Testo depositato
1. Il Consiglio federale sarebbe disposto a verificare in quale misura ex cave di pietra e altre aree dismesse possono essere utilizzate per la costruzione di grandi centrali solari?
2. Sarebbe disposto a stilare un inventario nazionale di siti sfruttabili, come quello di Quinten, idonei alla costruzione di grandi centrali solari che lascerebbero intatti i terreni coltivi o le aree urbane?
3. Nel contesto dell'abbandono graduale del nucleare e della necessità di aumentare la produzione di elettricità a partire da fonti rinnovabili, il Consiglio federale potrebbe in linea di principio prendere in considerazione la possibilità di classificare come d'importanza nazionale progetti di costruzione di impianti solari, come quello del lago di Walen, e autorizzare quindi deroghe nel caso in cui tali progetti debbano essere realizzati in luoghi appartenenti all'inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale?
Motivazione
In Svizzera esistono diverse cave e altre aree industriali o estrattive dismesse. Queste aree offrono un enorme potenziale per la realizzazione di grandi impianti solari, con il vantaggio di evitare l'occupazione di terreni coltivi, come avviene invece per altri impianti su superfici libere.
In questo contesto, l'azienda elettrica del cantone di Zurigo sta progettando l'installazione di pannelli solari su una superficie di 80 000 metri quadrati in una cava di pietra dismessa a Quinten (SG), presso il lago di Walen. Grazie a una potenza di 9 megawatt, l'impianto potrebbe produrre elettricità per circa 1400 nuclei familiari e sarebbe il più grande impianto del genere di tutta la Svizzera.
Tuttavia il progetto si trova di fronte a un ostacolo: la cava di pietra è parte di un oggetto appartenente all'inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale.
L'articolo 6 capoverso 2 della legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio stabilisce che "il principio secondo il quale un oggetto dev'essere conservato intatto nelle condizioni stabilite nell'inventario non soffre deroghe nell'adempimento dei compiti della Confederazione, sempreché non s'opponga un interesse equivalente o maggiore, parimenti d'importanza nazionale". Pertanto, per ottenere il nullaosta alla realizzazione dell'impianto, la EKZ deve poter dimostrare che il progetto è d'importanza nazionale.
Risposta del Consiglio federale
del
25.04.2012
In Svizzera il potenziale tecnico per l'utilizzazione dell'energia fotovoltaica su superfici di edifici idonee è compreso tra i 15 e i 18 TWh all'anno. È probabile che entro il 2050 si potranno sfruttare oltre 10 TWh all'anno di tale potenziale. Attualmente si producono circa 120 GWh di elettricità solare all'anno, praticamente meno dell'1 per cento del potenziale sfruttabile che, nel caso degli edifici, è ancora molto elevato. Le superfici delle aree urbanizzate hanno il vantaggio di disporre già dei necessari impianti d'infrastruttura, caso più raro nelle aree al di fuori delle zone edificabili. Per questo è opportuno che il potenziamento avvenga dapprima nelle aree urbanizzate, eliminando gli ostacoli esistenti all'interno delle zone edificabili, come prescrizioni edilizie, lunghe procedure di autorizzazione, protezione dei monumenti, che bloccano la costruzione di impianti e altre misure di politica energetica nel settore degli edifici. Questo principio riflette l'orientamento dell'articolo 18a della legge sulla pianificazione del territorio (RS 700), come pure le riflessioni nell'ambito della revisione parziale della legge (oggetto 10.019 "Legge sulla pianificazione del territorio. Revisione parziale"). Inoltre gli impianti fotovoltaici, a differenza ad esempio di quelli idroelettrici, non devono essere costruiti necessariamente al di fuori delle zone edificabili. La resa di impianti costruiti su edifici è paragonabile a quella di altre superfici.
1. Nel valutare il potenziale di ex cave di pietra o altre aree dismesse va tenuto conto caso per caso di fattori molto diversi. Ad esempio, una superficie idonea dal punto di vista dell'irraggiamento solare non lo è necessariamente dal punto di vista economico. Inoltre non è certo che terreni difficilmente edificabili, come ad esempio le cave di pietra, debbano essere definiti "idonei" per gli impianti fotovoltaici. La valutazione dell'idoneità è di natura molto complessa perché dipende da diversi fattori specifici relativi alla tecnica di costruzione e da influssi esterni come il pericolo di caduta massi. Inoltre gli effetti di superfici estese e più o meno riflettenti a seconda del tipo di costruzione non possono essere inclusi in una valutazione generica di idoneità.
2. Le cave di pietra e altre superfici dismesse sono spesso integrate in un piano direttore cantonale o in un piano di utilizzazione cantonale. Stilando un inventario di superfici "idonee" con il necessario grado di dettaglio su aree limitate, la Confederazione, nel caso in cui l'inventario fosse vincolante, anticiperebbe una ponderazione di interessi che spetta invece in primo luogo alla pianificazione direttrice e d'utilizzazione.
Domanda 3
Finché saranno disponibili in sufficienza altre superfici, non è opportuno per il momento dare maggiore peso alla necessità di potenziare l'energia fotovoltaica rispetto a quella di proteggere gli oggetti dell'inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali. Va notato tuttavia che, in considerazione delle enormi sfide della politica in materia di energia (abbandono del nucleare), è indispensabile compiere una ponderazione più ampia di tutti gli interessi nell'ambito della realizzazione di progetti basati sulle fonti rinnovabili. Nel quadro della Strategia energetica 2050 si verifica pertanto se e come dare maggiore peso agli interessi legati al potenziamento di impianti per la produzione di elettricità a partire dalle energie rinnovabili rispetto a quelli della protezione della natura e del paesaggio. Questioni analoghe si pongono anche nell'ambito della Strategia 2050 per quanto concerne il potenziamento e la modernizzazione di impianti di rete.