inoltre anche il suo mandato costituzionale di politica estera.

Riguardo allo sviluppo economico e alla riduzione della povertà, la Svizzera concentra i suoi sforzi nel miglioramento della formazione professionale e nella creazione di posti di lavoro in loco, in particolare per giovani donne e uomini disoccupati, nella promozione di piccole e medie imprese, nell'aumento della competitività, nella stabilità macroeconomica e nelle infrastrutture pubbliche, in particolare nel settore idrico. In tale contesto, la DSC e la SECO stanno valutando programmi e progetti; alcuni sono già in parte realizzati.

È indispensabile migliorare le prospettive economiche sul posto per offrire alternative alla migrazione in Europa. Il miglioramento duraturo della situazione politica, economica e sociale può dare al più presto ai giovani prospettive di vita nel loro Paese.

Il sostegno della Svizzera nell'ambito della protezione e della migrazione non si concentra solo sulla prevenzione della migrazione illecita, ma anche su vari aspetti della migrazione e della protezione. In vista di un dialogo sulla migrazione, si prevede di avviare gradualmente colloqui su questioni riguardanti la migrazione con le autorità competenti. La conclusione di un accordo sulla riammissione presuppone un dialogo che tenga conto degli interessi di tutti i partner interessati, tra cui, oltre alla questione della riammissione dei richiedenti l'asilo respinti, anche la protezione efficace dei rifugiati nelle regioni d'origine ("protection in the region") e il sostegno ai Paesi di prima accoglienza, visto che la maggior parte delle persone che si sono date alla fuga sono rimaste nella regione.

L'applicazione della "condizionalità negativa" per imporre le richieste non è un obiettivo da perseguire nell'ambito del sostegno dei processi di transizione in Nordafrica e nelle relazioni di politica estera in generale e non è nell'interesse della Svizzera.L'effetto di tali misure è troppo spesso sopravvalutato. Il Consiglio federale ha confermato questa posizione nel rapporto del 25 agosto 2010 in adempimento al postulato Leuthard (02.3591). Il rapporto giunge alla conclusione che la condizionalità non può essere applicata in modo uniforme e sistematico, ma che per principio rimane un elemento fondamentale della nostra politica estera. Il Consiglio federale mira a un approccio positivo e differenziato nell'utilizzo della condizionalità. È convinto che, proprio nell'ambito della riammissione dei richiedenti l'asilo respinti, una "condizionalità positiva" e l'elaborazione di soluzioni comuni per far fronte ai problemi migratori portino a risultati migliori.

Proposta del Consiglio federale del 07.09.2011

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

 
 

Cronologia / verbali

Data Consiglio  
28.09.2011CNAdozione.
08.03.2012CSInizio della discussione
12.03.2012CSAdozione.
10.06.2013CSStralcio dal ruolo.
Nel contesto della trattazione dell’affare 13.006
12.06.2013CNStralcio dal ruolo.
Nel contesto della trattazione dell’affare 13.006
 
 

Camera prioritaria

Consiglio nazionale

 
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