Alle 11.30 partirà infatti un treno speciale diretto in Ticino. Dopo una fermata ad Altdorf per salutare le autorità urane, il convoglio - con a bordo, oltre a Cassis, delegazioni ufficiali delle autorità federali e cantonali, nonché numerosi giornalisti - arriverà a Bellinzona alle 14.15.
Prima di salire sul treno diretto a sud, i consiglieri nazionali dovranno terminare il dibattito, iniziato martedì, sull'iniziativa popolare "Per alimenti equi" dei Verdi. Stando alle indicazioni dei gruppi parlamentari espressisi l'altro ieri, l'iniziativa - ritenuta non applicabile e contraria agli accordi commerciali sottoscritti dalla Confederazione - difficilmente sarà adottata, così come anche il controprogetto diretto.
L'iniziativa gode del sostegno dei soli ecologisti e di una parte dei socialisti, mentre tutti gli altri partiti sono contrari. Il controprogetto, oltre ai Verdi, viene sostenuto da parte dei socialisti e dei Verdi liberali: troppo pochi per far pendere la bilancia dalla parte dei favorevoli.
L'iniziativa dei Verdi intende promuovere la produzione di cibo - il 50% importato dall'estero - proveniente da un'agricoltura rispettosa dell'ambiente, della protezione degli animali e di condizioni di lavoro eque. Il testo mira in particolare a ridurre le ripercussioni sull'ambiente del trasporto e del deposito, oltre che lo spreco di alimenti.
Il Consiglio degli Stati si occuperà di un'altra iniziativa popolare, quella definita "Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale! (Iniziativa Moneta intera)". La commissione preparatoria propone (senza opposizioni) di bocciarla poiché, se approvata, metterebbe in pericolo il settore finanziario e l'economia in generale.
Con la sua iniziativa, l'associazione Modernizzazione Monetaria (MoMo) vuole vietare alle banche di stampare - virtualmente - denaro dal nulla. Per l'associazione il denaro appartiene al popolo, non agli istituti di credito, ed è giusto che a crearlo sia la Banca nazionale svizzera (BNS), e non le singole banche, come invece sempre più spesso avviene.
In Svizzera dal 2003 al 2012 c'erano mediamente 340 miliardi di franchi di massa monetaria: solo il 10% era denaro emesso dalla BNS; il restante 90%, pari a circa 300 miliardi, era "denaro elettronico" creato dalle banche private.