Decreto federale che approva il rinnovo dell’Accordo tra la Svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri sulla libera circolazione delle persone e approva e traspone nel diritto svizzero il Protocollo relativo all’estensione alla Bulgaria e alla Romania dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone del 13 giugno 2008
L’Unione europea (UE) è di gran lunga il più importante partner economico della Svizzera. Le relazioni con l’UE sono disciplinate in accordi bilaterali. Tra questi sono particolarmente importanti gli accordi economici dei Bilaterali I che, approvati a grande maggioranza dal Popolo nel 2000, hanno dato buoni risultati.
L’Accordo sulla libera circolazione delle persone, che fa parte dei Bilaterali I, apre progressivamente i mercati del lavoro e rende più facile ai cittadini svizzeri stabilirsi sul territorio dell’UE e ai cittadini dell’UE stabilirsi sul territorio svizzero. L’Accordo è limitato a sette anni. Ora si tratta di decidere se rinnovarlo a tempo indeterminato dopo il 2009 ed estenderlo ai due nuovi Stati membri dell’UE, Bulgaria e Romania, come raccomandano Consiglio federale e Parlamento. Contro il relativo decreto federale è stato chiesto il referendum.
La libera circolazione delle persone è giuridicamente legata agli altri accordi dei Bilaterali I: se non viene rinnovata, anche gli altri accordi decadono. Di conseguenza, la votazione riguarda anche il proseguimento dei Bilaterali I nel loro insieme.
I comitati referendari temono che l’estensione della libera circolazione delle persone comporti un aumento dell’immigrazione e della disoccupazione. Prevedono, inoltre, ripercussioni negative sull’economia e le opere sociali.
Consiglio federale e Parlamento ribadiscono, invece, che un sì alla libera circolazione delle persone conferma i Bilaterali I e l’efficace cooperazione con l’UE. I Bilaterali I hanno dimostrato di poter garantire buone condizioni quadro per la nostra economia, contribuiscono ad assicurare il benessere e posti di lavoro in Svizzera e saranno tanto più importanti qualora la situazione economica dovesse divenire incerta. Dire no alla libera circo lazione significa mettere in discussione i buoni risultati
della via bilaterale e danneggiare la piazza economica Svizzera.
| Sì |
1'517'156 |
59.6% |
| No |
1'027'644 |
40.4% |
| Partecipazione |
|
50.9% |