<p>BERNA, 16 feb (ats) Gli Svizzeri colpiti da un attentato o vittime di altri reati all'estero non dovrebbero più essere risarciti dai poteri pubblici in patria. Con 8 voti contro 2, anche la commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha fatto sua la proposta del governo, già approvata dal Nazionale lo scorso 22 giugno.
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Uno Stato può incaricarsi della sicurezza dei propri cittadini soltanto sul suo territorio, ha dichiarato oggi alla stampa il presidente della commissione Franz Wicki (PPD/LU). La minoranza vorrebbe invece mantenere gli indennizzi se la persona è domiciliata in Svizzera al momento dei fatti e dell'inoltro della richiesta e se lo Stato estero non fornisce un aiuto sufficiente.

Per il resto, la commissione si è allineata senza opposizione alle proposte governative. Le somme concesse per torto morale dovrebbero così essere limitate a un massimo di 70'000 franchi per le vittime di reati in Svizzera e a 35'000 franchi per i loro famigliari. L'ammontare massimo dell'indennizzo dovrebbe passare da 100'000 a 120'000 franchi per compensare il rincaro.