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Curia Vista - Atti parlamentari

12.3067 – Interpellanza

Libertà di religione e persecuzione dei cristiani nel mondo

Depositato da
Data del deposito
01.03.2012
Depositato in
Consiglio nazionale
Stato attuale
Liquidato
 

Testo depositato

Le minoranze religiose e in particolare i cristiani sono oggetto di discriminazione e persecuzione in molte regioni del mondo.

Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. Come giudica lo sviluppo della discriminazione e della persecuzione delle minoranze religiose, e in particolare dei cristiani, nei Paesi privi o con poca libertà di religione?

2. Con quali Paesi intrattiene un dialogo sui diritti dell'uomo e, tra di essi, con quali discute della persecuzione delle minoranze religiose e in particolare della discriminazione dei cristiani? Come agisce concretamente per sensibilizzare tali Paesi sulla libertà di religione, parte integrante dei diritti dell'uomo?

3. Il Consiglio federale è disposto a impegnarsi a favore delle minoranze religiose perseguitate nel quadro dei suoi interventi in seno agli organi dell'ONU (ad es. l'Assemblea generale oppure il Consiglio dei diritti dell'uomo)?

4. Quale spazio riservano i rapporti sui singoli Paesi del DFAE alla persecuzione dei cristiani e alla libertà di religione, parte integrante dei diritti dell'uomo?

5. In che misura la problematica confluisce nelle decisioni di politica economica estera della Confederazione?

6. Le ambasciate svizzere curano il contatto con i rappresentanti di chiese cristiane vittime di persecuzioni? La problematica della persecuzione è oggetto di dialogo con le organizzazioni attive sul posto in favore dei diritti dell'uomo?

7. Come valuta il Consiglio federale la persecuzione dei cristiani e il divieto di praticare la loro religione nei Paesi di fede islamica? Di quali informazioni dispone sulle persone mussulmane convertite al cattolicesimo e sulle quali, accusate di apostasia, incombe la pena di morte?

8. Quale posizione assume il Consiglio federale di fronte al fatto che in Vicino e Medio Oriente le minoranze religiose sono in parte vittime di deportazioni mirate che equivalgono, in taluni casi, ad una vera e propria epurazione etnica?

9. È disposto a intavolare discussioni sulla persecuzione dei cristiani ad opera non dello Stato, ad esempio nel quadro delle sue relazioni bilaterali con l'Indonesia?

10. Come intende agire affinché la libertà di religione come diritto fondamentale dell'uomo acquisisca maggior importanza a livello internazionale?

Risposta del Consiglio federale del 23.05.2012

1. Come già rilevato nelle sue risposte del 16 settembre 2011 all'interpellanza Glauser-Zufferey 11.3340 e all'interpellanza von Siebenthal 11.3207, le violazioni della libertà di religione perpetrate in numerosi Paesi preoccupano il Consiglio federale. Spesso i responsabili di violenze di stampo religioso sono tuttavia attori non statali. È pertanto difficile giudicare l'evoluzione della discriminazione delle minoranze religiose e segnatamente dei cristiani. Si tratta di una tematica estremamente complessa e l'evoluzione va valutata in modo differenziato Paese per Paese (cfr. anche risposta 7). In Iran, ad esempio, negli ultimi anni gli arresti o le discriminazioni nei confronti delle minoranze religiose come i baha'i e i cristiani sono nettamente aumentati. Non si tratta tuttavia di una tendenza globale.

2. Attualmente, la Svizzera conduce consultazioni sui diritti dell'uomo con la Cina, il Vietnam, la Russia, il Tagikistan, la Nigeria, il Senegal e Cuba. La questione delle minoranze etniche e religiose assume rilievo in tutti i colloqui sui diritti dell'uomo. La situazione dei cristiani è stata affrontata segnatamente nelle consultazioni con la Cina, il Vietnam e l'Iran. A seconda del contesto nei singoli Paesi, la questione delle minoranze etniche e religiose viene sollevata anche nelle regolari consultazioni politiche (p. es. con la Nigeria).

3. Come rilevato nelle risposte agli interventi menzionati sopra, la Svizzera sostiene e firma l'ormai tradizionale risoluzione sulla libertà di religione presentata annualmente dall'UE in seno al Consiglio dei diritti dell'uomo e all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Questa risoluzione è stata presentata anche quest'anno durante la sessione di marzo del Consiglio dei diritti dell'uomo. La Svizzera ha partecipato attivamente ai negoziati e sostenuto il testo proposto.

4. I rapporti sul rispetto dei diritti dell'uomo redatti annualmente dalle rappresentanze del DFAE contengono un capitolo dedicato alla libertà di religione e ai diritti delle minoranze. Anche nelle altre note interne sui diritti dell'uomo è riservata particolare attenzione a questi diritti.

5. Per principio, il Consiglio federale adotta un approccio "whole of government". La collaborazione in seno a gruppi di lavoro interdipartimentali deve garantire per esempio coerenza anche nelle decisioni di politica economica estera. Il perseguimento coerente di obiettivi politici in materia di diritti dell'uomo deve al contempo migliorare la situazione delle minoranze etniche e religiose.

6. Le rappresentanze svizzere sono in contatto con le varie comunità religiose (compresa la comunità cristiana) nonché con organizzazioni locali per i diritti dell'uomo, soprattutto nei Paesi dilaniati da tensioni religiose.

7. La libertà di religione negli Stati con una minoranza mussulmana va esaminata in modo differenziato in ogni Paese. In Paesi come la Giordania o il Libano, i diritti dei cristiani sono protetti in modo particolare. In Arabia saudita, invece, la libertà di religione è quasi inesistente. La situazione dei cristiani è critica anche in Pakistan, dove il governo non riesce a garantire efficacemente la tutela delle minoranze religiose (p. es. abrogazione delle leggi sulla blasfemia, in virtù delle quali sono già stati condannati a morte anche mussulmani).

8. Il Consiglio federale è al corrente di deportazioni mirate di cristiani solo in Iraq, ma anche in questo caso non si tratta di discriminazioni ordinate dallo Stato.

9. Come rilevato nelle risposte agli interventi menzionati sopra, la Svizzera solleva regolarmente la questione della libertà di religione e dei diritti delle minoranze a livello bilaterale. Il Consiglio federale chiede ai Paesi interessati di rispettare i diritti delle minoranze etniche e religiose esortando inoltre gli Stati in cui sono perpetrati attentati e massacri contro cristiani e altre minoranze ad opera di gruppi di estremisti a fare tutto il possibile per impedire tali atti e portare i responsabili davanti a un tribunale.

10. Come rilevato nelle risposte agli interventi menzionati sopra, la libertà di religione e i diritti delle minoranze sono temi prioritari della politica svizzera in materia di diritti dell'uomo e la Svizzera s'impegna a sostenerli sia a livello multilaterale che a livello bilaterale (cfr. anche le risposte 2 e 3).

 
 

Cronologia / verbali

DataConsiglio 
15.06.2012 CN Liquidato.
 

Camera prioritaria

Consiglio nazionale

Cofirmatari (1)

 
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