Nel marzo scorso, durante la sessione primaverile delle Camere federali, il Consiglio nazionale si era espresso invece a favore dell'iniziativa.
Col suo testo costituzionale, i contadini chiedono alla Confederazione di rafforzare l'approvvigionamento della popolazione con derrate alimentari provenienti da una produzione indigena sostenibile. A tale scopo, le autorità federali devono adottare provvedimenti efficaci contro la perdita di terreni coltivabili.
Secondo diversi oratori favorevoli al controprogetto, il tema della sicurezza alimentare, importante a livello sia globale sia nazionale, va affrontato con una formulazione più precisa e univoca di quella dell'iniziativa popolare, non lasciando se possibile spazio a interpretazioni divergenti.
L'iniziativa così come formulata, hanno sostenuto vari oratori sia di destra che di sinistra, contiene aspetti protezionistici e rischia di mettere gli uni contro gli altri i contadini di pianura e di montagna. Oltre a ciò pone l'accento sulla cultura intensiva, un elemento che cozza contro la politica agricola attuale della Confederazione.
Da qui l'idea di un controprogetto che tenga conto di alcuni aspetti dell'iniziativa, ma non contenga elementi né orientati al passato né protezionistici ed eviti di porre sotto tutela i consumatori.
Una minoranza nel plenum avrebbe voluto bocciare sia l'iniziativa che il controprogetto dal momento che vari articoli della Costituzione rispondono già alle attese dei contadini.
Il testo dell'iniziativa come anche del controprogetto, ha dichiarato Ruedi Noser (PLR/ZH) "è puramente declamatorio". Per il consigliere agli Stati zurighese, l'agricoltura elvetica è già la più sovvenzionata al mondo. Il 60% del reddito agricolo è garantito dallo Stato. A suo avviso, invece, l'agricoltura attuale ha bisogno di più innovazione e di più mercato. "I contadini hanno bisogno di maggiore libertà imprenditoriale, non di protezionismo", ha sottolineato.
A nome della commissione, Isidor Baumann (PPD/UR) ha difeso il controprogetto negando che esso sia solo un esercizio di stile senza contenuto. Vi sono elementi nuovi, come la lotta allo spreco degli alimenti (1/3 delle derrate viene sprecato in Svizzera, n.d.r), ha fatto notare.
Il controprogetto indiretto, ha poi aggiunto il "senatore" urano, risponde anche alle richieste di altre due iniziative provenienti dal mondo agricolo in attesa di essere trattate.
Si tratta dell'iniziativa dei Verdi "Per alimenti equi" che intende promuovere la produzione di derrate alimentari provenienti da un'agricoltura rispettosa dell'ambiente, della protezione degli animali e di condizioni di lavoro eque e quella del sindacato agricolo Uniterre "Per la sovranità alimentare".
Quest'ultima mira a promuovere l'agricoltura dei piccoli contadini responsabile in primo luogo dell'approvvigionamento locale della popolazione e di perseguire questo obiettivo mediante interventi statali sul mercato di ampia portata. Il Consiglio federale raccomanda la bocciatura dei due testi.
Il controprogetto, ha spiegato Baumann, risponde alle attese del mondo agricolo e, soprattutto, della popolazione, quest'ultima sempre più orientata verso il consumo di alimenti locali, biologici, prodotti nel rispetto dell'ambiente.
Al voto questa tesi l'ha spuntata su chi chiedeva la non entrata nel merito del controprogetto. In seguito il plenum, come raccomandava la maggioranza della sua commissione, ha respinto l'iniziativa dell'USC prorogandone i termini per la trattazione fino all'8 gennaio 2018. Ciò per lasciare il tempo al Consiglio nazionale di esaminare il controprogetto diretto.