Abate rilevava che oggigiorno è possibile richiedere l'esecuzione di un soggetto senza provare l'esistenza di un credito. Non di rado un precetto esecutivo diventa un'arma di ricatto e quel che è peggio è che il registro in cui viene iscritto può essere consultato per cinque anni.
A una persona oggetto di un simile provvedimento può essere, per esempio, negato l'affitto di un appartamento o un lavoro. Ciò può avere conseguenze nefaste quando il soggetto di un precetto è una piccola impresa cui non viene concesso un credito bancario proprio per questo fatto. Opporsi a simili precetti ingiustificati è possibile, ma le procedure sono lunghe e costose.
Per questo motivo il Consiglio degli Stati ha deciso in autunno di limitare la pubblicità data a un procedimento esecutivo. La soluzione adottata prevede che gli uffici non debbano informare i terzi circa procedimenti esecutivi per i quali, dopo una richiesta del debitore, i creditori non abbiano fornito la prova entro 20 giorni. Se la prova è fornita in seguito o se l'esecuzione viene continuata, quest'ultima può invece essere comunicata a terzi.
La commissione ha anche deciso, con 18 voti contro 7, di dare seguito a un'iniziativa parlamentare di Erich Hess (UDC/BE) che sollecita il collegamento di tutti i registri delle esecuzioni.