La registrazione nel SIS consente di seguire gli spostamenti dei potenziali jihadisti. Una relativa base legale è già prevista per il Servizio delle attività informative, ma non ancora per Fedpol. Secondo Romano, tale competenza sarebbe molto importante proprio nel caso delle indagini di polizia giudiziaria su reati estremamente gravi.
Il testo di Romano ha già ottenuto il sostegno di governo e Consiglio nazionale. Ora anche la commissione degli Stati "ritiene che questo tipo di sorveglianza costituisca uno strumento efficace per l'individuazione dei reati penali", indicano oggi i servizi del Parlamento.
No a divieto d'espatrio
La stessa commissione, sempre all'unanimità, propone invece di respingere una mozione di Ida Glanzmann (PPD/LU), che chiede di impedire a "turisti della jihad ed estremisti violenti" di lasciare la Svizzera, come avviene attualmente per gli hooligan.
Secondo la CPS-S, il testo porrebbe dei problemi a livello d'esecuzione. Inoltre, con l'entrata in vigore nel 2017 della nuova legge sulle attività informative, gran parte della Legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna verrà abrogata.
La commissione rileva peraltro che il Consiglio federale sta già elaborando delle basi legali che, oltre a provvedimenti di polizia a carattere preventivo, prevedono il blocco dei documenti di viaggio di potenziali "turisti della jihad".
Nessuna norma specifica
Infine, con 8 voti contro 4, la CPS-S propone di respingere anche l'iniziativa parlamentare di Christian Lüscher (PLR/GE), che chiede l'adozione di una disposizione penale per reprimere il terrorismo. La commissione rileva che le basi legali vigenti prevedono già una pena per atti terroristici.
Inoltre, le commissioni degli affari giuridici delle Camere e il Consiglio federale stanno già esaminando la questione. L'oggetto ritorna quindi alla Commissione della politica di sicurezza del Nazionale, che l'aveva sostenuto in prima lettura.