Testo depositato
In seguito alla decisione del Parlamento di versare, entro il 2012, lo 0,5 per cento del PNL all'aiuto allo sviluppo, chiedo al Consiglio federale:
1. Ritiene che la malnutrizione e l'insicurezza alimentare rappresentino sfide enormi a livello mondiale?
2. Sostiene le decisioni prese dal G20 del 2009 e quelle prese nell'ambito del Vertice mondiale dell'agricoltura del 2009 di investire maggiormente a favore dello sviluppo dell'agricoltura e della sicurezza alimentare mondiale?
3. È disposto a sostenere maggiormente l'agricoltura dei Paesi in sviluppo e, se del caso, a versare almeno il 10 per cento dei fondi supplementari a disposizione dell'aiuto allo sviluppo al fine di potenziare l'azione della Svizzera a favore di un'agricoltura sostenibile e della sicurezza alimentare?
Motivazione
Secondo la FAO, circa un miliardo di persone soffre di malnutrizione. La sicurezza alimentare rappresenta un sfida enorme per l'umanità in un contesto di espansione demografica, di crescente penuria delle risorse naturali, di cambiamento climatico e di volatilità dei prezzi agricoli. In questa lotta, l'agricoltura svolge un ruolo centrale. Il rapporto sullo sviluppo nel mondo pubblicato dalla Banca mondiale nel 2008 ha riconosciuto questo aspetto e ha previsto di investire maggiormente nell'agricoltura dei Paesi in sviluppo. La comunità internazionale è consapevole della necessità di concentrare gli sforzi per lo sviluppo nell'agricoltura per poter raggiungere l'obiettivo di ridurre della metà, entro il 2015, la quota della popolazione che soffre di fame. Il Vertice mondiale dell'agricoltura del 2009 ha adottato i cinque principi di Roma per una sicurezza alimentare mondiale sostenibile. La Svizzera partecipa alle iniziative internazionali e ha attuato un programma globale di sicurezza alimentare in seno alla DSC. Potrebbe potenziare il suo operato e impegnarsi maggiormente nella promozione dell'agricoltura sostenibile rispettosa delle risorse naturali. Data la decisione del Parlamento di aumentare l'aiuto pubblico allo sviluppo allo 0,5 per cento del PNL entro il 2015, sarebbe opportuno versare almeno il 10 per cento dei fondi supplementari a favore dell'agricoltura e della sicurezza alimentare, in collaborazione con le organizzazioni internazionali interessate tra cui la FAO, l'IFAD e il PAM. Si tratterebbe di mettere anche in valore le competenze svizzere riconosciute sul piano internazionale nella ricerca, nella consulenza agricola e nell'attuazione di una politica agricola sostenibile.
Risposta del Consiglio federale
del
16.11.2011
1. Il Consiglio federale è molto sensibile alla tematica sollevata e concorda con l'analisi esposta dall'interpellante. Da anni ormai la cooperazione svizzera allo sviluppo s'impegna attivamente nel settore dell'agricoltura e della sicurezza alimentare. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) devolvono annualmente 200 milioni di franchi all'agricoltura e alla sicurezza alimentare. Assieme alla Francia e alla Finlandia, la Svizzera fa così parte dei Paesi donatori che, proporzionalmente, stanziano la percentuale più elevata del proprio budget per queste tematiche. Nel 2008, con la realizzazione di un programma globale della DSC e lo scambio regolare tra la DSC e l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG), la Svizzera ha incrementato il proprio contributo negli ambiti dell'agricoltura e della sicurezza alimentare per rispondere in modo più efficace alle sfide strutturali emerse a livello internazionale e globale. Nel 2010, la DSC e la SECO hanno pubblicato un rapporto sull'efficacia della cooperazione svizzera allo sviluppo nel settore dell'agricoltura che presenta concretamente i risultati raggiunti grazie al contributo di 1,2 miliardi di franchi investito nel settore dell'agricoltura di vari Paesi dell'Africa, dell'Asia, dell'Europa sudorientale e dell'America latina tra il 2003 e il 2008.
2. Il Consiglio federale sostiene l'iniziativa lanciata dal G20 nel 2009 come pure quelle avviate durante il Vertice mondiale dell'agricoltura del 2009, che propongono d'incrementare l'investimento nello sviluppo dell'agricoltura e della sicurezza alimentare. Per decenni la Svizzera è riuscita a mantenere costante il proprio grado d'investimento nell'agricoltura (circa il 13 per cento dell'aiuto complessivo allo sviluppo), contrariamente ad altri Paesi donatori che hanno seguito la tendenza globale e trascurato l'agricoltura nel proprio programma di sviluppo. Per questa ragione, la Svizzera è rimasta un partner affidabile e credibile in questo contesto, e si è profilata a livello internazionale.
3. Il "Messaggio concernente l'aumento dei mezzi destinati al finanziamento dell'aiuto pubblico allo sviluppo" (Messaggio 0,5 per cento) approvato dal Parlamento il 28 febbraio 2011 (FF 2010 5937), prevede il ricorso a risorse supplementari per il 2011 e il 2012, allo scopo di rafforzare il contributo della Svizzera nei settori dell'acqua e del clima. Ciò permetterà inoltre alla Svizzera di tenere fede ai propri impegni multilaterali. Questi mezzi supplementari incideranno direttamente sull'intervento della Svizzera negli ambiti indicati dall'interpellante, poiché permetteranno di attuare programmi di adattamento dell'agricoltura ai cambiamenti climatici e di accesso all'acqua per il cibo. Una parte dei progetti è realizzata in collaborazione con le organizzazioni internazionali presenti nei Paesi e in particolare con le istituzioni multilaterali che hanno molta influenza a livello regionale o mondiale (p. es. con il Fondo internazionale dello sviluppo agricolo).
Per quanto concerne i mezzi disponibili fino al 2015, il Consiglio federale si assicurerà che il tema della sicurezza alimentare e quello dell'agricoltura sostenibile occupino un posto centrale nel nuovo messaggio sulla cooperazione internazionale allo sviluppo 2013-2016.