06.086
Iniziativa popolare federale «per naturalizzazioni democratiche»
Gli stranieri che desiderano diventare Svizzeri devono adempiere le condizioni poste dal Cantone di domicilio, dal Comune di domicilio e dalla Confederazione. La procedura di naturalizzazione è fissata dai Cantoni o, se previsto dal diritto cantonale, dai Comuni. Non sussiste alcun diritto alla naturalizzazione, a meno che i Cantoni lo prevedano espressamente. Le domande di naturalizzazione respinte possono essere impugnate mediante ricorso dinanzi a un tribunale e in caso di presunta violazione dei diritti fondamentali, quali la discriminazione o la violazione del diritto di essere sentiti, anche dinanzi al Tribunale federale. L’iniziativa popolare ha l’obiettivo di modificare questo ordinamento delle competenze e formula le seguenti richieste:
- i Comuni devono poter decidere autonomamente quale organo è autorizzato a concedere la cittadinanza comunale, e
- la decisione sulla naturalizzazione pronunciata da tale organo è definitiva, ovvero non sottostà a verifica da parte di un’altra autorità.
L’iniziativa popolare è stata lanciata in seguito a due decisioni del Tribunale federale del 9 luglio 2003. Nel primo caso, il Tribunale federale aveva annullato in quanto discriminatoria una decisione presa da un Comune lucernese in materia di naturalizzazione. Nel secondo caso aveva confermato l’invalidazione di un’iniziativa presentata a Zurigo che voleva sottoporre le domande di naturalizzazione al voto popolare. Secondo la Costituzione federale, in caso di rifiuto della naturalizzazione il richiedente ha diritto di conoscere i motivi di tale decisione. Tale diritto non è garantito dalle naturalizzazioni decise tramite votazione popolare, questo modo di procedere è quindi incostituzionale. In seguito, i Cantoni interessati hanno sostituito le naturalizzazioni alle urne con altre procedure, segnatamente con le decisioni di assemblee comunali, parlamenti, autorità esecutive o commissioni di naturalizzazione. Anche prima di queste decisioni del Tribunale federale, il numero di naturalizzazioni decise con il voto popolare era già molto modesto rispetto al numero totale di naturalizzazioni.
Consiglio federale e Parlamento respingono l’iniziativa. Le procedure di naturalizzazione devono rispettare i principi dello Stato di diritto e non possono essere discriminatorie o arbitrarie. Il Consiglio federale e il Parlamento approvano il controprogetto indiretto adottato dalle Camere federali nel dicembre 2007. Il controprogetto prevede che le assemblee comunali possono continuare a decidere sulle naturalizzazioni. Le domande respinte devono tuttavia essere motivate prima del voto e non devono essere discriminatorie.
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804'860 |
36.25 |
1'415'189 |
63.75 |
1 |
19 6/2 |
44.8 |
05.054
Iniziativa popolare «Sovranità del popolo senza propaganda di governo»
In Svizzera, la Costituzione federale protegge la libera formazione della volontà e l’espressione fedele del voto. Ciò implica che, per poter esercitare i loro diritti democratici fondamentali, gli aventi diritto di voto devono sapere su cosa si vota, conoscere i principali cambiamenti in gioco e gli argomenti dei fautori e dei contrari. Il dibattito pubblico ha un’importanza di prim’ordine nella formazione dell’opinione nel periodo che precede le votazioni. A questo dibattito partecipa anche il Consiglio federale che è tenuto a rispettare i principi di oggettività, trasparenza e proporzionalità.
Gli autori dell’iniziativa considerano le informazioni fornite dalle autorità federali in vista delle votazioni come propaganda. L’attività informativa del Consiglio federale e dell’Amministrazione federale dovrebbe pertanto essere assolutamente vietata. Sarebbero ammesse unicamente le spiegazioni di voto del Consiglio federale e un’unica breve informazione del responsabile del Dipartimento competente.
Anche in caso di accettazione dell’iniziativa, la Costituzione obbliga il Consiglio federale a informare tempestivamente e dettagliatamente l’opinione pubblica sulla propria attività. Tuttavia, dopo il voto finale del Parlamento, il Consiglio federale non potrebbe praticamente più esprimersi sugli oggetti in votazione. Il dibattito pubblico sarebbe però lacunoso se un attore politico importante che conosce a fondo la tematica, ne fosse escluso.
Nel caso in cui l’iniziativa venga respinta, il Parlamento ha adottato un controprogetto indiretto all’iniziativa stessa. Questo controprogetto iscrive nella legge il dovere di informazione del Consiglio federale e definisce i principi che devono reggere l’informazione fornita dalle autorità federali in vista delle votazioni.
Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa poiché la sua accettazione minaccerebbe la libera formazione dell’opinione dei votanti.
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538'882 |
24.8 |
1'634'284 |
75.2 |
0 |
20 6/2 |
43.8 |
05.055
Articolo costituzionale «Per qualità ed economicità nell'assicurazione malattie»
(controprogetto all'iniziativa popolare «Sì al ribasso dei premi delle casse malati nell'assicurazione di base», ritirata).
L’iniziativa popolare «Sì al ribasso dei premi delle casse malati nell’assicurazione di base» si prefiggeva una riduzione dei premi che si sarebbe dovuta ottenere, tra l’altro, anche mediante una riduzione del catalogo delle prestazioni. Il testo dell’iniziativa non precisava tuttavia di quali prestazioni si trattasse.
Il Parlamento si è pronunciato contro questa iniziativa. Nel corso delle deliberazioni ha tuttavia elaborato un controprogetto che riprende alcuni obiettivi dell’iniziativa popolare e sancisce nella Costituzione i principi essenziali dell’assicurazione malattie sociale. Per questo motivo, il comitato d’iniziativa ha ritirato l’iniziativa. È quindi sottoposto al voto soltanto il controprogetto.
Il Parlamento ritiene opportuno disciplinare a livello costituzionale gli elementi e i principi essenziali sui quali si fonda l’assicurazione malattie sociale. In tal modo, intende dare a quest’ultima un orientamento tale da garantire cure sanitarie accessibili a tutti e a prezzi adeguati. La concorrenza tra gli assicuratori (casse malati) e i fornitori di prestazioni (ospedali, medici ecc.), nonché la qualità e l’economicità delle prestazioni figureranno quindi nella Costituzione quali principi essenziali dell’assicurazione malattie sociale.
Anche il controprogetto ha sollevato critiche in Parlamento. Queste vertevano soprattutto sul fatto che il controprogetto è stato elaborato in gran fretta, senza il necessario coinvolgimento degli attori interessati, in particolare dei Cantoni. Inoltre, secondo le critiche formulate, non tutte le disposizioni meritano di figurare nella Costituzione, mentre alcuni principi importanti, quale la solidarietà, mancano nel controprogetto.
Inizialmente il Consiglio federale riteneva che la disposizione costituzionale vigente fosse sufficiente. Ora sostiene tuttavia il controprogetto del Parlamento perché va nella giusta direzione.
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661'263 |
30.52 |
1'505'678 |
69.48 |
0 |
20 6/2 |
43.7 |