BERNA, 27 gen (ats) L'undicesima revisione dell'AVS dovrebbe comprendere l'aumento dell'età di pensionamento delle donne a 65 anni, nonché un modello che agevoli il pensionamento anticipato. La commissione della sicurezza sociale e della salute del Consiglio degli Stati intende trovare una soluzione, ma non ha ancora preso decisioni, rimandate al 19 febbraio. (05.093 ; 05.094 )

L'esito delle discussioni si preannuncia sofferto, ma almeno per il momento non vi è motivo di «ridurre» il dibattito a una «mini revisione tecnica». In questo modo non si farebbe altro che rinviare i problemi di tre o quattro anni, ha indicato oggi alla stampa il presidente della commissione Urs Schwaller (PPD/FR).

La commissione non intende seguire il Nazionale, che ha accettato il pensionamento per le donne a 65 anni, ma non l'aiuto per il pensionamento anticipato. In questo caso - ha osservato Schwaller - «il referendum è già programmato». Prima di pronunciarsi sull'età di pensionamento delle donne, la commissione vuole esaminare le ripercussioni di tre modelli d'aiuto al pensionamento flessibile, tra cui la cosiddetta «rendita-ponte», proposta dal Consiglio federale.

Per il resto, la commissione si è pronunciata contro l'aumento del contributo dei lavoratori indipendenti dal 7,8% all'8,1%. Ha invece seguito il Consiglio federale in merito all'adattamento delle rendite al rincaro.

Tale adattamento non avverrà più in modo automatico ogni due anni. Se il tasso di copertura minimo del Fondo di compensazione dell'AVS scende al di sotto del 70%, l'adeguamento al rincaro avverrebbe soltanto se l'inflazione supera il 4% dall'ultima indicizzazione. Se il tasso di copertura dovesse scendere sotto il 45%, ogni forma di adattamento verrebbe soppressa.

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