Le discussioni sul piano di risparmi sono iniziate ieri. Per la minoranza rosso-verde - che chiedeva la non entrata nel merito o, in via subordinata, il rinvio - il meccanismo del freno all'indebitamento andrebbe adeguato alla situazione economico-monetaria in modo da avere maggior spazio di manovra. Pure chiesta una lotta più incisiva all'evasione fiscale.
Il plenum non ha però seguito questo ragionamento giudicando invece urgente muoversi subito per garantire finanze equilibrate in un prossimo futuro. "Non bisogna aspettare di essere nelle cifre rosse per agire", ha sostenuto Jean-Pierre Grin (UDC/VD) a nome della commissione. "Tranne per l'agricoltura, non si tratta di tagli alle spese ma di un contenimento degli aumenti previsti", ha inoltre ricordato il vodese.
Stando al progetto del Consiglio federale, nel prossimo triennio le uscite dovrebbero essere ridotte di 2,7 miliardi di franchi. Il programma prevede per il 2017 minori uscite fissate in 800 milioni di franchi, per il 2018 in 900 milioni e per l'anno seguente in 1 miliardo.
Lo scorso 28 settembre il Consiglio degli Stati si era mostrato meno ambizioso: il governo dovrebbe risparmiare 144 milioni di franchi in meno nel 2017, 261 milioni in meno nel 2018 e 276 milioni in meno nel 2019.
La commissione del Nazionale ha invece voluto essere meno generosa degli Stati: se il plenum seguirà le sue proposte, rispetto al progetto governativo i risparmi sarebbero di 136 milioni in meno nel 2017, di 23 milioni in meno nel 2018 e di 39 milioni in meno l'anno seguente.
In commissione, tuttavia, molte decisioni sono state prese di misura. La proposta di tagliare 100 milioni supplementari nella cooperazione internazionale nel 2018 e nel 2019 è ad esempio stata accolta con 13 voti contro 12.
Oltre ad esprimersi sull'aiuto allo sviluppo, la Camera del popolo dovrà decidere se tagliare 100 milioni supplementari nel settore dell'amministrazione federale (personale, beni e servizi nonché oneri d'esercizio e investimenti) nel 2018 e nel 2019. Complessivamente le spese sarebbero diminuite di 243 milioni nel 2018 e di 250 milioni nel 2019.
Per quanto attiene alla formazione e alla ricerca, il Consiglio federale propone risparmi annui da 142 a 174 milioni di franchi. Con 13 voti contro 10, la commissione delle finanze del Nazionale propone invece di allinearsi alla Camera dei cantoni e di limitare i tagli a una forbice tra 61 e 69 milioni all'anno.
In merito all'agricoltura, le maggioranze sono nettamente più chiare (tre a uno). Il Consiglio federale vuole risparmiare da 75 a 97 milioni annui. La commissione propone invece di rinunciare ai tagli nei pagamenti diretti (60-69 milioni) e di annullare anche quelli riguardanti la promozione della qualità e delle vendite (2,5-5 milioni). Anche i "senatori" si erano pronunciati in tal senso.
Oltre a ciò, la Confederazione dovrebbe poter risparmiare circa 77 milioni nei contributi federali destinati ai Cantoni per i sussidi di cassa malattia. Ma queste economie dovrebbero intervenire soltanto quando sarà entrata in vigore la revisione della legge sulle prestazioni complementari prevista al più presto nel 2019.