(ats) La Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale (CET-N) è favorevole a un controprogetto diretto all'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata". Dopo aver preso atto dei risultati della procedura di consultazione, con 15 voti contro 7 e 1 astensione, essa propone al plenum di adottare il testo da lei elaborato.

La maggioranza della Commissione persegue a grandi linee lo stesso obiettivo degli autori dell'iniziativa, ovvero fissare nella Costituzione federale le attuali normative in materia di segreto bancario fiscale fondandosi su concetti giuridici precisi, indicano oggi i servizi del Parlamento in una nota.

Si tratta principalmente di impedire preventivamente uno scambio automatico di informazioni in materia fiscale in Svizzera, "preservando il sano rapporto di fiducia tra lo Stato e la sua popolazione". Il controprogetto consentirebbe dunque di confermare a livello costituzionale la validità delle disposizione di legge in vigore.

La maggioranza, con 14 voti contro 7 e 2 astenuti, propone altresì che "nel settore dell'imposta preventiva le banche possano trasmettere informazioni alle autorità fiscali solo su esplicita richiesta della persona interessata".

Una minoranza è invece contraria sia al controprogetto sia all'iniziativa popolare: a suo avviso, né l'uno né l'altra comportano vantaggi per i contribuenti onesti e non si inseriscono in alcun modo nella strategia perseguita dal Consiglio federale per far emergere il denaro non dichiarato. Inoltre, "la minoranza critica il fatto che il controprogetto tenta di bloccare a monte i processi legislativi invece di combatterli a valle mediante lo strumento del referendum", precisano ancora i servizi del Parlamento.

Con 11 voti contro 6 e 7 astenuti, la commissione propone infine le seguenti raccomandazioni di voto: "no" all'iniziativa popolare e "sì" al controprogetto diretto. Una minoranza raccomanda invece di approvare sia l'iniziativa sia il controprogetto e, conformemente a quanto sancito nella legge sul Parlamento, di dare la preferenza al controprogetto nella domanda risolutiva.

Sul testo e il controprogetto diretto, il Consiglio nazionale delibererà il prossimo 13 dicembre. Affinché gli Stati abbiano tempo a sufficienza per le proprie deliberazioni, la commissione chiede una proroga del termine di trattazione, conclude la nota.