<p>BERNA, 24 giu (ats) La linea dura dovrebbe imporsi anche al Consiglio nazionale quando si tratterà di eliminare le divergenze nella revisione del diritto d'asilo. La commissione delle istituzioni politiche della Camera del popolo raccomanda infatti al plenum di seguire il Consiglio degli Stati, fatta eccezione per la soppressione dell'aiuto di urgenza.
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La commissione del Nazionale si è distanziata dall'altra Camera solo su alcuni aspetti. Principale punto d'attrito: la possibilità di rifiutare l'aiuto urgente alle persone che si oppongono al rimpatrio, introdotta in marzo dai «senatori» nella legge sull'asilo. Il Tribunale federale (TF) l'ha nel frattempo giudicata contraria alla Costituzione, che garantisce il minimo vitale a tutti. Per questo fatto - ha indicato il presidente della commissione Hermann Weyeneth (UDC/BE) - la commissione ha bocciato questo emendamento degli Stati con 16 voti contro 8.

Casi di rigore

Con 18 voti contro 5, la commissione preparatoria del Nazionale ha inoltre optato, nell'ambito dell'ammissione provvisoria, per una regolamentazione dei casi di rigore un po' più generosa di quella degli Stati. Le persone «concretamente minacciate» nel loro paese di origine devono così poter restare in Svizzera.

Questo alleviamento dovrebbe per esempio impedire il rinvio di donne che rischiano in patria di subire un'escissione, ha osservato Vreni Hubmann (PS/ZH). Quale esponente della minoranza della commissione, la Hubmann ha tuttavia deplorato il fatto che i cantoni resteranno competenti per definire i casi di rigore, ciò che comporterà disparità di trattamento.

Con questa decisione, la commissione si è essenzialmente allineata al concetto della Camera dei cantoni. L'ammissione per motivi umanitari, che avrebbe agevolato il raggruppamento familiare e l'accesso al lavoro delle persone interessate, dovrebbe dunque essere bocciata. La sinistra si opporrà alla soppressione di questa novità, introdotta in prima lettura.

Dovrebbe pure essere mantenuta una divergenza al capitolo dell'assunzione medica dei richiedenti. Contrariamente agli Stati, la commissione del Nazionale ritiene che le prestazioni assunte dall'assicurazione malattia non dovrebbero essere limitate.

Aiuto sociale minacciato

Per il resto, le due Camere dovrebbero trovarsi sulla stessa posizione. La commissione raccomanda in particolare la soppressione dell'aiuto sociale a tutti i richiedenti d'asilo la cui domanda è stata respinta. Potranno dunque beneficiare soltanto dell'aiuto urgente. L'esclusione dall'aiuto sociale si applica già dalla primavera 2004 a tutti i richiedenti colpiti da una decisione di non entrata in materia.

È pure stato approvato il raddoppio - a due anni in tutto per gli adulti - della durata massima di detenzione nell'ambito dei provvedimenti coercitivi. Accolto anche l'inasprimento della prassi nei confronti dei richiedenti che si presentano senza documenti.

Tensioni

L'inasprimento del diritto d'asilo, chiesto dal ministro della giustizia Christoph Blocher quando l'iter parlamentare era già in corso, dovrebbe dunque superare lo scoglio delle Camere. Tale inasprimento - ha sottolineato Weyeneth rispondendo alle critiche della Hubmann - rientra nel solco della bocciatura di stretta misura dell'iniziativa popolare dell'UDC, nel novembre del 2002.

Durante la conferenza stampa della commissione, Vreni Hubmann non ha sottaciuto il «cattivo ambiente» che ha contraddistinto i lavori. Non ha nemmeno lesinato le critiche a Blocher che, a suo modo di vedere, «non si esprime in modo obiettivo».

La deputata socialista si è comunque rallegrata della promessa di Blocher di rivedere la nozione di rifugiato. In futuro, le persecuzioni non statali e quelle di cui sono in particolare vittima le donne potrebbero essere riconosciute quali motivi per l'ottenimento dell'asilo.

L'esame delle divergenze dovrebbe essere affrontato dal Nazionale in autunno, parallelamente alla revisione della legge sugli stranieri, già esaminata dalla commissione del Nazionale a metà aprile. Anche in questo caso la versione più severa degli Stati dovrebbe imporsi sulla maggior parte dei punti ancora in sospeso.