Tra una settimana il consigliere nazionale ticinese, il consigliere di Stato ginevrino e la parlamentare vodese saranno invece ascoltati dai gruppi socialista, verde liberale e borghese democratico.
Ignazio Cassis figura quale favorito sin dall'inizio, ma nelle ultime settimane Pierre Maudet sta conducendo un'intensa campagna per farsi conoscere tra i parlamentari federali, che sembra pagante.
Isabelle Moret appare invece ultimamente un po' più sulla difensiva, anche se ieri la sua audizione davanti all'Unione svizzera dei contadini (USC) sembra aver riscosso consensi.
Gli "hearings" davanti a ciascun gruppo parlamentare sono spesso cruciali per l'elezione. Ogni consigliere nazionale e agli Stati può infatti farsi un'opinione delle qualità di ciascun candidato. Tra i partiti non mancheranno calcoli tattici. Il verdetto cadrà il 20 settembre, quando il presidente dell'Assemblea federale Jürg Stahl annuncerà il nome dell'eletto. Si saprà allora se la Svizzera italiana sarà nuovamente rappresentata in governo.
La presenza di tre candidati ufficiali, ai quali verrà ad aggiungersi qualche altro nome al primo turno, rende l'elezione più intricata e potrebbe favorire calcoli strategici a partire dal terzo turno. I primi due turni dell'elezione sono infatti liberi. Tutte le persone che raccoglieranno meno di 10 voti verranno escluse dal turno successivo. Dal terzo turno, nessuna nuova candidatura è accettata e colui che ottiene meno voti è eliminato.
Nel caso in cui rimanessero solo due candidati con lo stesso numero di voti, lo scrutinio proseguirebbe fino alla designazione di un vincitore.