(ats) Gli accordi di libero scambio conclusi dalla Svizzera nell'ambito dell'AELS non devono essere per forza esclusi dalla prassi referendaria. Lo ha deciso il Consiglio nazionale approvando, con 142 favorevoli e 42 astenuti, l'accordo sull'accordo tra i Paesi dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) e la Georgia.

Nel suo messaggio il governo proponeva di non più sottoporre in futuro a referendum facoltativo trattati paragonabili a questo. Per il Nazionale, che ha confermato lo stralcio di questa disposizione proposto dagli Stati, la questione va trattata in un progetto distinto.

In aula si sono levate anche diverse voci contrarie alla proposta governativa: "anche se nel 95% dei casi non viene lanciato un referendum, bisogna imperativamente lasciare questa possibilità ai cittadini del Paese", ha sostenuto Denis de la Reussille (PDL/NE). "Sarebbe contrario all'essenza stessa della nostra democrazia", ha aggiunto.

Il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann si è detto sorpreso dalle critiche sollevate in aula ed ha ricordato che la Svizzera è dipendente da accordi di libero scambio, negli ultimi anni ne sono del resto stati adottati diversi senza che questi fossero stati sottoposti a referendum facoltativo. Il dibattito odierno, ha aggiunto invano il consigliere federale, potrebbe inviare segnali sbagliati ad altri Paesi che desiderano negoziare un accordo di questo tipo con la Svizzera.

Con 128 voti contro 50 e due astenuti, la Camera del popolo ha poi respinto la proposta di istituire un forum di rappresentanti della società civile allo scopo di garantire la presentazione di un rapporto sull'attuazione delle disposizioni concernenti lo sviluppo sostenibile. La maggioranza ha ritenuto che le norme stabilite nell'accordo fossero sufficienti.

Infine, con 98 voti contro 84 e una astensione, il Nazionale ha deciso di sottoporre l'accordo a referendum facoltativo. Il dossier è così pronto per le votazioni finali.