Il testo chiede, in particolare, di rivedere l'attuale normativa sui profili DNA affinché sia possibile determinare le caratteristiche personali - colore dei capelli o della pelle, come anche degli occhi - di una o più persone sospettate di crimini violenti.
Tale possibilità, ricorda il deputato lucernese, era contemplata nel progetto di legge risalente al 2000, ma il Parlamento, temendo abusi e violazioni della protezione dei dati, aveva preferito rinunciarvi.
Viste anche le esperienze positive accumulate negli ultimi anni con l'uso di profili genetici, secondo Vitali bisognerebbe sfruttare appieno le nuove possibilità offerte dalla scienza. Grazie ad un'analisi più mirata, non sarebbero necessarie analisi di massa come accaduto in seguito allo stupro di Emmen: nell'ottobre 2015 ben 372 uomini hanno dovuto sottoporsi a un test genetico, test peraltro rivelatosi inutile.
Per Vitali, un adeguamento delle attuali procedure renderebbe più difficile ai criminali violenti "di farla franca". "In tempi in cui in casi eccezionali è anche permesso mettere alla gogna in Internet, gli assassini e gli stupratori non possono restare impuniti soltanto perché non si sfruttano le possibilità offerte dalla scienza", aveva sottolineato il consigliere nazionale PLR.
Oggi le richieste contenute nella sua mozione hanno convinto la Camera dei cantoni. Quella del popolo l'aveva già sostenuto senza discussioni durante la sessione primaverile.