Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di trasmettere al Parlamento una modifica della legge federale sull'utilizzazione delle forze idriche (LUFI art. 67 cpv. 4) affinché, alla scadenza della concessione riguardante l'utilizzazione delle forze idriche, al concessionario siano indennizzati gli investimenti di modernizzazione e ampliamento. L'indennità deve corrispondere al corretto valore commerciale dell'investimento (ad es., 1x valore di rendimento + 1x valore reale: 2), ma deve anche essere pari come minimo al valore residuo dell'investimento, tenendo conto dei tassi d'ammortamento usuali nel settore e del valore della moneta.
Motivazione
Ai fini dell'attuazione della Strategia energetica 2050 sussiste un interesse di ordine economico alla realizzazione effettiva di investimenti di modernizzazione e ampliamento nelle centrali idroelettriche esistenti. In diversi casi, tale interesse è ostacolato dalla regolamentazione attuale. Nel caso di questo tipo di investimenti, realizzati in accordo con i concedenti, è infatti previsto che vengano indennizzati al massimo i valori contabili residui non ammortizzati, cosa che non è tuttavia corretta, se si considera che gli investimenti nel settore delle forze idriche sono ingenti e che i profitti vengono pertanto realizzati solo verso la fine dell'utilizzo di tale capitale. Nell'ambito degli ammortamenti lineari effettuati attualmente, quest'utilizzo viene tuttavia impedito dalla normativa giuridica in vigore. L'investitore deve assumersi gli elevati oneri iniziali, ma viene privato della possibilità di godere dei frutti del suo investimento, in quanto viene meno proprio la fase finale dello stesso, ovvero la fase del rendimento. In questo modo, non sono soddisfatte le aspettative imprenditoriali del proprietario della centrale idroelettrica che vorrebbe e dovrebbe investire sul miglioramento della potenza e dell'efficienza del suo impianto anche quando si avvicina la scadenza della concessione. Egli dovrebbe infatti avere la possibilità di beneficiare del valore commerciale del suo investimento o di essere indennizzato adeguatamente.
Non sarebbe giusto che, alla scadenza delle concessioni, l'ente pubblico ottenesse tali impianti a prezzi vantaggiosi rivendendoli poi a un nuovo concessionario a un valore commerciale elevato. La situazione in materia di politica energetica esige però che vengano effettuati investimenti di modernizzazione e che le possibilità di ottimizzazione degli impianti esistenti siano sfruttate il più rapidamente possibile.
Parere del Consiglio federale
del
23.05.2012
La mozione riprende il contenuto della mozione presentata dal Consigliere di Stato Luginbühl (12.3325, stesso titolo). La richiesta concernente la necessità di promuovere i lavori di modernizzazione e di rinnovamento aveva già condotto, nel 1997, all'emanazione di nuove disposizioni nell'ambito della revisione della legge federale del 22 dicembre 1916 sull'utilizzazione delle forze idriche (LUFI; RS 721.80). In quest'occasione, erano stati anche aggiunti i capoversi 4 e 5 all'articolo 67. La revisione si prefiggeva di eliminare i disincentivi, dati dal sistema, che si opponevano alla realizzazione di interventi di modernizzazione e rinnovamento verso la fine della durata della concessione e, al contempo, di permettere il rinnovo della concessione non solo dopo, ma già prima della scadenza della concessione precedente (art. 58a cpv. 1 LUFI).
Nel suo parere relativo al postulato Gasche 12.3252, "La riversione a seguito della scadenza delle concessioni riguardanti l'utilizzazione delle forze idriche non deve compromettere la Strategia energetica 2050", il Consiglio federale si è già dichiarato disposto ad a occuparsi della questione delle riversioni, tenendo conto della sovranità sulle acque e degli interessi verso investimenti conformi alla Strategia energetica 2050. Senza questi accertamenti e senza una valutazione approfondita, il Consiglio federale non considera opportuno sottoporre al Parlamento un adeguamento dell'indennizzo ai sensi della mozione.
Proposta del Consiglio federale del 23.05.2012
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.