La consigliera nazionale Margret Kiener Nellen ha difeso i diritti delle donne nelle cerchie internazionali, in seno al Bureau des femmes parlementaires dell’UIP e in veste di presidente della delegazione svizzera presso l’AP OSCE. Ha in particolare fatto sentire la voce delle donne nelle regioni in guerra come quella del Donbass.

​Una voce per le donne

Eletta sulla lista socialista del Cantone di Berna in Consiglio nazionale nel 2003, Margret Kiener Nellen è entrata nell’Assemblea parlamentare dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (AP OSCE) nel 2013. L’inizio del suo mandato è coinciso con la sessione annuale di Istanbul, chiamata a riflettere sulle riforme dell’OSCE. Ha partecipato agli sforzi della delegazione svizzera per allentare le tensioni tra l’Assemblea parlamentare e l’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell’uomo (ODIHR), un organo dell’OSCE istituito a Varsavia.

Assumendo la presidenza della delegazione svizzera nel 2017, Margret Kiener Nellen si è garantita un diritto di parola per far progredire nelle conferenze internazionali i temi che ritiene prioritari, in particolare la causa delle donne. Margret Kiener Nellen ricorda la risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza «Donne, pace e sicurezza: le donne nei processi di pace». E ribadisce che il successo di tutti i processi di pace dipende dalla parità dei sessi e la leadership delle donne costituisce una tappa fondamentale nella prevenzione dei conflitti.


Segnata dalle sue missioni in Ucraina, la consigliera nazionale lancia l’allarme sulla situazione deplorevole delle donne e dei bambini nel Donbass, nell’Ucraina orientale.

Margret Kiener Nellen si è recata cinque volte nel Donbass, da dicembre 2018 a luglio 2019: due volte in veste di presidente della Commissione per la democrazia, i diritti umani e le questioni umanitarie dell’AP OSCE e tre volte come osservatrice delle elezioni. Si è intrattenuta con numerosi sindaci e ha raccolto testimonianze di prima mano.

Tutte le infrastrutture sono danneggiate; gli abitanti rischiano la vita ogni volta che escono di casa. Le granate esplodono anche durante i funerali, racconta la parlamentare bernese. Per abbellire le case danneggiate dai proiettili, la gente sostituisce i vetri rotti con della plastica trasparente sulla quale dipinge i telai delle finestre creando un’illusione ottica.

La situazione delle donne è particolarmente difficile perché gli uomini sono andati in guerra o sono fuggiti per evitare l’arruolamento.


Il tabù della prostituzione nella zona di guerra

In Ucraina la prostituzione nei villaggi che si trovano nelle zone di guerra è un tema tabù. Gli autori di abusi e di violenze sessuali rimangono impuniti, denuncia la presidente della delegazione svizzera. Uno dei ruoli delle missioni speciali è ascoltare donne e bambini.

«Sono stata avvicinata da una rete di donne della regione di Mariupol che cercava di entrare in contatto con organizzazioni occidentali per fare arrivare libri nella zona di guerra.»



Un rapporto che produce effetti

Il rapporto di missione della Commissione per la democrazia, i diritti umani e le questioni umanitarie presieduta da Margret Kiener Nellen è stato accolto favorevolmente dalla Federazione Russa e dall’Ucraina e la parlamentare spera che le inchieste sulla violenza omicida in piazza Maidan a Kiev e a Odessa siano portate a termine e che sia resa giustizia alle vittime di questi crimini.

È soddisfatta che a seguito di questo rapporto stia progredendo lo sminamento del passaggio della linea del fronte nella regione di Luhans'k e che ingegneri abbiamo ricevuto l’incarico di ricostruire l’unico ponte della regione. Un ponte provvisorio è già stato aperto al pubblico. Gli anziani non devono così più rischiare la vita per andare a riscuotere la pensione sull’altra riva.

Margret Kiener Nellen vede un barlume di speranza anche nell’accelerazione degli scambi di prigionieri tra Ucraina e Russia: i marinai ucraini fatti prigionieri durante la battaglia navale nello stretto di Kerch sono stati liberati. L’Ucraina ha inoltre promesso la sua legislazione in materia di diritti sociali.

Uno sciopero che scuote

Lo sciopero delle donne dello scorso 14 giugno ha sensibilizzato il pubblico internazionale sulle disparità tra i sessi che permangono in Svizzera, indica la consigliera nazionale Margret Kiener Nellen che è anche membro del Bureau des femmes parlementaires dell’Unione interparlamentare (UIP). La Svizzera ha introdotto il diritto di voto delle donne dopo tutte le altre nazioni; il suo ritardo in materia di disparità sembra anacronistico in una democrazia moderna. Le donne di altri Paesi adotteranno il concetto svizzero di sciopero decentralizzato delle donne, aggiunge la parlamentare.

Il rinnovo del Parlamento avvenuto lo scorso 20 ottobre ha fatto salire l’Assemblea federale di una quindicina di posti nella classifica sulla parità dei sessi dell’UIP. Ma rimane ancora molta strada da fare prima che donne e uomini abbiano lo stesso numero di seggi nel Parlamento federale e che siano eliminati molestie sessuali e altre violenze di tipo penale contro le donne, fa ancora notare Margret Kiener Nellen che lascerà l’Assemblea federale all’inizio di dicembre 2019.


Per il lavoro in seno all’AP OSCE, si veda anche: Des Suisses pour la sécurité en Europe, su ParlBlog