<p>BERNA, 17 apr (ats) Il Consiglio federale, e in particolare il Dipartimento federale delle finanze (DFF), sono stati troppo passivi nell´affare Swift. È quanto ritiene la commissione di gestione del Consiglio nazionale in un rapporto pubblicato oggi. Per trovare una soluzione, essa chiede al governo di contattare le autorità americane ed europee.
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L´affare è stato rivelato lo scorso giugno dal "New York Times": nell´ambito di un programma segreto di lotta al terrorismo, le autorità americane hanno avuto accesso dal 2001 a dati concernenti flussi finanziari internazionali trasmessi attraverso la "Society for Worldwide Interbank Financial Telcommunication" (SWIFT), con sede in Belgio, ma con una succursale negli USA.

In agosto, il Consiglio federale ha reagito, ritenendo che la vicenda non avesse leso la sovranità della Svizzera. Circa il segreto bancario, lo stesso non si applica in questo caso. Secondo il governo, esso è garantito soltanto sul territorio nazionale. Berna non può impedire ad autorità estere di procurarsi fuori dal dalla Confederazione un accesso a dati protetti dal segreto bancario elvetico.

In ottobre, l´incaricato federale della protezione dei dati ha dal canto suo criticato severamente le banche svizzere, soprattutto l´UBS e il Credito Svizzero, che siedono nel consiglio d´amministrazione della Swift. Secondo ´Mister Dati´ Hanspeter Thür le banche avrebbero dovuto informare i loro clienti che, in occasione di transazioni all´estero, informazioni potevano essere trasmesse dalla Swift a terzi.

Atteggiamento passivo

Nel rapporto, la commissione di gestione del Nazionale giudica l´atteggiamento delle autorità svizzere eccessivamente passivo. Il Consiglio federale doveva fornire una nuova valutazione della situazione dopo che Thür aveva constatato violazioni della legge sulla protezione dei dati, tanto più che le pertinenti autorità europee erano giunte alle stesse conclusioni.

Per la commissione non basta accontentarsi del fatto di citare le possibilità di cui dispone il prepopsto alla sorveglianza dei dati e il diritto dei clienti bancari lesi di poter sporgere denuncia. Secondo la Costituzione, il Consiglio federale ha un dovere di protezione nei confronti delle persone titolari di diritti fondamentali, anche se la lesione di questi diritti non è dovuta all´intervento dello Stato.

Soluzione internazionale

Per la commissione di gestione, il problema può essere risolto soltanto a livello intergovernativo. Invita dunque il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in collaborazione con quello delle finanze (DFF), a stabilire un contatto con le autorità europee e americane in vista di trovare una soluzione conforme con il diritto svizzero. La commissione ricorda anche che il Parlamento europeo chiede un trattato internazionale.

La commissione di gestione prende inoltre atto "con stupore" che Hans-Rudolf Merz e il Consiglio federale sono venuti a conoscenza solo a fine giugno della trasmissione di dati da parte della Swift, mentre il presidente della direzione generale della Banca nazionale aveva informato in merito, già nel 2002, l´allora capo del DFF Kaspar Villiger e la Commissione federale delle banche.

"Un´informazione di questo genere - sottolinea la commissione di gestione nel rapporto - doveva essere sottoposta ai membri del Consiglio federale e non poteva essere trascurata in caso di cambiamento alla testa del DFF". Infine, la commissione invita il governo a chiarire la situazione legale concernente la trasmissione di dati del genere da parte delle banche, vista la stretta relazione esistente tra il segreto bancario e la legge sulla protezione dei dati.

Il Consiglio federale è invitato a prendere posizione sul rapporto della commissione di gestione entro la fine di settembre.