Nel documento il ministro della difesa aveva illustrato le minacce per la sicurezza del Paese, diventate sempre più complesse, interconnesse e opache rispetto al passato.
Prima di iniziare le vere e proprie discussioni sul rapporto la commissione ha sentito rappresentanti della Società svizzera degli ufficiali, del mondo scientifico e dei Cantoni. Ne è scaturito che "i più recenti sviluppi in materia di politica di sicurezza (l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, l'evolversi della situazione nell'Europa dell'Est e l'eventuale riduzione dell'impegno transatlantico degli Stati Uniti dopo l'elezione di Trump)" devono essere presi in considerazione.
La commissione ha quindi deciso che riprenderà le discussioni di dettaglio nel prossimo mese di gennaio.