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Curia Vista - Atti parlamentari

12.3194 – Interpellanza

Sopravvivenza e sviluppo delle banche pubbliche di sangue cordonale

Depositato da
Data del deposito
15.03.2012
Depositato in
Consiglio degli Stati
Stato attuale
Liquidato
 

Testo depositato

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale non ritiene d'interesse generale l'offerta pubblica di sangue cordonale?

2. In caso affermativo, è pronto a intraprendere misure in favore di una regolamentazione del finanziamento alle banche pubbliche di sangue cordonale e per aumentare il numero dei centri di raccolta, al fine di accrescere la diversità genetica delle scorte e permettere alle donne che lo desiderano di effettuare una donazione?

Motivazione

Il sangue feto-placentare, prelevato dalla vena ombelicale dopo la nascita del neonato, contiene cellule staminali ematopoietiche (CSE) in grado di curare i pazienti affetti da leucemia o da altre malattie del sangue, che non trovano donatori.

La prima banca pubblica svizzera di sangue cordonale è stata istituita nel 1999 all'interno dell'ospedale cantonale universitario di Basilea, seguito nel 2001 dagli ospedali universitari di Ginevra; quest'ultima raccoglie i campioni del proprio reparto maternità cantonale. Basilea invece, oltre ai campioni della propria maternità, raccoglie anche le donazioni di Liestal, Berna e Lugano.

Questa fonte di CSE, utilizzata nel 9 per cento dei trapianti allogenici effettuati in Svizzera, offre numerosi vantaggi (tra i quali la diversità genetica delle scorte, una rapida messa a disposizione e una maggiore tolleranza alle incompatibilità tra donatore e ricevente). Le banche pubbliche di sangue cordonale permettono inoltre sia la donazione anonima che quella destinata a un fratello o a una sorella del neonato affetti da patologie.

Le banche pubbliche subiscono una forte concorrenza da parte delle banche private: queste ultime sono strutture a scopo di lucro che conservano le unità di sangue cordonale dietro corrispettivo, in vista di un uso autologo poco probabile (1 probabilità su 20 000 di sviluppare una leucemia) e contrariamente al principio di solidarietà, fondamentale in caso di trapianto. In assenza di una regolamentazione in materia, le due banche pubbliche, che fino al 2011 sono state finanziate principalmente dalla Trasfusione CRS Svizzera, si trovano a dover affrontare problemi di finanziamento che minacciano la loro sopravvivenza e ne limitano lo sviluppo.

Risposta del Consiglio federale del 16.05.2012

1. Da più di vent'anni le cellule staminali ematopoietiche del sangue cordonale sono impiegate nella cura delle leucemie come terapia alternativa al trapianto di midollo osseo. Il vantaggio delle cellule staminali delle conserve di sangue cordonale è che sono disponibili più rapidamente e in una maggior varietà genetica. Spesso tuttavia le conserve ne contengono in quantità insufficiente per un trapianto in un paziente adulto. Le donazioni sono iscritte nel registro nazionale delle cellule staminali e coordinate a livello internazionale e sono quindi a disposizione dei pazienti di tutto il mondo. Le unità di sangue cordonale donate e conservate in Svizzera non sono dunque destinate soltanto a pazienti svizzeri, ma possono essere richieste anche dall'estero. Allo stesso modo, anche per i pazienti svizzeri le cellule staminali compatibili sono cercate in tutto il mondo. Negli anni 2009 e 2010, per esempio, la Svizzera ha importato 23 unità di sangue cordonale e ne ha esportate 27 unità. Il Consiglio federale ritiene quindi che le banche di sangue cordonale siano di interesse pubblico.

2. I costi del prelievo, della tipizzazione e della conservazione in banche pubbliche delle donazioni di sangue cordonale non sono a carico dei genitori del bambino, ma sono coperti in particolare da organizzazioni non a scopo di lucro. Attualmente la Trasfusione CRS Svizzera, una società di utilità pubblica di cui la Croce Rossa è l'azionista di maggioranza, e le banche pubbliche di sangue cordonale di Ginevra e Basilea stanno elaborando un nuovo modello di finanziamento che prevede la ricerca di ulteriori finanziatori e, a lungo termine, il perseguimento di un grado più elevato di autofinanziamento. La Confederazione, da parte sua, gestendo il registro delle cellule staminali conformemente all'articolo 62 della legge federale sui trapianti, contribuisce già a finanziare la registrazione delle unità di sangue cordonale prelevate e la ricerca di cellule staminali per i singoli riceventi. Ammesso e non concesso che il nuovo modello di finanziamento abbia gli effetti sperati, considerato quanto precede, il Consiglio federale non vede al momento alcuna necessità di intervenire.

Negli ultimi cinque anni l'inventario delle unità di sangue cordonale conservate in Svizzera per i trapianti allogenici (cioè per i trapianti in cui il donatore e il ricevente non sono la stessa persona) è cresciuto costantemente ed è passato da 1660 a 3600 unità (fine 2011). Tuttavia, affinché i pazienti svizzeri possano disporre di cellule staminali della massima varietà genetica, non è decisivo tanto il numero di ospedali di prelievo del Paese, quanto la loro integrazione nella rete mondiale di banche pubbliche di sangue cordonale. Infatti, poiché le cellule staminali del donatore devono essere compatibili con i tessuti del ricevente e la varietà delle caratteristiche tissutali è pressoché sterminata, la regola è lo scambio internazionale. Ecco perché quasi il 90 per cento delle cellule staminali donate in Svizzera è utilizzato per pazienti esteri e quasi il 90 per cento delle cellule staminali con cui sono curati pazienti svizzeri proviene dall'estero. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario prendere provvedimenti per aumentare il numero dei centri di raccolta.

In Svizzera la conservazione delle cellule staminali ematopoietiche per i trapianti allogenici è disciplinata dalla legge sui trapianti, che garantisce in particolare la qualità e la sicurezza delle cellule conservate. Non è di competenza della Confederazione prescrivere alle banche di sangue cordonale con quali e quante cliniche ostetriche debbano collaborare, né offrire a tutte le partorienti la possibilità di donare sangue del cordone ombelicale. Le misure organizzative per le cliniche ostetriche sono di competenza dei cantoni.

 
 

Cronologia / verbali

DataConsiglio 
04.06.2012 CS Liquidato.
 
 

Soggetti (in tedesco):

Aiuto

Ergänzende Erschliessung:

2841

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